Artistocratic: potere all’arte e a chi la ama

Tommaso Stefani - Art Director di Artistocratic

Tommaso Stefani – Art Director di Artistocratic

Se entrate nel sito di Artistocratic.com, prima galleria online italiana pensata come luogo dove comprare e collezionare fotografia d’autore ad edizione limitata, la filosofia del progetto vi investe come un’onda: “Potere all’arte. Emozione dell’Arte”. Un pay off che non lascia adito a dubbi circa la personalità di questo progetto che cerca di rendere la fotografia d’arte un bene accessibile, sia economicamente che culturalmente, senza per questo svenderlo al miglior offerente come spesso accade sul web. No, Artistocratic è un progetto serio che ha fatto della chiarezza la base della sua politica di mercato e di comunicazione. Basta accedere all’homepage per capirlo. In pochi clic si accede ad un catalogo suddiviso in tre “collezioni” dedicate, rispettivamente, all’Ottocento (Blue Collection), al Novecento (Green Collection – da Nino Migliori a Ferdinando Scianna fino a Gian Paolo Barbieri) e alla grande fotografia contemporanea (Red Collection – da Davide Bramante a Giacomo Costa fino a Maurizio Galimberti). Il tutto per 90 artisti e un totale di 500 opere di origine certificata: o provengono direttamente dal fotografo o da selezionate collezioni private. Ma Artistocratic non è solo un progetto commerciale ma anche un punto di accesso al mondo della fotografia che la galleria comunica ai propri follower, o ai visitatori occasionali, grazie ad un’ampia gamma di prodotti multimediali che vi permettono di entrare in stretto “contatto” con l’opera e il fotografo che l’ha realizzata. Detto in altri termini, fa quello che dovrebbero fare (e facevano) le grandi gallerie di un tempo: vende arte e diffonde cultura. Per conoscere meglio questo baluardo italiano del Collezionismo 2.0, abbiamo intervistato Tommaso Stefani, Art Director di questa galleria virtuale (ma non troppo).

Nicola Maggi: Lanciare nel 2009, in Italia, una galleria d’arte online… ci vuole un bel coraggio. Come è nato il progetto Artistocratic?

Tommaso Stefani: «La nostra galleria è sia online che offline, la nostra vita negli spazi fisici è stata fin dall’inizio molto attiva. Abbiamo esposto a Milano, Bologna, Venezia, Palermo, Roma, Parigi. Andremo nel prossimo futuro in Svizzera e in estremo oriente. Le due anime di Artistocratic si parlano tra loro e realizzano una sinergia che consente una più completa articolazione e una maggior continuità di fruizione dei contenuti. Il progetto nasce dalla convinzione che esista uno spazio nel mercato per innovare il modo di proporre, promuovere e rendere disponibile l’arte e i suoi contenuti. In sintesi il nostro elemento distintivo è duplice: un nuovo modo di comunicare l’arte e l’utilizzo di nuovi canali. La fotografia d’arte in particolare si presta meglio di altre arti visive, come ad esempio la pittura, a essere comunicata sui new media».

Mario Giacomelli, Presa di coscienza sulla natura, 1980. Stampa alla gelatina ai sali d'argento, dim. 30 x 40 cm.

Mario Giacomelli, Metamorfosi della terra, Anni ’70. Stampa alla gelatina ai sali d’argento, dim. 30 x 40 cm.

N.M.:  Qual è la vostra filosofia e cosa trovano i collezionisti che accedono al vostro sito?

T.S.: «Artistocratic rappresenta sempre di più un canale innovativo per giovani e per esperti collezionisti che vogliono arricchire la loro ricerca di opportunità di investimento nel mondo della fotografia d’arte con uno strumento efficiente e ricco di contenuti. Ma anche un media con un seguito importante di appassionati grazie a una newsletter con contributi multimediali che arriva periodicamente a oltre 25.000 iscritti e a un ufficio stampa interno che comunica le nostre iniziative ai media cartacei e online. La differenziazione dell’offerta risponde all’ambizione di rappresentare un punto di riferimento per collezionisti e amanti della fotografia, una “piccola casa della fotografia d’autore” dove convivono diverse anime di questo mondo affascinante: dai fotografi storicizzati agli artisti contemporanei fino ai lavori degli autori emergenti».

N.M.: Avete degli artisti che seguite in esclusiva?

T.S.: «Le modalità con cui lavoriamo con gli artisti sono molteplici. Dall’esclusività, come nel caso della rappresentanza dell’Archivio Mario Giacomelli di Sassoferrato, fino alla semplice proposta online di una selezione di opere. In generale, tendiamo a sviluppare con gli artisti progettualità comuni nel medio periodo prevedendo editoriali, mostre e partecipazione a fiere d’arte».

