Arte Contemporanea in Emilia Romagna

Con la Lombardia e il Piemonte, l’Emilia Romagna è probabilmente la regione italiana più vivace dal punto di vista dell’arte contemporanea. Un ruolo che, Arte Fiera a parte, spesso non le viene riconosciuto, ma parlare di arte contemporanea in Emilia Romagna significa parlare di una realtà che conta oltre 300 istituzioni tra musei, gallerie, raccolte d’arte, collezioni, fondazioni, parchi artistici, siti urbani, sedi espositive, mostre, premi, saloni fieristici, organizzazioni istituzionali, accademie e archivi di giovani artisti nelle province del territorio. Impossibile, ovviamente, nello spazio di un post raccontarle tutte. Cercheremo, quindi, come nostro solito, di guidarvi tra quelle che, secondo noi, sono assolutamente da non perdere. Il tutto con un occhio di riguardo per gli spazi permanenti. Per una visione completa dell’offerta artistica contemporanea regionale vi invitiamo a leggere, invece, il bellissimo libro di Claudia Collina: I luoghi d’arte contemporanea in Emilia-Romagna (ed Clueb).

 

La Primogenita e il contemporaneo

 

Il nostro tour emiliano non potrebbe che partire da Piacenza, la prima città italiana ad essere stata annessa nel 1848, per plebiscito popolare, al Regno di Sardegna e, per questo, detta la Primogenita. Qui ha sede la splendida Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi nata dalla donazione del mecenate piacentino, Giuseppe Ricci Oddi, e che oggi vanta una collezione di arte contemporanea decisamente interessante che dalla fine dell’Ottocento ci porta, grazie ad una serie di acquisizioni recenti, ai nostri giorni, con una particolare attenzione per le ricerche figurative. Interessante l’allestimento, che ci guida attraverso il territorio italiano con un focus sulla scena artistica emiliana.
Il Novecento italiano è, invece, il fulcro attorno al quale ruota la Collezione Mazzolini – Fondazione San Antonino e Colombano che comprende 27 sculture e 872 dipinti dei maggiori autori italiani da De Chirico a Carrà, per allargarsi al post cubismo di Massimo Campigli e spingersi fino a Fontana e Manzoni, passando per l’arte organica e nucleare e dall’informale segnico di Capogrossi.

Una sala della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi  di Piacenza

Una sala della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza

Da Piacenza al MIM – Museum in Motion di San Pietro in Cerro, allestito all’interno di un castello del XIII secolo e che offre l’opportunità di ammirare l’interessante collezione di Franco Spaggiari. Oltre 300 opere che vanno dal dopoguerra ad oggi, con una panoramica che dalla scena internazionale arriva a quella locale. Bonalumi, Crippa, Dova e Plessi, alcuni dei nomi più noti presenti in collezione. Per chi fosse interessato ad approfondire anche la storia dell’arte locale, merita una vista Il Museo Civico – Castello Pallavicini Casali di Monticelli d’Ongina. E’ un museo etnografico, ma la sua collezione comprende anche lavori di artisti attivi sul territorio comunale.

 

Alla corte dei Farnese

 

Dopo aver fatto un giro nei due Musei di Scultura all’Aperto di Bedonia e Collecchio – tappa obbligata per gli amanti della scultura -, saliamo verso l’Appennino parmense e raggiungiamo Berceto. Qui, sulla vetta del Monte Groppomaggio, troverete l’antica Casa Corchia che oggi ospita la collezione di Martino Jasoni, pittore originario del piccolo paese emiliano, ma cresciuto, artisticamente, negli Stati Uniti dove fu allievo di John Sloan e, pensate un po’, compagno di studi di Walt Disney. Jasoni è riconosciuto come esponente attivo delle avanguardie artistiche del secondo Novecento, la visita a Casa Corchia ci permetterà di scoprire la sua vicenda artistica e umana.

Un'opera di Martino Jasoni

Un’opera di Martino Jasoni

Lasciato Berceto, è arrivato il momento di scoprire una della istituzioni culturali più importanti della regione: la Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo. Nata nel 1977 per volontà del musicista, letterato e collezionista Luigi Magnani, la Fondazione, oltre ad una significativa sede espositiva, è una casa-museo che ci immerge nel mondo di Magnani e nella sua passione per l’arte che, negli anni, lo ha portato a raccogliere attorno a sé tanto arte antica che contemporanea. Per quanto riguarda l’arte del Novecento, la collezione Magnani spazia dall’espressionismo francese all’informale, annoverando capolavori di alcuni dei maggiori artisti italiani, europei e americani: da Matisse a Braque, da Morandi a Guttuso, per arrivare a Hans Hartung e Alberto Burri.

