Arte Contemporanea in Liguria

L’arte contemporanea in Liguria, negli ultimi anni, è stata oggetto di un’attenzione in costante crescita, come testimonia la nascita, nel 2012, del Centro per l’Arte Contemporanea, concepito come una vera e propria rete finalizzata alla valorizzazione delle espressioni artistiche contemporanee, prodotte e diffuse all’interno del territorio regionale. Una rete certo più contenuta rispetto ad altre realtà regionali, in primo luogo per le ridotte dimensioni della regione stessa, ma non per questo meno interessante.

Se si escludono alcune piccole raccolte d’arte, come la Pinacoteca Civica di Baiardo, che conserva opere di artisti locali e nazionali come Antonio Rubino, Umberto Mastroianni e Luigi Spazzapan, o il Museo Civico di Sanremo dove è ospitata la collezione del poeta Renzo Laurano (pseudonimo di Luigi Asquasciati 1909-1986) che documenta il gusto di una importante famiglia della borghesia illuminata tra Ottocento e Novecento; la provincia di Imperia è quella meno interessante dal punto di vista dell’arte contemporanea. Tutt’altro discorso, invece, se parliamo di Savona. Qui, in fatti, ha sede il Museo Fondazione di Arte Contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo.

La Collezione Milani-Cardazzo di Savona

Il Museo Fondazione di Arte Contemporanea Milena Milani di Savona, dedicato alla memoria di Carlo Cardazzo, è una delle istituzioni regionali più importanti per quanto riguarda l’arte del XX secolo. Milena Milani, artista e letterata, è una delle nostre autrici più tradotte nel mondo e ha fatto parte del movimento dello Spazialismo fin dalle sue origini; Carlo Cardazzo, invece, scomparso nel 1963, oltre che essere stato il suo compagno di via, è stato un gallerista di fama internazionale, fondatore della celebre Galleria Il Naviglio di Milano, sede storica dello Spazialismo e delle prime mostre in Italia di artisti stranieri quali Jean Dubuffet, Vasilij Kandinskij, Joan Mirò, Jakson Pollock.

Milena Milani ritratta da Pablo Picasso.

Milena Milani ritratta da Pablo Picasso.

La loro collezione annovera opere di artisti italiani e stranieri tra i maggiori del XX secolo: Hans Arp, Victor Brauner, Alexander Calder, Massimo Campigli, Giuseppe Capogrossi, Giorgio de Chirico, Paul Delvaux, Filippo de Pisis, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, Franco Gentilini, Asger Jorn, René Magritte, Georges Mathieu, Joan Mirò, Pablo Picasso, Man Ray, Cy Twombly e altri. Le opere, ospitate a Palazzo Gavotti, provenienti dalla collezione privata della coppia Milani-Cardazzo, e offerte alla fruizione pubblica attraverso la Fondazione, mostrano un panorama di alto valore culturale e rappresentano una significativa selezione dei più importanti momenti dell’arte contemporanea.

Genova: il contemporaneo in cornice neoclassica

Inaugurato nel 1985 a Villa La Croce, elegante edificio ottocentesco di struttura architettonica neoclassica all’interno di un parco aperto al pubblico che si protende con vista sul mare sopra la Foce, il Museo d’Arte Contemporanea di Genova è la seconda tappa imperdibile del nostro tour in terra ligure. Qui, oltre ad un calendario molto interessante di mostre temporanee, è conservata una collezione permanente costituita da oltre 3000 opere di pittura, scultura, collage e fotografia. Il nucleo più importante è quello costituito dalla raccolta d’arte astratta di Maria Cernuschi Ghiringhelli che presenta opere provenienti dalla galleria “Il Milione” di Milano che illustrano in particolare il primo Astrattismo italiano degli anni ‘30, le ricerche percettiviste e preconcettuali degli anni’60 e la Nuova Pittura degli anni ‘70-80. Licini e Soldati, Fontana e Melotti, Olivieri e Martini, sono tra i protagonisti indiscussi di questa collezione che è stata comprata dal Museo nel 1989. Per chi ama la grafica d’arte, invece, da ricordare la presenza, nelle collezioni del museo, di circa 2200 opere, tra xilografie ed incisioni. Di un certo interesse, infine, anche la sezione dedicata all’arte contemporanea ligure e genovese.

