Arte Fiera & Art City Bologna: breve guida per due giorni dedicati all’arte

Una vista di Arte Fiera 2019

Ormai manca meno di una settimana all’edizione 2020 di Arte Fiera (Bologna, 24-26 gennaio), la seconda guidata da Simone Menegoi, e le caselle di posta elettronica di chi, come me, segue il mondo dell’arte, sono letteralmente intasate da messaggi su eventi e inaugurazioni che si terranno a Bologna a partire già da questo lunedì.

Di fatto, per vedere tutto, non basterebbe un mese… ma a disposizione ci sono solo pochi giorni se non, in alcuni casi, una manciata di ore. Come sopravvivere allora, evitando il rischio di un’indigestione? Selezionando… ed è quello che abbiamo fatto per voi, cercando di mettere insieme un programma di visita che, partendo dalla Fiera, possa essere anche minimamente sostenibile per chi ha a disposizione solo un fine settimana.

 

Primo giorno: Arte Fiera

 

Non potrebbe essere diversamente. Questo è il motivo per il quale andiamo a Bologna e da qui si deve cominciare. Visitare Arte Fiera nel fine settimana non è mai il massimo. La fiera viene letteralmente presa d’assalto dal pubblico. Ma tant’è. Una giornata, per poterla visitare con un minimo di cura, è fondamentale. Basti pensare che le gallerie che espongono sono ben 155 e che la fiera vi concede 8 ore per visitarle: dalle 11 alle 19. In pratica 3 minuti a galleria… L’ideale sarebbe arrivare il venerdì pomeriggio così da avere già un bel po’ di ore per vedere la fiera. 

Per non peredere tempo il primo consiglio che mi sento di darvi è quello di pensare bene a quali sono i vostri interessi. Così da concentrare la maggior parte del tempo negli stand e nelle sezioni che più fanno al caso vostro. Dedicando quello che resta ad una visita “panoramica”, spiluccando qua e là gli stand che vi attirano sul momento.

Il direttore artistico di Arte Fiera, Simone Menegoi, e la vicedirettrice Gloria Bartoli

A proposito di sezioni, l’organizzazione di quest’anno viene sicuramente incontro alle esigenze del visitatore. Cuore di tutto è, ovviamente, la main section (108 gallerie) dove troverete alcune delle nostre maggiori realtà (vedi: Catalogo espositori) che presenteranno degli stand dove, al massimo, potranno essere esposti fino a tre artisti, per gli stand di medie dimensioni; fino a un massimo di sei per i più grandi. Una scelta che, al netto dei mal di pancia dello scorso anno, sicuramente aiuta ad avere una lettura più “pulita” dell’offerta.

Alla sezione centrale, quest’anno, si affiancano tre sezioni ad invito. Due delle quali rappresentano le principali novità di questa 44° edizione: Pittura XXI (19 gallerie) – una sezione inedita nelle fiere d’arte, non solo in Italia, che punta ad offrire un panorama delle sue figure emergenti e mid-career – e Focus (8 gallerie). Quest’ultima prenderà in considerazione l’arte della prima metà del XX secolo e i Post-War Masters.

Una vista dell’edizione 2019 di Arte Fiera

La terza sezione è, invece, alla sua seconda edizione. Si tratta di Fotografia e immagini in movimento (20 gallerie): una vetrina dedicata a video e fotografia, i media che maggiormente definiscono il nostro orizzonte visivo quotidiano, qui in stretto dialogo con gli altri linguaggi dell’arte contemporanea. Completano il programma espositivo Courtesy Emilia-Romagna – che coinvolge le collezioni d’arte moderna e contemporanea, sia pubbliche che private, del territorio emiliano-romagnolo – e OPLA’ – Performing Activities, col suo focus sulle performance.

Ah, dimenticavo… tra le principali novità di quest’anno c’è anche la sede. Arte Fiera 2020, infatti, si terrà nei padiglioni 18 e 15 del Quartiere Fieristico di Bologna (quelli più nuovi), accessibili in auto dall’Ingresso Nord e con un servizio di navette dall’ingresso di Piazza Costituzione.

 

Secondo giorno: ART CITY Bologna

 

Sabato. La fiera apre alle 11, concedendovi tempo per riposare dopo la “scarpinata” del venerdì pomeriggio – mi raccomando scarpe comode. Se però avete “fiato”, prima ti rientrare in fiera potrete concedervi una gustosa Art Breakfast nel distretto Manifattura delle Arti. Qui, dalle 9 alle 12 dei 24 e 25 gennaio, le gallerie CAR DRDE, P420 e GALLLERIAPIU’ saranno, infatti, aperte per offrirvi un buona colazione e la visita esclusiva alle loro mostre: Shadow in process, personale di Elia Cantori (CAR DRDE); Migrazione del Reale di Franco Vaccari (P420) e Contropelo, personale di Ivana Spinelli (GALLLERIAPIU’).