Alberto Burri. Sacco 1954. Una delle due opere di Burri della Collezione Magnani Rocca

Alberto Burri. Sacco 1954. Una delle due opere di Burri della Collezione Magnani Rocca

Infine Parma. Qui se avete voglia di riscoprire il lavoro di un artista italiano di cui, sfortunatamente, non si parla molto, il consiglio e di fare una vista al Museo Amedeo Bocchi, allestito all’interno del settecentesco Palazzo Sanvitale. Scomparso nel 1976, Bocchi ha vissuto tra la sua città natale e Roma, dove il suo stile si è avvicinato alle istanze internazionali, posizionandosi sul confine tra simbolismo e secessionismo, senza rimanere insensibile al fauvismo e, successivamente, al Novecento italiano. Alcune sue opere sono, peraltro, conservate anche nelle collezioni della Pinacoteca G. Stuard, all’interno dell’ex monastero di San Paolo, che offre un interessante spaccato della scena artistica parmense e piacentina.

 

Reggio e l’arte naïf

 

Il nostro tour nella provincia di Reggio Emilia parte da Boretto e, ancora un volta, ci porta a scoprire un artista italiano il cui valore è stato riconosciuto molto tardivamente: Pietro Ghizzardi. A lui e alla sua arte naïf, le cui peculiarità tipicamente padane sono state da lui declinate, inizialmente, con uno stile espressionista venato di “terribilità romantica” che, via via, si è sempre più semplificato in una cifra stilizzata ed ingenua, è dedicata la Casa Museo “Al Belvedere”.

Un interno della Casa Museo di Pietro Ghizzardi a Boretto.

Un interno della Casa Museo di Pietro Ghizzardi a Boretto.

Dall’opera di Ghizzardi alla scultura contemporanea, con una rapida visita al Museo di Scultura all’Aperto di Castelnovo di Sotto e poi, via, rapidi, verso Gattatico, il cui Museo Cervi – che ha sede nel luogo dell’eccidio dei sette fratelli -, conserva non solo i cimeli della famiglia Cervi, ma anche un’interessante raccolta d’arte che testimonia l’impegno civile di tanti artisti nella lotta antifascista. Si tratta di tre nuclei comprensivi di più di duecento opere di pittura, scultura e grafica che vanno dal secondo dopoguerra all’attualità e vertono sui temi della Resistenza e della lotta sociale. Una collezione che comprende lavori, tra gli altri, di Renato Guttuso, Renzo Grazzini e Ernesto Treccani.

Una sala della Collezione Maramotti di Reggio Emilia

Una sala della Collezione Maramotti di Reggio Emilia

A Gualtieri, invece, ha sede il Museo Ligabue che raccoglie opere del pittore naïf e di altri artisti a lui affini, tra i quali il già citato Pietro Ghizzardi. Per gli interessati all’arte naïf, inoltre, è da ricordare la raccolta d’arte della Biblioteca Maldotti di Guastalla e il Museo Nazionale delle Arti Naïfs “Cesare Zavattini”. Alla fine giungiamo a Reggio Emilia dove una vista la merita, certamente, la Galleria d’Arte Contemporanea di Palazzo San Francesco le cui collezioni comprendono vari esemplari d’arte visiva ed applicata, come design, fotografia e moda, di numerosi artisti che hanno segnato l’evoluzione dell’arte reggiana. Per aprire lo sguardo alla scena internazionale sono però altre due le tappe cittadine da non mancare: la Collezione Maramotti – che conserva opere dei massimi esponenti delle varie correnti artistiche che hanno animato il Novecento – e la Raccolta d’Arte di Palazzo Magnani che mette insieme i lavori di alcuni dei principali nomi dell’arte nazionale attraverso opere acquisite in occasione di vari premi d’arte organizzati, negli anni, dalla Provincia.

 

Modena, città della fotografia e della grafica

 

Tra le tante istituzioni che nella provincia di Modena si occupano di arte contemporanea, un posto particolare è occupato da quelle che hanno scelto di dedicarsi alla fotografia e alla grafica. In particolare il Fotomuseo Giuseppe Panini e le collezione della Fondazione Fotografia che conserva circa 600 mila fotografie tra opere di artisti italiani, stranieri e archivio storico. Forte anche l’attenzione per la grafica d’arte che si respira sul territorio. Si pensi a Carpi, dove ha sede il Museo della Xilografia o alla Raccolta d’Arte della Provincia di Modena che conserva lavori di alcuni dei massimi esponenti dell’arte del XX secolo.

Erich Kees, Senza titolo, 1980. Raccolta di fotografia della Galleria Civica di Modena

Erich Kees, Senza titolo, 1980. Raccolta di fotografia della Galleria Civica di Modena

Ed è nella Galleria Civica che questi due interesse, fotografia e grafica, si uniscono. La collezione cittadina, infatti, conserva una nutrita raccolta di arti grafiche e fotografiche contemporanee. La sezione di disegno contemporaneo è composta da oltre cinquemila esemplari, mentre quella di fotografia conta circa tremila immagini d’autore.

