Arte contemporanea in Toscana

Con l’arte contemporanea in Toscana si celebra l’unione tra territorio e creazione artistica, per un percorso attraverso luoghi inaspettati, in cui grandi nomi dell’arte di oggi si confrontano con il paesaggio di una delle regioni più amate del mondo. La geografia del contemporaneo in Toscana prende, infatti, pieghe strane, sfuggendo ai centri principali, dove si trovano, più che altro, sedi espositive temporanee e gallerie d’arte. Rare le eccezioni, come il nuovissimo Museo del Novecento di Firenze a cui si affiancano, sempre nel capoluogo, il Museo Marino Marini – che conserva alcune delle opere più belle dello scultore pistoiese, allestite nell’affascinante cornice della ex chiesa di San Pancrazio – e il MNAF – Museo Nazionale Alinari della Fotografia di Piazza Santa Maria Novella. C’è poi il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, che dopo il Castello di Rivoli è il Museo di arte contemporanea più vecchio d’Italia. Al momento, però, è chiuso per dei lavori di ampliamento della sede espositiva che, presto (si spera), permetteranno al pubblico di apprezzare a pieno la sua bella collezione permanente. In attesa di questa inaugurazione, è la provincia che ci offre gli itinerari più interessanti e particolari, ed è qui che vi porteremo in questa nostra “passeggiata” sul territorio toscano.

 

Tra Carrara e Pistoia: viaggio nell’arte ambientale

 

Anne e Patrick Poirier, Ian Hamiton Finlay, Sol Le Witt, Luigi Mainolfi, Mario Merz, Robert Morris, Claudio Parmiggiani. Sono questi i nomi degli artisti internazionali che hanno creato alcune delle istallazioni di marmo del Parco della Padula, sull’omonima collina che sovrasta l’abitato di Carrara. Il Parco, ricco di essenze e piante esotiche ospita le opere realizzate per la sezione “Scolpire il marmo”, curata dal collezionista Giuliano Gori, in occasione della XI Biennale Internazionale di Scultura di Carrara del 2002 e alcune della precedente edizione del 2000. Una piccola e gustosa anticipazione di quello che il territorio toscano è in grado di offrire in termini di arte contemporanea. Sempre seguendo le orme, e il gusto, di Giuliano Gori si arriva infatti nella provincia di Pistoia dove l’illuminato collezionista toscano ha la sua dimora: Villa Celle.

Robert Morris, Labritino, 1982 - Villa Celle

Robert Morris, Labritino, 1982 (Collezione Gori – Villa Celle)

L’edificio, del XV secolo, è circondato da un giardino romantico ottocentesco che oggi è un vero e proprio museo a cielo aperto di arte ambientale. Sparse all’interno del parco si trovano, infatti, opere d’arte “site-specific” di alcuni tra i più famosi artisti nazionali e internazionali come: Alberto Burri, Robert Morris, Dennis Oppenheim, Mauro Staccioli, Richard Serra, Joseph Kosuth, Sol LeWitt, Marco Tirelli, Daniel Buren, Luciano Massari o Enrico Castellani. Mentre altre installazioni sono allestite all’interno degli edifici storici e in varie strutture rurali dove, periodicamente, vengono anche organizzate mostre temporanee.

Villa La Magia a Quarrata (PT)

Villa La Magia a Quarrata (PT)

E’ ancora un parco di una villa storica quello che si apre ai nostri occhi arrivando nel Comune di Quarrata. In questa piccola capitale del mobile made in Italy, si trova, infatti, Villa La Magia: prestigiosa dimora medicea cinquecentesca, situata su un’altura alla pendici del Montalbano, imponente nella sua compatta massa quadrata di residenza fortificata. Proprietà del Comune dal 2002, oggi il giardino di Villa La Magia è un parco-museo tematico permanente – ‘Lo Spirito del Luogo. Collezione di arte contemporanea’ – che accoglie opere profondamente inserite nel paesaggio traducendone il genius loci. Tra queste ci piace ricordare quelle create appositamente da artisti come Maurizio Nannucci (cortile interno della Villa), Hidetoshi Nagasawa (parco), Marco Bagnoli (grotta e laghetto), Anne e Patrick Poirier (prato del tennis e parco), Fabrizio Corneli (Limonaia di Levante). Nel 2011, inoltre, la collezione di Villa La Magia  si è arricchita di una grande fontana di Daniel Buren collocata nei prati esterni alla villa.

