Arte contemporanea in Trentino Alto Adige

Se non fosse per la presenza del Mart di Rovereto, molti di noi, probabilmente, penserebbero al Trentino Alto Adige solo come ad un luogo adatto per bellissime passeggiate montane, settimane bianche o visite ai famosi mercatini di Natale. Questa regione di confine, invece, da quasi un trentennio è un vera e propria cinghia di trasmissione tra il nostro Paese e la cultura artistica contemporanea della mitteleuropa. Un ruolo che rende onore ad una terra in cui si sono formati artisti come Fortunato Depero o Fausto Melotti.

Trentino Alto Adige

Trentino Alto Adige

Accanto a gallerie d’arte come la Paolo Maria Deanesi Gallery di Rovereto o la Boccanera di Trento – tanto per citare due dei nomi più noti anche al grande pubblico – il Trentino Alto Adige vanta una serie di spazi espositivi temporanei di tutto rispetto (Merano Arte, Upload Art Project ecc.) e una fiera biennale che sta riscuotendo sempre più successo: KuStart, che punta molto sui giovani. Ma in questo tour di Collezione da Tiffany l’attenzione è puntata verso le collezioni, pubbliche e private, che possono essere vistate in ogni momento. Un network di tesori che permettono delle carrellate che ci portano dalla scena internazionale a quella locale, facendoci scoprire la varietà di quel mondo etichettato come “arte contemporanea”.

 

Autostrade contemporanee

 

Proprio in tema di viaggio, il legame tra Trentino Alto Adige e arte contemporanea lo si può toccare con mano già da quando si entra in questa regione attraverso l’A22 dove, agli ingressi delle principali città, potete ammirare delle installazioni inedite realizzate da artisti come Stefano Cagol.

L'installazione di Stefano Cagol all'uscita di Trento sull'A22

L’installazione di Stefano Cagol all’uscita di Trento sull’A22

E opere contemporanea sono presenti anche nel parcheggio sotterraneo delle terme di Merano e nella stazione della funivia che da Bolzano sale sul Renon.

Il Mart e la Casa di Fortunato Depero

 

Percorrendo la A22 la prima tappa del nostro giro non può essere che il Museo d’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto o, come tutti lo conosciamo: il Mart. Nato nel 1987 ha sede, dal 2002, nell’edificio progettato Mario Botta assieme a Giulio Andreolli. Il Museo vanta oggi una collezione permanente di circa 30.000 opere dall’Ottocento all’epoca contemporanea, tra disegni, dipinti, incisioni, fotografie e sculture con una particolare attenzione per le avanguardie del Novecento.

Il Mart di Rovereto

Il Mart di Rovereto

Legata al Mart, inoltre, è la Casa d’Arte Futurista Depero, l’unico museo fondato da un futurista – lo stesso Depero, nel 1957 – in base a un progetto dissacrante e profetico: innovazione, ironia, abbattimento di ogni gerarchia nelle arti. L’edificio si trova nell’elegante centro storico della Rovereto medioevale. Dentro si possono ammirare, esposti a rotazione, circa 3000 oggetti lasciati dall’artista alla città, fra dipinti, disegni, tarsie in panno, grafiche e giocattoli. Casa Depero, come il Mart, ospita anche un ricco programma espositivo, che reinterpreta in chiave contemporanea l’originaria vocazione di questo luogo al dialogo tra artisti e comunità locale.

 

Oltre la Land Art… passeggiando in Val di Sella

 

Terra di turismo naturalistico, paesaggio e arte si incontrano in Val di Sella con il progetto Arte Sella: the Contemporary mountain che, nel tempo, ha visto più di 300 artisti consegnare alla valle il loro lavoro, facendo di questo progetto un’occasione di sperimentazione e di crescita creativa in continuo dialogo ed ascolto con i mondi della musica, dello spettacolo, della fotografia e della cultura nelle sue molteplici sfaccettature. Occasione che si concretizza in un vero e proprio percorso arte natura: un sentiero che permette, a chi lo percorre, di camminare attraverso la natura ed i suoi rumori, attraverso l’arte ed i suoi colori. Di scoprire un bosco vivo e non contaminato, di pietre odorose di muschio e di alberi maestosi, che vi farà assaporare ancora di più il fascino e l’armonia delle opere che dal 1986 nascono, vivono e muoiono in questi luoghi di incontestabile bellezza.

Alois Steger, Spirale/Spiral, 2011. Una delle opere disposte sul sentiero Arte Natura in Valle Sella

Alois Steger, Spirale/Spiral, 2011. Una delle opere disposte sul sentiero Arte Natura in Val di Sella

 

Museion: Bolzano ha un cuore contemporaneo

 

Un grande cubo di vetro che si affaccia sul fiume. E’ qui che batte il cuore contemporaneo di Bolzano. Nato nel 1985 il Museo di arte moderna e contemporanea (Museion) è un vero e proprio simbolo della città. Progettato dallo studio di architettura KSV, il Museo bolzanino conserva oggi circa 4500 opere di cui, una parte è stata acquisita con i fondi messi a disposizione dalla Provincia Autonoma di Bolzano e grazie ad alcune donazioni, a cui si aggiungono due significative collezioni private entrate a far parte del patrimonio museale in forma di prestito a lungo termine.

Il Museion di Bolzan

Il Museion di Bolzano

Dal 1999 Museion conserva infatti, come prestito ventennale, le 2000 opere dell’Archivio di Nuova Scrittura (ANS) dell’imprenditore Paolo Della Grazia, mentre nel 2008 e 2012 il collezionista Enea Righi ha ceduto a Museion, per una durata di dieci anni, circa 100 opere rilevanti della sua collezione. La collezione attuale riflette l’attività espositiva di Museion. Le caratteristiche fondamentali individuabili, sviluppate nel corso degli anni, sono il respiro di carattere internazionale, l’integrazione di posizioni personali legate all’area regionale e alcuni nuclei tematici.

 

Benvenuti alla Casa del Collezionista

 

Il collezionismo è spesso concepito come un fenomeno nascosto, un rapporto esclusivo tra l’opera e il suo possessore. Anche in Italia, invece, sono sempre di più gli amanti d’arte che decidono di rendere pubblico il frutto di questa loro passione. E’ il caso del costruttore edile Antonio delle Nogare che ha da poco inaugurato, sulle colline di Bolzano, la sua Casa del Collezionista. Un progetto ambizioso che ha ampliato la casa di famiglia con un intervento architettonico unico nel suo genere e che va oltre il concetto classico del White Cube o della Black Box. Progettato da Walter Angonese e Andrea Marastoni l’edificio, inserito nella montagna e in parte nascosto nella roccia come un bunker che domina la valle, si sviluppa su tre livelli espositivi e tre livelli destinati ad abitazione, con il terzo piano che unisce la zona prettamente abitativa con quella destinata alla raccolta ed esposizione di opere d’arte.