N.M.: Il collezionismo, anche a livello internazionale, sembra essere abbastanza “freddino” nei confronti delle gallerie online. In primo luogo per un bisogno di contatto diretto con le opere. Come rispondete a questa necessità?

T.S.: «Non mi risulta alcuna freddezza in generale e in ogni caso il trend di fiducia nelle interfacce virtuali è in crescita. Comunque nel nostro caso la presenza online è un valore aggiunto, qualcosa in più, non in meno rispetto alle gallerie tradizionali. Abbiamo lo spazio fisico, organizziamo mostre in varie città e partecipiamo a fiere d’arte internazionali. Le occasioni per vedere le opere che proponiamo sono abbondanti. Il web può essere il primo punto di contatto poi la relazione con il collezionista si sviluppa anche attraverso incontri dedicati oppure in occasione della mostra o fiera successiva».

Irene Manganelli di Artistocratic illustra un'opera a due giovani collezioniste

Irene Manganelli di Artistocratic illustra un’opera a due giovani collezioniste

N.M.: Tra i vostri “pilastri” c’è quello di offrire “Edizioni Limitate d’origine controllata”. Quella delle edizioni, e delle relative tirature, è una questione controversa nel mondo della fotografia. Qual è  la vostra posizione?

T.S.: «Il suo commento si riferisce alla sezione delle “Photo Editions”, una sezione che consente di acquistare fotografie ad edizione limitata a prezzi più accessibili. Nella nostra sezione principale “Art Photography” convivono, a seconda dell’autore, tirature limitatissime, pezzi vintage unici ma anche le fotografie di quegli autori che per scelta non numerano le fotografie come Ferdinando Scianna. La verità è che la tiratura è un concetto di per sé controverso dal momento che la fotografia si contraddistingue per la sua riproducibilità tecnica. E’ quindi la sua forza e la sua debolezza al tempo stesso. Giacomelli e molti fotografi della sua generazione non hanno numerato le loro stampe anche perché la tiratura limitata è una “prassi” diffusa nel mercato dell’arte tra gli anni 80 e 90. Autori come Giacomelli che avevano stampato senza numerare, certamente non si sono messi a farlo dopo per coerenza con la produzione venduta in precedenza. Il collezionismo comunque apprezza e acquista anche le opere di questi autori soprattutto perché vintage. L’importanza è la trasparenza, la disponibilità delle informazioni e che il prezzo sappia incorporare queste informazioni. Per ogni fotografia di Giacomelli, noi sappiamo dire quante sono le stampe disponibili in archivio. Possono essere 3 come 10 quindi in fondo in linea con i numeri delle tirature. Per quanto riguarda i giovani fotografi, che quindi si muovono più sul terreno dell’arte contemporanea, io suggerisco sempre di tenere la tiratura molto limitata come tre, cinque o al limite sette. Al massimo con una prova d’autore che si tengono per loro. Se sono bravi, di foto belle ne faranno tante quindi non abbiano paura di esaurire le edizioni».

Ferdinando Scianna, USA, New York, 1985. Stampa ai pigmenti di carbone, dim. 78 x 61 cm.

Ferdinando Scianna, USA, New York, 1985. Stampa ai pigmenti di carbone, dim. 78 x 61 cm.

N.M.: Quando si parla di mercato dell’arte in Italia, la parola “crisi” è sempre lì in agguato. Com’è la nostra piazza vista dal mondo del web?

T.S.: «Guardi, posso assicurarle che si parla di crisi non solo in Italia e non solo nel mercato dell’arte. Certamente l’arte non è un bene di consumo di prima necessità e c’è in effetti chi decide di rimandare nel tempo l’acquisto, tuttavia molti collezionisti semplicemente investono con più attenzione. Dal nostro piccolo osservatorio abbiamo notato che gli autori storicizzati continuano ad avere grande successo proprio perché il loro valore segue cicli temporali più lunghi e l’investimento è quindi più sicuro».

N.M.: Cosa vede nel futuro di Artistocratic?

T.S.: «Artistocratic è nata con l’idea di comunicare e proporre la fotografia d’arte in modo innovativo evitando di seguire schemi predefiniti. Per fare questo occorre un modello di business flessibile pronto ad adattarsi al momento storico e a cogliere le opportunità offerte dal mercato. In questa fase la nostra “libertà” ci consente di organizzare mostre all’interno di spazi diversi e partecipare a fiere in Italia e all’estero senza preoccuparci di gestire necessariamente un contenitore locale. Le nostre energie possono così concentrarsi sul contenuto, su come comunicarlo, sulla promozione degli artisti e delle loro opere su un territorio più ampio, spesso anche in sinergia con le gallerie tradizionali. Ma lo scenario può cambiare rapidamente e siamo pronti a nuove sfide, sempre però cercando di interpretarle a nostro modo».

Per saperne di più: www.artistocratic.com