Un’Associazione per giovani collezionisti

Collezionisti non si nasce, ma si diventa. E’ partendo da questa considerazione che un gruppo di amici decide, nel 2003, di dar vita all’Associazione Giovani Collezionisti, con l’obiettivo, appunto, di avvicinare all’arte contemporanea nuovi potenziali collezionisti e di rendere possibile la creazione di collezioni private attente ai fermenti artistici degli ultimi anni. Una “giovinezza”, quella a cui fa riferimento il nome, che non è tanto legata all’età anagrafica, come mi spiega Antonio Valentino, Presidente dell’Associazione, quanto agli anni di “attività”. «Quello che ci interessa maggiormente – mi spiega durante una chiacchierata attorno ad un tavolino del bar di Miart 2014 – è il fatto che le nostre collezioni siano “giovani” e all’insegna dell’entusiasmo e della curiosità. Quindi fascia di età molto vasta… unico comune denominatore la passione per l’arte contemporanea ed il collezionismo».

Nicola Maggi: La vostra associazione ha da poco compiuto 10 anni. Come è nata questa idea e come si è sviluppata nel tempo?

Antonio Valentino: «L’Associazione è nata intorno ad un gruppo di amici che avevano la curiosità di esplorare il mondo dell’arte contemporanea, per molti di loro ancora ignoto. Erano pochissimi all’inizio, ma l’entusiasmo è stato contagioso e, contestualmente, si sono accorti che parecchie altre persone con cui erano in contatto avevano i loro stessi interessi, ma non avevano gli strumenti per approfondirli. Col tempo i soci sono cresciuti esponenzialmente e, attraverso le numerose attività, molti hanno iniziato ad appassionarsi ed a collezionare. Senza dubbio, nel corso degli anni, c’è sempre stato un certo ricambio tra gli iscritti. Alcuni collezionisti hanno preso strade più impegnative, altri, invece, hanno un approccio più timido e continuano ancora a seguire l’Associazione dopo tanti anni. Le “new entry” sono sempre un grande stimolo per il comitato direttivo, che deve trovare formule sempre nuove e coinvolgenti sia per i soci neofiti che per quelli più consolidati. In ogni caso, si possano fare delle cose culturalmente interessanti, divertendosi anche… infatti all’interno dell’Associazione sono nate bellissime amicizie».

N.M.: Tra gli obiettivi principali del vostro statuto c’è quello di promuovere in Italia un collezionismo consapevole. Come vi state muovendo per raggiungerlo?

A.V.: «Molta della nostra attività è volta ad “educare” i nostri soci e a porre le basi per permettere loro di potersi muovere all’interno dell’intricato mondo dell’arte contemporanea e del collezionismo. Noi proviamo a raggiungere tale obiettivo grazie ad un’intensa e attenta programmazione, che cerca di indagare le affascinanti problematiche del collezionismo attraverso lezioni e corsi di formazione, visite guidate alle mostre ed agli studi degli artisti, andando a vedere le collezioni private più interessanti, incontrando i curatori ed i direttori dei maggiori musei e organizzando viaggi divertenti e stimolanti per visitare le più importanti fiere…»

In visita alla fiera ROMA.The Road to Contemporary Art guidati dal critico Ludovico Pratesi, direttore artistico dell'Associazione

In visita alla fiera ROMA.The Road to Contemporary Art guidati dal critico Ludovico Pratesi, direttore artistico dell’Associazione

N.M.: Che consiglio vi sentite di dare a chi, oggi, vuole avvicinarsi all’arte contemporanea e collezionarla?

A.V.: «Il primo consiglio è comprare quello che colpisce e piace. Poi il suggerimento è quello di studiare, documentarsi, confrontarsi magari con chi ha già un po’ più di esperienza o, meglio ancora, con persone qualificate come curatori o critici. Le fiere sono anche una buona opportunità per conoscere l’arte contemporanea e, soprattutto, l’andamento del mercato che la rappresenta. Poi crediamo sia importante seguire la programmazione di buone gallerie. Sconsiglieremmo di prendere opere di artisti che non siano rappresentati da alcuna galleria, a meno che non siano ancora talmente giovani e a buon mercato! Il lavoro che svolge la galleria è fondamentale per la crescita professionale di un artista e rappresenta l’elemento che compone una rete di divulgazione coerente e costante dell’arte contemporanea sul territorio».

