Arte contemporanea in Lombardia

Dopo aver scoperto alcune delle collezioni d’arte più interessanti della città di Milano è giunto il momento di allargare i nostri orizzonti e di andare alla scoperta dei tesori di arte contemporanea in Lombardia. E la prima tappa del nostro itinerario non potrebbe essere che Varese, dove si trova la Villa che fu di Giuseppe Panza di Biumo, uno dei collezionisti più lungimiranti e sensibili a cui il nostro Paese abbia dato i natali. Famosa in tutto il mondo, la Collezione Panza è divenuta negli anni meta di studiosi e appassionati. Un patrimonio inestimabile che Giuseppe Panza donò, nel 1996, al FAI con l’intento di consegnare intatta ai posteri non solo la sua abitazione, ma anche il vasto patrimonio artistico in essa raccolto, scrigno europeo dell’arte americana ancora oggi riconosciuta come una delle più alte testimonianze culturali della seconda metà del XX secolo.

 

La Villa e la Collezione Panza di Varese

 

Circondata da un magnifico giardino all’italiana, Villa Menafoglio Litta Panza di Biumo è celebre nel mondo per la collezione d’arte contemporanea che Giuseppe Panza di Biumo vi ha raccolto a partire dagli anni ’50 quando, appena laureato, si trasferì negli Stati Uniti dove entrò in contatto con gli ambienti del nascente Espressionismo Astratto. Fu un vero e proprio colpo di fulmine e, rientrato in Italia, iniziò ad interessarsi sempre di più alle nuove tendenze artistiche sia europee che americane. Cominciò, così, ad acquistare le prime tele, orientando da subito la sua ricerca verso personalità artistiche ancora sconosciute al grande pubblico. Un gusto che non sempre incontrò il favore dei tanti ospiti della casa, spesso “perplessi” davanti alle opere d’arte americana che “affollavano” l’ampio appartamento al primo piano .

Una veduta aerea di Villa Panza a Varese

Una veduta aerea di Villa Panza a Varese

Dopo aver occupato lo spazio disponibile del piano nobile, dalla fine degli anni Sessanta Giuseppe Panza adattò gli ambienti delle scuderie e dei rustici per ospitare le installazioni d’arte ambientale dei californiani James Turrel, Maria Nordman e Robert Irwin. Alcuni di questi lavori – in prevalenza interventi sullo spazio e sulla luce che tendevano a creare nuove situazioni percettive – furono progettati e realizzati permanentemente per Biumo dagli stessi artisti fra il 1973 e il 1976.
Ampiamente rappresentato in questa ala anche il newyorkese Dan Flavin, di cui la collezione Panza vanta la più grande concentrazione di opere perennemente esposte.

Una vista dell'interno di Villa Panza con un intervento di Dan Flavin

Una vista dell’interno di Villa Panza con un intervento di Dan Flavin

A partire dagli anni Ottanta, è la volta di Phil Sims, David Simpson, Ruth Ann Fredenthal, Stuart Arends, Max Cole e altri ancora: artisti meno noti dei precedenti ma identificati da Panza come i possibili depositari dell’arte delle generazioni future. Nelle splendide sale dell’ala padronale i loro lavori sono mirabilmente accostati a mobili di alta epoca e a opere d’arte africana e precolombiana, altre passioni del collezionista milanese.

 

MAGA – Museo d’Arte Gallarate

 

C’era una volta la GAM – Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate, nata nel 1966 per contenere le opere del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, fondato nel 1950 proprio con l’intento di dare alla città un museo e un patrimonio artistico in costante aggiornamento. Oggi, questa Galleria Civica si chiama MAGA – Museo d’Arte Gallarate e conserva, nella sua modernissima sede inaugurata nel 2010, più di 5.000 opere tra dipinti, sculture, installazioni, libri d’artista, fotografie, oggetti di design e opere di grafica che offrono ai visitatori un ricco e articolato panorama dei principali orientamenti artistici dalla metà del Novecento ai giorni nostri, con aperture sulle ricerche contemporanee internazionali. Numerose sono le opere donate dal Premio Gallarate e dagli artisti, altre concesse in deposito temporaneo da collezionisti privati. Il MAGA, inoltre, promuove la produzione e l’acquisizione di opere di giovani artisti realizzate appositamente per il Museo in occasione di mostre ad essi dedicate.

Una sala del MAGA di Gallarate

Una sala del MAGA di Gallarate

 

Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio

 

Quaranta minuti di macchina separano Gallarate da Gemonio. Qui, dal 1989 è aperto un museo molto particolare, allestito in una cascina del Settecento. Si tratta del Museo Civico Floriano Bodini che affianca, ad un’ampia testimonianza del lavoro dello scultore lombardo scomparso nel 2005, anche una collezione d’arte moderna e contemporanea (messa insieme dallo stesso Bodini) che comprende sculture di Leonardo Bistolfi, Medardo Rosso, Arturo Martini, Giacomo Manzù, Giuseppe Grandi, Lucio Fontana, Francesco Messina e Augusto Perez. Tra i dipinti sono presenti le firme di Alberto Sughi, Giuseppe Zigaina e molti altri, cui si aggiungono le più recenti donazioni di Franco Molteni, Giordano Morganti, Jean Rustin e Nicola Villa. Nell’ambito della produzione grafica si possono ammirare tirature di Fernand Lèger, Henry Moore, Georges Rouault e Graham Sutherland. Il museo, sede di esposizioni temporanee, offre inoltre una ricca biblioteca di oltre 5.000 volumi, con particolare attenzione ai protagonisti del Realismo Esistenziale e alla storia della scultura.

