Artissima & Co: spunti per uno short break torinese

Da Artissima 2018. Foto di repertorio. Credits: Perottino-Piva-Bottalo

Ancora una manciata di ore e l’edizione 2019 di Artissima aprirà i battenti. Noi ci saremo, ovviamente, e come di conseuto ve la racconteremo subito dopo l’anteprima. Nell’attesa ecco qualche spunto per la vostra visita torinese partendo, come d’obbligo, proprio dalla fiera all’Oval del Lingotto, con le sue 208 gallerie e i suoi 1.000 artisti che faranno bella mostra di sé dal 1° al 3 novembre.

Artissima, specialmente negli ultimi anni, ci ha abituato ad una proposta artistica piuttosto alta e quanche quest’anno, immagino, non sarà diversa. La fiera è grande, seppur ben organizzaza, e una giornata dovete prendervela tutta per potervi godere i tanti (forse troppi) stand. Da fiorentino mi pesa un po’, ma essendo anche un babbo mi piace comunque segnalarvi Artissima Junior, esperienza artistica immersiva realizzata da Ornaghi&Prestinari con la partnership della Juventus e dedicata ai ragazzi tra i 6 e gli 11 anni.

Una panoramica di Artissima 2018.

La 26esima edizione della fiera, che offre come spunto di lettura la riflessione trasversale sul binomio desiderio/censura, invita il pubblico a scoprire e innamorarsi delle ultime tendenze del mondo dell’arte contemporanea: un viaggio esclusivo all’insegna della sperimentazione e dell’emozione. 7 le sezioni in cui è suddivisa la fiera, di cui 3 curate: Back to the Future, Present Future, Disegni. Vediamo, specialmente per chi è alla prima visita, di cosa si tratta:

  • MAIN SECTION: 97 gallerie consolidate da tutto il mondo
  • DIALOGUE: 30 gallerie che presentano il lavoro di 1 o 2 artisti in dialogo
  • NEW ENTRIES: 20 giovani gallerie che partecipano ad Artissima per la prima volta
  • PRESENT FUTURE: 20 progetti monografici di giovani artisti emergenti curati da Ilaria Gianni (coordinatrice), Juan Canela, Émilie Villez
  • BACK TO THE FUTURE: 19 esposizioni di qualità museale dedicate alla riscoperta degli anni 1960-1999, curate da Lorenzo Giusti (coordinatore), Cristiano Raimondi, Nicolas Trembley
  • DISEGNI: 21 stand dedicati alla peculiarità del disegno, una pratica artistica in grado di catturare l’immediatezza processuale e di pensiero del gesto creativo, curati da João Mourão and Luís Silva
  • ART SPACES & EDITIONS: Edizioni limitate, stampe e multipli di artisti contemporanei

La “mappa” e i numeri di Artissima 2019

Interessante si prospetta anche il nuovo focus geografico che la fiera dedica al Middle East che, come abbiamo scritto tempo fa, è, secondo gli esperti, l’area dove si costruisce il futuro del mercato artistico. Il resto lo trovate sul sito della fiera e, soprattutto, in fiera. Andadeci e se qualcuno di voi ha voglia di inviarci qualche sua considerazione sulla manifestazione e, più che altro, sulla proposta artistica più contemporanea lo faccia scrivendo a [email protected] Non mi dispiacerebbe pubblicare un’antologia dei migliori commenti.

Sopravvissuti all’Oval è tempo di esplorare quanto meno le proposte più interessanti che contornano la fiera madre. A partire da Samakaalik: Earth Democracy and Women’s Liberation (Democrazia della Terra e Femminismo), mostra di una delle artiste indiane più radicali, Navjot Altaf, che inaugura sabato 2 novembre alle ore 19.00 al PAV Parco Arte Vivente di Via Giordano Bruno 31.

Navjot Altaf, Nalpar. Progetto collaborativo con artisti Adivasi e membri della comunità. Struttura: Kopaweda. Kondagaon, Bastar (2004 – 2005). Courtesy l’artista e DIAA.

Una tappa la merita anche Palazzo Madama dove la Fondation Prince Pierre de Monaco, in occasione di Artissima 2019, espone dall’1 al 13 novembre il video Love is the Message, the Message is Death (2016) di Arthur Jafa, vincitore della 47esima edizione del PIAC – Prix International d’Art Contemporain. Love is the Message, the Message is Death è un viaggio attraverso 400 anni di storia che ripercorrono l’esperienza afroamericana.

In un fine settimana ovviamente non si può vedere tutto. Tantissimi gli eventi in città (PROGRAMMA COMPLETO) e tante le fiere più o meno collaterali. Tra tutte vi consiglio un salto al Pala Alpitur per Flashback che celebra il 7° anniversario: progetto dedicato all’arte che, pensato come opera aperta, nasce nel 2013 con l’obiettivo di costruire un atlas di cultura visiva unendo in un’unica equazione cultura e mercato, senza vincoli di spazio e di tempo.

Arthur Jafa, Love is the Message, the Message is Death, 2016, still da video
Courtesy l’artista e Gavin Brown’s enterprise, New York, Roma

Se riuscite, trovate poi un po’ di tempo anche per visitare D.A.M.A., la piccola ma gustosa Curated Art Fair che quest’anno si sviluppa tra sue sedi: Palazzo Coardi di Carpeneto e Palazzo Birago di Borgaro. 11 le gallerie coinvolte nel progetto espositivo di quest’anno, per una interessante panoramica tra le realtà più di ricerca e sperimentali del mondo dell’arte. Poi ci sarebbe TheOthers, ma negli ultimi temi non abbiamo mai trovato quella freschezza che ne caratterizzava le prime edizioni. Ma i pregiudizi però non ci piacciono e quindi, visto che ha orari anche serali ed è sempre un posto gradevole, potreste pensare di dedicarci il fine giornata.

Di più non oso proporre. Per due giorni e mezzo mi sembra già abbastanza, anche perché, tra i percorsi artistici legati ad Artissima ci sarebbe anche Torino, città stupenda anche solo per passeggiarvi. Senza contare il Museo del Cinema, il Museo Egizio, la GAM e, specie se avete bambini, il Museo dell’Automobile. Andate, divertitevi e, se avete voglia, scriveteci per raccontarci la vostra esperienza!

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