Daniel Buren, Fontana, 2011 (Villa La Magia - Collezione Permanente)

Daniel Buren, Fontana, 2011 (Villa La Magia – Collezione Permanente)

Da Pistoia a Prato la strada da fare è breve e una visita la merita, certemante, il piccolo borgo di Lucciana, in comune di Cantagallo. Qui, negli anni Ottanta, una periodica mostra collettiva riuniva annualmente, in estate, un gruppo eterogeneo di artisti, da Sebastian Matta a Italo Bolano, che intervenivano direttamente sulle facciate degli edifici del paese. Oggi tutto questo è diventato un museo a cielo aperto, in cui opere d’arte, disseminate nell’ambiente, sono un’interessante, e originale, testimanianza di movimenti artistici come l’Arte Povera o la Land Art.

 

Dove il contemporaneo incontra il quotidiano

 

In un’Italia dove la cultura del contemporaneo stenta a diffondersi, il progetto Doppiopaesaggio, che alla fine del secolo scorso ha coinvolto i comuni della Val d’Elsa e della Val di Pesa, a sud di Firenze, è decisamente interessante. Con l’obiettivo di portare il pubblico ad accostarsi ai linguaggi del contemporaneo in spazi del vivere quotidiano, i curatori del progetto hanno coinvolto una serie di artisti internazionali per la creazione di nuovi giardini pubblici. Sono nate, così, le installazioni del Castello di Santa Maria Novella, che si erge fra i paesi di Fiano e Marcialla, nella zona a sud di Certaldo, il Giardino della casa del tè a Certaldo, opera di Nagasawa, e il Percorso dei Cinque Sensi a San Casciano Val di Pesa.

Il Giardino della Casa da tè di Hidetoshi Nagasawa a Certaldo

Il Giardino della Casa da tè di Hidetoshi Nagasawa a Certaldo

E proprio vicino a San Casciano, nel borgo di Montefiridolfi, si trova il Centro d’Arte La Loggia: un luogo dove l’arte nasce e si crea, un’officina di pensiero, un laboratorio di creatività e di ricerca sia per gli artisti affermati che per gli artisti emergenti. Situato all’interno di un complesso rinascimentale, il Centro conserva, nel parco e in vari edifici, una interessante collezione di sculture ed installazioni create da vari artisti nazionali ed internazionali che qui hanno soggiornato: da Arman a Karen Appel, passando per Arnaldo Pomodoro, Daniel Spoerri e Lee Sung Kuen.

 

Siena, tra vino e arte contemporanea

 

Ancora una volta un edificio storico: il Castello di Ama, in provincia di Siena. Qui, dove si producono alcuni dei migliori vini toscani, dalla collaborazione tra i proprietari del maniero e la Galleria Continua di San Gimignano, è nata una collezione di arte contemporanea che ruota attorno a due temi principali: l’installazione in situ e il rapporto con il genius loci. Le opere, a firma di artisti come Michelangelo Pistoletto, Chen Zhen e Giulio Paolini, sono dislocate fra la moderna cantina e il complesso architettonico composto dalle antiche cantine sotterranee, dalle ville settecentesche e dall’oratorio privato.

