Arte moderna e contemporanea a Torino

Lasciata la Val d’Aosta, il nostro Giro d’Italia all’insegna dei tesori italiani dell’arte contemporanea prosegue in Piemonte e, per la precisione, a Torino che, per la vastità della proposta, merita un focus dedicato.

 

Il Castello di Rivoli e la scena artistica italiana

 

Da Aosta a Torino ci sono circa 120 chilometri, giusto 1h e 30’ di autostrada sulla A5. Uscita: Rivoli. Qui, come avrete intuito, si trova il Castello di Rivoli, antica residenza sabauda dove, ormai trent’anni fa, è iniziato il percorso italiano di musealizzazione dell’arte contemporanea. Inaugurato nel 1984, il Museo di Arte Contemporanea ha uno spazio espositivo di circa 7000 metri quadrati in cui è esposta l’importante Collezione Permanente nata dallo stretto rapporto che il Museo ha instaurato, negli anni, con gli artisti e che offre l’occasione di ammirare grandi installazioni permanenti, appositamente realizzate per il Castello e in un dialogo perfetto con le prestigiose vestigia architettoniche della storica Residenza.

La collezione conservata presso il Castello di Rivoli documenta i momenti cruciali dello sviluppo dell’arte contemporanea in Italia e all’estero, dalla metà degli anni Sessanta fino alle più attuali tendenze. Unitamente al consistente numero di opere dell’Arte Povera, il cuore della collezione è composto di opere dalla Transavanguardia alla Minimal, dalla Body alla Land Art fino alle più recenti tendenze internazionali, spaziando in diverse tematiche e geografie. Indubbiamente, è la più grande collezione d’arte contemporanea in Italia.

Una delle sale del Museo di Arte Contemporanea del Castello di Rivoli

Una delle sale del Museo di Arte Contemporanea del Castello di Rivoli

Alla collezione permanente, in continua evoluzione, si affianca una interessante attività espositiva temporanea. Fino al 21 settembre, ad esempio, potete ammirare Ritratto dell’artista da giovane, edizione speciale della Borsa per Giovani Artisti Italiani del Castello di Rivoli che presenta una selezione dei candidati che vi hanno partecipato negli ultimi dieci anni. Riflettendo sulla storia della Borsa, il progetto propone un punto di vista sull’evoluzione dell’arte italiana attraverso le scelte individuate dagli artisti e dai vari percorsi che da queste sono scaturiti. Tra gli artisti in mostra: Giorgio Andreotta Calò, Francesco Arena, Roberto Cuoghi, Lara Favaretto, Francesco Jodice, Marzia Migliora, Diego Perrone, Seb Patane, Grazia Toderi e Luca Trevisani.

 

Dove il moderno incontra il contemporaneo: la GAM di Torino

 

Se il Castello di Rivoli è il primo e più importante museo d’arte contemporanea italiano, la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea è l più antico museo d’arte moderna d’Italia. Oggi le sue collezioni si compongono di oltre 45.000 opere tra dipinti, sculture, installazioni e fotografie a cui si aggiungono una ricca collezione di disegni e incisioni e una tra le più importanti collezioni europee di film e video d’artista. Anche in questo caso, quindi, una tappa obbligata che ci offre l’opportunità di apprezzare, grazie a percorsi tematici appositamente studiati, le opere dei massimi artisti italiani del XIX e XX secolo (da Fontanesi a Medardo Rosso fino a Morandi e Casorati), e delle avanguardie storiche e di quelle del dopoguerra. La GAM, sia detto per inciso, conserva tra le sue pareti una tra le più importanti raccolte di Arte Povera. Completa il tutto un bello spaccato della produzione artistica più attuale.

Una delle opere di Alberto Burri conservate nella Collezione Permanente della GAM di Torino

Una delle opere di Alberto Burri conservate nella Collezione Permanente della GAM di Torino

 

In giro per Fondazioni

 

La scena artistica torinese è animata dall’attività di varie Fondazioni tra le quali le più importanti sono certamente la Fondazione Merz, che conserva e valorizza l’opera di Mario Merz e, per gli amanti della’arte più attuale, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Entrambe, durante l’estate, oltre alla possibilità di visitare le rispettive collezioni permanenti, offrono un ricco calendario di eventi temporanei.