Elia Cantori, Untitled (1.1) Map, 2019. Courtesy: CAR DRDE Bologna

A questo punto, potete tornare in fiera dopo pranzo così da dedicare altre ore per terminare la vostra visita agli stand. Spezzare in due la visita può alleggerire la stessa e permettervi di gustare un po’ meglio le opere. Chiusa la pratica Arte Fiera è  tempo di andare alla scoperta di Art City Bologna: il programma di eventi e mostre in città che quest’anno giunge alla sua ottava edizione e che avrà il momento clou nella ormai tradizionale Art City White Night proprio di sabato sera. 

Un’immagine della Art City White Night del 2019

Anche in questo caso gli appuntamenti in cartellone sono in un numero imbarazzante ed è necessario scegliere bene. Sicuramente, però, Art City è un buon modo anche per scoprire le bellezze di Bologna. Soprattutto quelle meno “note”.  Non sono pochi, infatti, gli eventi che sono allestiti in spazi non sempre aperti al pubblico.

È il caso, ad esempio, di Vestimenti, mostra personale di Sissi che aprirà il 21 gennaio negli spazi di Palazzo Bentivoglio. Intesa quasi come una piccola antologica, permetterà ai visitatori di approfondire alcune dei temi centrali della produzione dell’artista e raccoglierà un’ampia selezione di sculture-abito da lei realizzate in circa vent’anni di carriera.

Sissi, Abitante, 2014

Dal 24 gennaio al 22 marzo 2020 il Padiglione de l’Esprit Nouveau di Bologna ospita Damage/Control, prima personale in un’istituzione pubblica italiana dell’artista e filmmaker finlandese Mika Taanila. In mostra un’ampia selezione di opere multimediali incentrate sulle continue trasformazioni dell’immagine in movimento: due videoinstallazioni, una serie di fotogrammi intitolati Black and White Movies, la serie Film Reader, una nuova produzione di collage dal titolo Family Films e tre opere filmiche (Futuro – A New Stance for TomorrowFuture Is Not What It Used to BeTectonic Plate).

Mika Taanila,Tongue, Film still dalla serie Film Reader, 2017. Courtesy l’artista e Balzer Projects, Ginevra

Si intitola The Goddess of the Luo River, invece, la personale di Jingge Dong curata dall’ottimo Daniele Capra e che vi aprirà le porte della sede di sede Azimut in Palazzo Tubertini, elegante edificio settecentesco nel cuore di Bologna. In mostra, una ventina di opere recenti dell’artista su tela e su carta.

Jingge Dong, Landscape of Chaos #12, 2018, tecnica mista su tela, 122 x 145 cm, courtesy of L’Ariete Artecontemporanea

Le Cariatidi di Luca Freschi saranno visitabili, invece, al Museo Ebraico di Bologna. Per celebrare il Giorno della Memoria, il MEB ospita un’installazione site-specific dell’artista romagnolo Luca Freschi, inserita nel programma di Art City Bologna. La mostra, curata da Niccolò Bonechi, sarà inaugurata il 25 gennaio in occasione della Art City White Night.

Luca Freschi Cariatide 03 (Civetta) – 2019 – terracotta ceramica e legno cm 44x44x390

Da venerdì 24 gennaio 2020 alle ore 18.00, invece, a Palazzo Vizzani, la mostra Filigrana, che propone un dialogo tra le opere, per la maggior parte inedite, di Stefano Arienti, Pierpaolo Campanini e Maurizio Mercuri, a cura di Fulvio Chimento.

Pierpaolo Campanini, Senza titolo, 2001, olio su tela, cm 190 x 140; ph. Roberto Marossi; courtesy Kaufmann Repetto

Già dal 22 gennaio, invece, è visitabile Imago Pietatis: mostra di Elena Franco che indaga le Imagines Pietatis dell’Archivio Storico del Monte di pietà di Bologna conservate presso la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, allestita negli spazie Studio Cenacchi Arte Contemporanea.

Elena Franco, Prospettive Reali 03. ©Elena Franco

A questo punto è tempo di andare a letto e la domenica, fatto un’ultimo giro per Bologna potete tranquillamente rientrare a casa. Se siete arrivati di Sabato, invece, potete far slittare tutto di mezza giornata: Sabato visita ad Arte Fiera + Art Night e Domenica ultimo giro in fiera e poi verso casa.

3 Commenti

  • Gianluca ha detto:

    Carissimo Dott. Maggi,
    per la prima volta devo criticare un suo articolo. Mi duole non vedere citate le mostre al MamBo a Palazzo De Toschi e di Jimmie Durham al Kappa Noun…. nel circuito ArtCity main Project 2020.
    Grazie.
    Saluti da Bologna.
    Gianluca Ramini

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Buongiorno. Il programma di ArtCity è immenso, citare tutto è impossibile e di cose buone ce ne sono tante. Ho citato quelle che mi allettavano di più, tutto qui. Poi arrivano “critiche” come le sue che, immediatamente, arricchiscono il panorama proponendo altre due mostre da vedere. E la cosa mi piace… Grazie. Un caro saluto. Nicola

  • Ludovico ha detto:

    🙁 me la sono persa perchè fuori sede…aspetterò i prossimi eventi. Sono spesso fuori per lavoro, e questi sono i risultati. Perdere l’opportunità di dedicarsi anche alle passioni. Scusate lo sfogo.

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