Kendell Geers, Revolution/Love, 2003 (Castello di Ama)

Kendell Geers, Revolution/Love, 2003 (Castello di Ama)

Lasciato il Castello di Ama si procede verso sud dove, a Pievasciata, in comune di Castelnuovo Berardenga, sorge il Parco Sculture del Chianti dove numerosi artisti, provenienti da tutto il mondo, hanno messo alla prova la propria creatività ed il proprio stile, realizzando imponenti opere d’arte ambientale lungo un percorso di circa un chilometro. Una sfida che si rinnova in Site Transitoire di Jean-Paul Philippe: una scultura monumentale in basaltina etrusca installata nelle Crete senesi nel 1993 tra la località Leonina e il borgo Mucigliani nel comune di Asciano. L’opera è composta da diversi elementi in dialogo tra loro e la natura: una sedia per accogliere il passante, una finestra orientata per ricevere l’ultimo raggio di sole del tramonto del solstizio d’estate, un labirinto. Ed è proprio nel giorno del solstizio d’estate che il sole cala nell’appiombo della grande finestra in pietra, creando un suggestiva integrazione spazio-luministica.

Jean Paul Philippe, Site transitoire, 1993

Jean Paul Philippe, Site transitoire, 1993

Infine, merita una tappa Selva di Sogno-Dreamwoods: mondo di pietra concepito, nel cuore della Toscana, dallo sculture tedesco Deva Manfredo. Un percorso di arte ambientale, che si estende per circa 10 ettari, si snoda fra figure antropomorfe che sembrano emergere dalla terra, templi e città in miniatura di civiltà antiche, grandiosi mandala di pietre colorate, giochi di pietra con le bizzarre forme degli alberi, pietre distese a formare tappeti intessuti di colore.

 

e il naufragar m’è dolce in questo mare…

 

Il paesaggio cambia e dalle dolci colline senesi si passa all’aspra e selvaggia Maremma. E’ in questa terra affascinante e ancora tutta da scoprire che si trovano i parchi d’arte più importanti della regione. Partendo da Montieri, sulla linea di confine tra Siena e Grosseto, si arriva al Giardino dei Suoni di Paul Fuchs: un parco di installazioni in continua evoluzione, in cui arte e natura dialogano di un rapporto di compenetrazione e armonia. Disseminate nell’ambiente incontaminato, le opere di Fuchs svettano, esili e leggerissime, a decine di metri dal suolo e, grazie all’azione del vento emettono suoni suggestivi accompagnati da movimenti fluttuanti nell’aria.

Una scultura del Giardino dei Suoni di Paul Fuchs

Una scultura del Giardino dei Suoni di Paul Fuchs

Più a sud, sempre al confine tra le due province, troviamo Seggiano, sul Monte Amiata, dove all’inizio degli anni Novanta è nato il Giardino di Daniel Spoerri: un parco-museo di sculture e installazioni che si snoda tra prati e piccoli boschi, dove le opere di arte contemporanea quasi si mimetizzano nell’ambiente. Opere realizzate da Spoerri e da altri amici dell’artista, come Meret Oppenheim, Jean Tinguely o Luigi Mainolfi.

Un particolare del Giardino dei Tarocchi a Capalbio

Un particolare del Giardino dei Tarocchi a Capalbio

Infine, Capalbio, l’ultimo paese della Maremma Toscana, pochi passi e si entra nel Lazio. Qui, nel 1979, l’artista francese Niki De Saint Phalle ha iniziato la costruzione del suo Giardino dei Tarocchi, un luogo magico che incanterà tanto voi quanto i vostri figli: 22 sculture variopinte e alte dai 12 ai 15 metri, che rappresentano gli Arcani maggiori delle carte dei Tarocchi e che vi guideranno in un percorso esoterico tra le colline boscose e la costa maremmana.

1 Commento

  • Gianna Bucelli ha detto:

    Sono stata 2 giorni fa al Giardino dei Tarocchi. Me ne avevano parlato molto bene e conoscevo la Niki e il suo percorso artistico compreso le Nanas, ma quando mi sono immersa nel suo Giardino (perché d'immersione si tratta) è stato straordinario. E' un coinvolgimento totale. L'ho trovato bellissimo.

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