Alla Fondazione Merz, ad esempio, nel mese di luglio si terrà la settima edizione di Meteorite in Giardino, rassegna di arte visiva e musica contemporanea. Sono ben 3, invece, le mostre ospitate dalla Fondazione Sandretto, tutte aperte fino al 7 settembre: il quinto appuntamento del ciclo Greater Torino, dedicato agli artisti delle giovani generazioni che hanno in Torino il proprio spazio di formazione o di lavoro; Così Accade (As it Happens) che riunisce un gruppo di artisti italiani la cui ricerca copre cinque decenni; l’esposizione dell’installazione Europium, realizzata dal giovane artista francese Thomas Teurlai e, per gli amanti della Fotografia, GE/14. Altro dalle Immagini, curata da Francesco Maggia e che propone il lavoro di 10 artisti che, con i loro lavori, propongono un’offerta complessiva assai eterogenea e variegata quanto a forme e utilizzo del linguaggio delle immagini.

Una vista dell'interno della Fondazione Merz

Una vista dell’interno della Fondazione Merz

Molto particolare, per gli amanti del settore, la collezione della Fondazione Arte Scienza Videoinsight che si trova in un’ex fabbrica d’inchiostro di costruzione ottocentesca, a due passi dal Po. In questo spazio , in silenzio, comodamente e al buio (nel caso di video), il pubblico può focalizzarsi sul contenuto e sul significato dell’opera d’arte. Attraverso la visione condivisa delle opere d’arte contemporanea, scelte sulla base dei loro contenuti e del loro potenziale trasformativo, si intendono catalizzare esperienze di insight psicologici. Nel progetto Videoinsight, infatti, l’arte contemporanea è intesa come strumento per facilitare il processo attraverso il quale le persone possono migliorare il rapporto con se stesse e con gli altri. Nella sede è conservata un’interessante collezione creata da Rebecca Russo e nota a livello internazionale. La raccolta consiste in una selezione di Opere d’Arte Contemporanea dotate di significativo contenuto psicologico e di elevata potenzialità psicodiagnostica e psicoterapeutica.

 

Nello scrigno di Casa Agnelli

 

Arrivando al Lingotto quasi non la si nota, ma sul tetto della struttura si erge, sospesa, la sede della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli progettata da Renzo Piano a cui si deve, peraltro, l’appellativo di Scrigno con cui questa struttura è ormai conosciuta. Al suo interno, la collezione di opere d’arte appartenute all’Avvocato Giovanni Agnelli e a sua moglie Marella. 25 straordinari capolavori che spaziano dal Settecento alla metà del Novecento: sette tele di Matisse, un dipinto di Balla del 1913, opere di Severini, Modigliani, Tiepolo, Picasso (un’opera del periodo blu e una del periodo cubista), Renoir, Manet, due statue di gesso di Canova, oltre a preziose testimonianze dell’arte veneta dal Canaletto al Bellotto.

Giacomo Balla, Velocità Astratta, 1913

Giacomo Balla, Velocità Astratta, 1913

Al di sotto dello scrigno, la Pinacoteca si sviluppa su altri cinque piani, in cui sono ospitate le esposizioni temporanee e una sala di consultazione dedicate al tema del collezionismo, un centro didattico per l’arte, gli uffici e un bookshop.

 

Dal Castello alla Venaria

 

Città sabauda per eccellenza, un tour torinese dedicato al contemporaneo, aperto dal Castello di Rivoli, non può che chiudersi nella splendida Venaria Reale, riaperta al pubblico nel 2007 dopo un lunghissimo periodo di abbandono e oggi patrimonio Unesco. Questo edificio – parte di un ampio complesso architettonico – è stato oggetto di un grandissimo restauro e adesso si propone come centro di produzione culturale e luogo di svago, in grado di offrire al pubblico un percorso tra arte, storia e architettura. Qui, all’interno dei Giardini, su un terreno che si estende per tre ettari, si colloca Il Giardino delle Sculture Fluide di Giuseppe Penone (realizzato grazie alla collaborazione della Compagnia di San Paolo e del Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea): un allestimento di quattordici opere ispirato ai giardini italiani seicenteschi e in particolare al Giardino delle Fontane che Amedeo di Castellamonte aveva ideato per il parco della Reggia. Realizzato tra il 2003 e il 2007; è strutturato come un luogo sensoriale dove i vari materiali utilizzati (alberi, marmo, acqua, bronzo, pietra e granito) scandiscono il passaggio da una scultura all’altra, in un continuo stato di fluidità tra gli elementi, al fine di scoprire le analogie che legano i mondi minerale, vegetale e umano.

La Venaria Reale di Torino vista dal Giardino delle Sculture Fluide di Giuseppe Penone

La Venaria Reale di Torino vista dal Giardino delle Sculture Fluide di Giuseppe Penone

Sabato prossimo, lasciata Torino, ci addentreremo nelle terre piemontesi, alla scoperta di altri tesori più o meno noti del nostro panorama contemporaneo.

 

L’itinerario di oggi…

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