Libri: Arte in Italia tra le due guerre

“Arte in Italia tra le due guerre” di Fabio Benzi è, con molta probabilità, uno dei libri più interessanti di storia dell’arte del nostro Paese che abbia mai letto. Oltre alla prosa scorrevole (rara), il libro ha il pregio di far riemergere un periodo dell’arte italiana per troppo tempo dimenticato e custodito, nel migliore dei casi, solo in ambiti accademici. Per decenni, d’altronde, il nostro paese ha preferito dimenticare tutto quello che è accaduto, a livello culturale, durante il Fascismo: un periodo buio della nostra epopea nazionale, ma contraddistinto, che ci piaccia o meno, da momenti di eccellenza che non possiamo cancellare per motivi ideologici.

Benzi, in modo chiaro ed esaustivo, ridefinisce il rapporto tra Regime e Arte/Cultura, mostrandoci un’apertura mentale del Fascismo che lascia quasi disarmati, specie se confrontata con quella dei nostri politici di oggi. Ma, cosa ancora più importante, mette in evidenza il primato culturale e artistico italiano di quegli anni operando una rivalutazione, scevra di ogni ideologia, della nostra produzione artistica, in primis quella futurista che molta storiografia ancora in voga vorrebbe far finire con la morte di Umberto Boccioni relegando il resto in un presunto Secondo Futurismo in realtà mai esistito.

Un libro che ogni studioso e collezionista dovrebbe leggere, per riscoprire personaggi ingiustamente dimenticati, movimenti e sviluppi della scena artistica di un’Italia in cui il Futurismo è ancora vivo e vegeto e attorno a cui si sviluppano, con declinazioni geografiche tipiche della storia dell’arte italiana di ogni epoca, vari modelli di ritorno all’ordine, il tutto animato da un acceso dibattito che vede protagonisti gli stessi artisti oltre che critici di rango.

Assolutamente da non perdere.

3 Commenti

  • Gianna Bucelli ha detto:

    Caro Nicola, ho letto il libro recentemente e l’ho trovato veramente interessante. Ho scoperto molte cose ma soprattutto mi sono meravigliata di come Mussolini appoggiasse l’arte contemporanea, ammirasse gli artisti e facesse di tutto per agevolarli nel loro lavoro.

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Cara Gianna, in effetti è quasi imbarazzante vedere come neanche un regime come quello fascista sia stato così “distratto” e “dannoso” in materia di arte contemporanea come lo sono oggi i nostri politici.

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Una pubblicazione che non può mancare negli scaffali di un collezionista! Daniele

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