Un'immagine della collezione permanente del Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova

Un’immagine della collezione permanente del Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova

Sempre a Genova, anche se non proprio dedicata all’arte contemporanea, merita una visita anche la Collezione Wolfson. Creata in oltre trent’anni dal mecenate americano Mitchell “Micky” Wolfson Jr., la collezione si incentra su pittura, scultura, arti decorative e architettura del periodo che comprende i decenni tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. È composta da una quantità sorprendente di materiali artistici: dipinti e sculture, mobili e arredi completi, ceramiche e vetri, ferri battuti e argenti, tessuti e tappeti, disegni e progetti di architettura e poi manifesti, bozzetti, stampe e grafica, medaglie e giocattoli, libri, riviste, cataloghi, cartoline, dépliant, documenti d’ogni tipo. L’interesse di Wolfson si è focalizzato non solo sulle valenze estetiche delle singole opere, ma anche sul loro significato e questo caratterizza il suo ambizioso progetto di collezionista: ricomporre, proprio attraverso gli oggetti, l’atmosfera e la cronaca del periodo tra il 1880 e il 1945, sessant’anni tormentati e pieni di contraddizioni che hanno visto l’affermarsi della produzione industriale, l’imporsi di un progresso tecnologico senza precedenti, l’alternarsi di dittature e governi democratici, e poi due guerre mondiali, nuovi mezzi di trasporto e comunicazione, un diverso senso del tempo e dello spazio, in breve la nascita del mondo contemporaneo.

Il cuore contemporaneo di La Spezia

Affacciata sul Golfo dei Poeti, ad un passo dalla Cinque Terre, La Spezia ha recentemente dimostrato un grande interesse per le istanze del contemporaneo. Un interesse che trova la sua concreta realizzazione nella nascita del CAMEC, il Centro Arte Moderna e Contemporanea della città. Allestito nell’ex tribunale cittadino, un edificio degli inizi del Novecento che in origine era stato anche una scuola elementare, il Centro è stato inaugurato agli inizi del nuovo Millennio e, tra le sue mura, conserva oggi le opere provenienti da varie raccolte private donate alla città. Tra queste, l’interessantissima collezione di Giorgio e Ilda Cozzani, oltre 1000 opere suddivise in numerosi nuclei tematici, raccolti con grande competenza e lungimiranza, tra i quali vanno segnalati l’Espressionismo, dalle xilografie degli esordi ai Neue Wilden, il Bauhaus, il Surrealismo, la Figurazione del secondo dopoguerra, il Gruppo degli Otto, una buona rappresentanza Informale, il gruppo Cobra e una presenza Spur, probabilmente unica in Italia. Non mancano alcune importanti testimonianze dello Spazialismo e dell’Astrattismo Geometrico fino alle correnti più recenti, quali l’Arte Cinetica e Programmata, l’Optical, l’Arte Concettuale e Minimal, l’Arte Povera, il Pop più tipico e quello meno noto, e ancora la Land Art, il Fluxus, la Body Art e la Performance, fino alla Transavanguardia.

Una vista delle raccolte civiche del CAMEC di La Spezia

Una vista delle raccolte civiche del CAMEC di La Spezia

L’altro nucleo importante della collezione permanente del CAMEC è invece quello costituito dalle opere donate da Ferruccio e Anna Maria Battolin che vanno da lavori dello spezzino Gruppo dei Sette, ad alcuni fra gli artisti più rappresentativi del panorama artistico italiano del dopoguerra, come Guttuso, Spinosa, Montarsolo o Nespolo, tanto per citarne solo alcuni. Opere dei maestri della generazione degli inizi del ‘900, di quella di mezzo e di artisti più recenti, fino alle promesse attuali, documentano storicamente le origini della tradizione artistica cittadina. Sempre al CAMEC, oltre a opere di varia provenienza, sono conservati i 300 lavori vincitori del Premio Nazionale di Pittura intitolato al “Golfo della Spezia” tra i quali opere di Accardi, Cassinari, Guttuso, Morlotti, Sironi, Prampolini e Vedova.