L’Alma Mater del contemporaneo

 

Una visita la meriterebbero anche le collezioni della Regione e della Provincia, ma non è sempre facile accedere alle loro sedi espositive, aperte solo su appuntamento. La nostra visita a Bologna non può che iniziare, quindi, con una delle istituzioni più note a livello nazionale: il celebre MAMBo, le cui collezioni vantano oltre quattro mila opere, per la metà grafiche, esposte in permanenza e a rotazione in spazi espositivi di circa tremila metri quadrati che accolgono anche grandi mostre temporanee. Nelle collezioni del MAMBo è largamente rappresentato il panorama dell’arte emiliana del Novecento integrato da importanti opere dei maggiori maestri dell’arte italiana e da eminenti artisti sia europei che americani.

Una sala del MAMBo di Bologna

Una sala del MAMBo di Bologna

E parlando di maestri dell’arte italiana di origine emiliana non possiamo certo non fare un salto al Museo Morandi di Palazzo d’Accursio, la cui collezione monografica si compone di 250 opere, di cui 61 dipinti ad olio eseguiti tra il 1910 e il 1964, 18 acquerelli, 88 disegni, 79 acqueforti, 2 sculture e 2 lastre matrici esposte in un percorso filologico e dinamico, che ha mirato a ricordare l’atmosfera dello studio dell’artista con la sua collezione di maestri d’arte antica.

Meritano una vista, infine, la Collezione d’Arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, il Museo della Certosa – che conserva sculture di alcuni dei maggiori artisti italiani e internazionali del Novecento – e la Raccolta Lercaro, formata da circa 700 opere, pitture, sculture, disegni e grafica, di artisti che hanno operato nel corso del XX secolo in varie direzioni poetiche, solo per citare le maggiori, che vanno dal figurativo verista e di Novecento all’informale, dall’arte astratta-concreta allo spazialismo, dal modernismo al post moderno, dal surrealismo al concettuale.

Ettore Spalletti, Croce di colore, 2011

Ettore Spalletti, Croce di colore, 2011. Raccolta Lercaro

Infine, le raccolte della Pinacoteca Nazionale, che nel suo Gabinetto delle Stampa e dei Disegni conserva un’importantissima collezione di opere di grafica che ci dà un ampio ed esauriente spaccato delle scuole e correnti artistiche determinatesi in Europa nel corso del XX secolo. Tra gli artisti presenti nella raccolta, ricordiamo: Boccioni, Munari, De Chirico, Burri, Toulouse-Lautrec, Cézanne, Matisse, Fontana. E la lista potrebbe allungarsi all’infinito.

Lasciata Bologna, tra le tante istituzioni attive sul territorio provinciale, ci piace segnalarvi il MAGI di Pieve di Cento. Dedicato esclusivamente all’arte del Novecento e dell’attualità, il MAGI – Museo d’Arte delle generazioni italiane del ’900 è privato e vive del collezionismo del suo fondatore Giulio Bargellini. Il patrimonio conservato nella sua sede è veramente ampio e copre tutti i nomi della storia dell’arte novecentesca italiana, anche se non tutte le opere sono ben rappresentative dei momenti più alti raggiunti dai singoli artisti. Non mancano, comunque, opere pregevoli che giustifichino una visita.

 

Verso i lidi…

 

Spostandosi dalla provincia bolognese verso la riviera romagnola, sarebbero centinaia i musei da visitare. Tra questi ci piace ricordare il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara che conserva pochi ma pregevoli lavori di Sironi e Carrà, o il Museo Alternativo Remo Brindisi a Lido di Spina che attraverso una collezione di circa mille opere dei più significativi autori del XX secolo, dà una visibilità compiuta alle relazioni interdisciplinari che legano architettura, pittura, scultura, grafica e design del Novecento. Da vedere anche il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza che con la sua raccolta indaga le sperimentazioni di artisti di tutto il mondo con questo particolare medium. C’è poi il MAR di Ravenna che, nelle sezione dedicata all’arte moderna e contemporanea, conserva opere appartenenti alle correnti artistiche più significative e rappresentative delle tecniche più aggiornate del secolo, con lavori di artisti nazionali, internazionali e della regione, con un giusto spazio riservato anche agli artisti romagnoli.

Vista dell'interno del Museo Alternativo Remo Brindisi a Lido di Spina

Vista dell’interno del Museo Alternativo Remo Brindisi a Lido di Spina

Sempre con l’intento di riscoprire figure interessanti della scena artistica nazionale, vi consigliamo una visita a Museo Brunori di Bertinoro che conserva l’opera dell’artista astratto-concreto Enzo Brunori scomparso nel 1993. Da non dimenticare, infine, la Pinacoteca Comunale “Silvestro Lega” di Modigliana che, accanto alle opere dell’artista che le dà il nome, conserva interessanti lavori di artisti post impressionisti o legati alla tradizione ripresa da “strapaese”, donate da Michele Campana, e di esponenti delle avanguardie del secondo dopoguerra e che vanno dall’espressionismo astratto, alla Op Art e all’astrattismo geometrico.

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