 

Il regno della Fotografia: il Mufuoco di Cinisello Balsamo

 

Da Gemonio torniamo verso Milano e, più precisamente, a Cinisello Balsamo. Qui ha sede il Mufuoco, l’unico museo di fotografia finanziato pubblicamente esistente in Italia dedicato alla fotografia contemporanea. Inaugurato il 3 aprile 2004 nella sede completamente ristrutturata dell’Ala Sud di Villa Ghirlanda, il Mufuoco – Museo di Fotografia Contempornea vanta un patrimonio di oltre 2 milioni di opere fotografiche – stampe in bianco e nero e a colori, diapositive, negativi, video, installazioni – di circa 600 autori italiani e stranieri.

Visitatori in una sala della collezione permanente del Mufuoco

Visitatori in una sala della collezione permanente del Mufuoco

L’insieme delle immagini costituisce uno spaccato significativo della fotografia dal secondo dopoguerra a oggi e presenta temi importanti quali le trasformazioni del paesaggio contemporaneo, il ritratto, la fotografia sociale, la ricerca artistica. I 28 fondi fotografici che costituiscono le Collezioni del Museo derivano da committenze pubbliche svolte a partire dalla metà degli anni Ottanta del Novecento, da acquisizioni, da donazioni, da depositi. Tra i più importanti: Mario Cattaneo, Salviamo la luna, Arno Hammacher/Scrittura dalla battigia, Storie immaginate in luoghi reali, Viaggio in Italia, Gabriele Basilico/Milano. Ritratti di fabbriche, Grazia Neri. Molte opere di importanti fotografi italiani e stranieri sono inoltre confluite nella Raccolta antologica.
Con le sue collezioni fotografiche e una biblioteca specializzata con 20 mila volumi e riviste, il Mufuoco è un centro di studio, ricerca e produzione culturale imprescindibile nel mondo della fotografia italiana che gode di ampio riconoscimento a livello internazionale.

 

Museo d’arte contemporanea di Lissone

 

Solo 15 minuti di macchina separano Cinisello Balsamo da Lissone. Qui, allestito all’interno di quella che fu la Stazione ferroviaria di Lissone-Muggiò, trasformata in un unico volume con l’aggiunta di una parte nuova su tre livelli fuori terra e un livello interrato e separata dall’avancorpo mediante una vetrata a tutta altezza, si trova un nuovissimo Museo d’arte contemporanea dove è conservata una collezione di quadri contemporanei premiati ed acquisiti durante gli anni del Premio Lissone (1946-1967). Tra gli altri, sono visibili opere di artisti di rilievo internazionale come: Birolli, Moreni, Morlotti, Schifano, Vedova, Reggiani, Antoni Tàpies, Dorazio, Bellegarde. Una particolare sezione è dedicata alla vita e all’opera di Gino Meloni, pittore lissonese scomparso nel 1989, ispiratore e fondatore del Premio.

 

GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

 

Inaugurata nel 1991, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo è uno dei centri di eccellenza dell’arte dell’Italia settentrionale. La collezione permanente del Museo ruota attorno ad alcuni nuclei principali: la Raccolta Spajani, composta da circa quaranta capolavori di arte moderna (tra le altre, opere di Balla, Boccioni, de Chirico, Kandinskij, Morandi); la Collezione Manzù, donata dallo scultore alla città di Bergamo, che comprende sculture, dipinti, disegni e incisioni; e la Raccolta Stucchi, costituita da una ventina di dipinti che fanno il punto sull’arte europea tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, con particolare riferimento ai maestri dell’Informale.

Una vista della collezione permanente della GAMeC di Bergamo

Una vista della collezione permanente della GAMeC di Bergamo

A questre tre collezioni si aggiungono i dipinti di maestri degli anni Trenta, tra i quali Sironi, e opere di artisti contemporanei: Alviani, Basilico, Beecroft, Cattelan, Cucchi, Fabre, Man, Vitone, Xhafa. Il patrimonio di GAMeC è infine arricchito dalla Raccolta di medaglie contemporanee donate da Vittorio Lorioli, dal Fondo e dall’Archivio Nino Zucchelli, dal Fondo Fotografico Finazzi (in deposito) e dalla Raccolta Fotografica Lanfranco Colombo.

 

Il Realismo italiano alla Galleria del Premio Suzzara

 

Da Bergamo ci spostiamo adesso verso la provincia di Mantova, a Suzzara – ultima tappa dell’itinerario di oggi –, dove si trova la Galleria dedicata all’omonimo premio nato nel 1948 su idea di Dino Villani, uno dei padri della pubblicità in Italia. Il Premio, la cui ultima edizione si è tenuta nel 2008, rifletteva un’idea per molti aspetti sorprendente e utopica, secondo la quale l’arte non doveva essere elitaria ma rispondere a un bisogno di bellezza, qualità e poesia comune a tutti gli uomini, di qualunque condizione sociale e livello culturale. Oggi, le opere vincitrici del Premio, sono raccolte nel Museo Galleria del Premio Suzzara che offre al pubblico un patrimonio di oltre ottocento opere acquisite nel corso di una storia iniziata nell’immediato dopoguerra. Dalla collezione di Suzzara si riescono a cogliere i termini della questione realista nell’Italia tra gli anni Quaranta e i Cinquanta, fino ad arrivare alle nuove tendenze dell’arte italiana di tradizione realista degli anni Sessanta. Tra gli autori presenti in collezione ricordiamo: Armando Pizzinato, Renato Guttuso, Giuseppe Zigaina, Renato Birolli, Aligi Sassu, Domenico Cantatore ,Giulio Turcato, Franco Francese Bepi Romagnoni, Titina Maselli.

 

L’itinerario di oggi:

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