N.M.: Oltre che per il collezionismo, avete una grande attenzione anche per l’arte emergente, a cui avete dedicato il “Premio Giovani Collezionisti”. In cosa consiste?

A.V.: «Dal 2009, l’Associazione Giovani Collezionisti ha deciso di indire un premio per un giovane artista, nell’ambito della fiera “Roma.The Road to Contemporary Art”. Tutto ciò è reso possibile grazie ad alcune generose sponsorizzazioni ed al coinvolgimento diretto dei soci, chiamati ad esprimere un giudizio critico all’interno del panorama dell’arte giovane italiana ed internazionale. Quindi i soci possono esprimere il loro voto tra video, fotografie, installazioni, pitture, opere grafiche, selezionati tra le gallerie giovani. L’opera vincitrice, scelta da una giuria di esperti sulla base delle segnalazioni dei soci dell’Associazione Giovani Collezionisti, viene donata al Museo MAXXI. A febbraio 2014 è stata consegnata l’opera acquisita durante l’ultima fiera di Roma: un video di Adelita Husni-Bey dal titolo “Story of the heavens and our planet”, ora entrato nella collezione permanente del prestigioso museo».

Adelita Husni-Bey  (terza da sinistra) assieme all'Associazione Giovani Collezionisti  in occasione della donazione di una sua opera al MAXXI

Adelita Husni-Bey (terza da sinistra) assieme all’Associazione Giovani Collezionisti in occasione della donazione di una sua opera al MAXXI

N.M.: Arte emergente e Collezionismo. Se ne aveste la possibilità, cosa vi piacerebbe chiedere al nuovo Ministro dei Beni e delle Attività Culturali per migliorare lo stato di salute del nostro Sistema dell’arte?

A.V.: «Troppe cose avremmo da chiedere alle Istituzioni! L’auspicio è che la politica assuma piena consapevolezza, anche nel campo artistico, dell’importanza del proprio ruolo, attraverso il quale individuare meccanismi selettivi che garantiscano conoscenza, professionalità ed esperienza di coloro che poi dovranno sovrintendere e tutelare il patrimonio artistico del Paese. Per i collezionisti, naturalmente un buon servizio sarebbe l’abbassamento dell’IVA sugli acquisti nelle gallerie, oppure la deducibilità, almeno parziale, dei costi sempre per l’acquisto di opere d’arte, come accade in molti altri paesi».

3 Commenti

  • Nicola Maggi ha detto:

    sì e sarebbe anche una bella iniziativa per far girare il mercato e far emergere nuovi artisti se solo il nostro Stato fosse un po' più sensibile e attivasse delle politiche sensate in materia…

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Non conoscevo l’Associazione ma sembra di primo acchito un modo intelligente per posizionarsi su un sistema che come ben sai quello dell’arte si muove “dal tutto fino ad arrivare al contrario di tutto”.
    Certamente è molto costruttiva l’idea dell’Associazione in quanto come tale favorisce l’incontro ed il confronto, aumentando così “le difese” del Collezionista sempre più individuato come “cliente” o “compratore”.
    Sarebbe interessante se attraverso il tuo blog si potrebbero individuare in tutto il territorio italiano altri “collaboratori” o “associati”, una sorta di organizzazione periferica, in modo che lo scambio di idee, di opinioni, di pensieri andrebbero a vantaggio esclusivo del collezionista nel momento della sua scelta.
    Simpaticamente mi viene da domandare è un’ Associazione di “Giovani Collezionisti” o di “Collezionisti Giovani”, qualche differenza ci potrebbe stare!!!
    Un caro saluto Daniele

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