Aste di Fotografia: l’analisi del catalogo Bolaffi (17 maggio)

Lotto 337 - GIACOMO COSTA, Complesso abitativo n. 1 2000 Stampa fotografica vintage a colori. Firma dell’autore, etichetta Galleria Photology al verso, 1/3. cm 101 x 181,5 Vintage color C-print.

Il 17 Maggio alle 10.30 si terrà a Milano presso lo spazio Bigli l’asta Bolaffi di fotografia. Il catalogo, estremamente corposo, presenta ben 372 lotti che esemplificano la capacità della curatrice dell’asta, Silvia Berselli, di attrarre grandi quantità di materiale di qualità e anche di convincere non solo i semplici collezionisti a cedere le proprie opere all’asta, ma anche gallerie di primo piano come Galleria Photology di Milano per Giacomo Costa (lotto 337 – Complesso abitativo n. 1 – € 2800) o la Taka Ishii Gallery per Nobuyoshi Araki (lotto 172 – Colourscapes € 3000) per citarne un paio.

Lotto 172 - NOBUYOSHI ARAKI 1940 Colourscapes 1991/2011 Stampa fotografica a colori Cibachrome. Firma dell’autore al verso autentica della Galleria. cm 43 x 35,5 Cibachrome color print. Signed verso with Gallery certificate of authenticity in. 16.9 x 13.9. Provenienza/Provenance Taka Ishii Gallery

Lotto 172 – NOBUYOSHI ARAKI 1940 Colourscapes 1991/2011 Stampa fotografica a colori Cibachrome. Firma dell’autore al verso autentica della Galleria. cm 43 x 35,5  Provenienza Taka Ishii Gallery

Altra caratteristica particolare è l’abolizione della forbice nella stima economica dell’opera, in quest’ asta viene data una sola cifra come valutazione andando così ad annullare tutta quella serie di riflessioni post asta tra raggiungimento del minimo o il superamento del massimo e anche tutto quel lavoro di blandizie sul venditore poco convinto facendolo focalizzare sulla stima più alta. Questa scelta univoca mi pare anche essere una spia della sicurezza con cui gli oggetti vengono scelti e considerati. Il materiale è disposto in ordine strettamente cronologico, cercando di rispettare il più possibile anche sequenze tematiche o d’autore. Un occhio di riguardo è dato anche alle tecniche, come le non argentiche (gomma bicromata e inchiostri grassi) molto in voga durante il pittorialismo (dal lotto 40 in poi) oppure ai fotomontaggi e alle solarizzazioni tipici del periodo surrealista. Tra queste tipologie ritengo valido il lotto 63: Luigi Veronesi (L’albero morto c. 1950 – € 2.800) i rami rivolti al cielo sembrano scie di un’esplosione, la visualizzazione delle sinapsi, di un movimento centrifugo e dinamico che cozza con il titolo stesso dell’opera.

Lotto 63 - LUIGI VERONESI 1908-1998 L’albero morto c. 1950 Stampa fotografica vintage alla gelatina sali d’argento solarizzata. Timbro dell’autore, titolo e timbro “Mostra Internazionale della Tecnica Cinematografica” al verso. cm 34 x 28,5 Vintage gelatin solarized silver print. Photographer’s credit stamp, titled and stamped “Mostra Internazionale della Tecnica Cinematografica” verso. in. 13.4 x 11.2

Lotto 63 – LUIGI VERONESI 1908-1998 L’albero morto c. 1950 Stampa fotografica vintage alla gelatina sali d’argento solarizzata. Timbro dell’autore, titolo e timbro “Mostra Internazionale della Tecnica Cinematografica” al verso. cm 34 x 28,5

Sempre di Veronesi, al lotto 65, troviamo un’opera identica a una passata all’asta Minerva del 10 maggio scorso al lotto 41 (su una tiratura di 30 copie dichiarate e firmate, quella presente da Minerva era la 24/30, mentre quella di Bolaffi la 22/30); tutto regolare quindi se non per il grosso scarto nella valutazione dell’opera stessa che per Minerva si muoveva in un range tra € 700-1000 mentre Bolaffi la valuta al doppio: €2.000. Questa non è l’unica sovrapposizione di opere presente tra le due aste, anche il lotto 181 di Jean-Francois Jonvelle (Photomatic c. 1980) compare identico nell’asta di Minerva come lotto 106. Le due opere hanno stesse dimensioni e stessa descrizione, manca però la tiratura e questo fa presumere che sul mercato se ne possano trovare svariate copie. La stima in questo caso coincide pienamente poiché Bolaffi sceglie un € 400, mentre Minerva aveva posto la forbice tra €300-500. Terzo caso di compresenza tra il lotto 95 da Bolaffi e quello 153 di Minerva, Fernando De Lemos , scatto ristampato dall’autore negli anni ‘90 in una tiratura di 35 copie dichiarate, di cui Bolaffi ha la 20/35 e Minerva la 21/35; pure in questo caso le stime in pratica coincidono, € 300 per Bolaffi e € 300-500 per Minerva. Anche il lotto 35 di Ghirri presso Minerva è presente come foto del portfolio “Cantergiani” lotto 321 (€ 7000).

Lotto 321 - LUIGI GHIRRI, Portfolio “Cantergiani” 1977. Nove stampe fotografiche a colori vintage montate su cartoncino originale firmato e datato dall’autore in scatola originale. Bifolio a stampa con introduzione di A. C. Quintavalle, Grafiche Stig. cm 12,5 x 17,5 (32 x 32 cartoncino di montaggio) Nine vintage color C-prints mounted on original cardboard signed and titled by Luigi Ghirri in white box. Printed bifolio with A.C. Quintavalle text, Grafiche Stig. in. 4.9 x 6.8 (12.5 x 12.5 mounting board)

Lotto 321 – LUIGI GHIRRI, Portfolio “Cantergiani” 1977. Nove stampe fotografiche a colori vintage montate su cartoncino originale firmato e datato dall’autore in scatola originale. Bifolio a stampa con introduzione di A. C. Quintavalle, Grafiche Stig. cm 12,5 x 17,5 (32 x 32 cartoncino di montaggio).

Tutte queste comparazioni non vogliono essere una piaggeria, ma piuttosto una riflessione su una buona affidabilità delle valutazioni di entrambe le case d’asta; sul fatto di trovarsi di fronte a persone competenti le cui opinioni hanno un riscontro reale sul mercato. Un’ulteriore riflessione mi porta a pensare che questa loro comune sensibilità, che ha fatto sì che venissero scelte, tra la presunta marea di fotografie proposte, opere identiche e che ha portato anche al fatto che almeno il 70% dei fotografi sia presente in entrambe le aste, può essere un aspetto di una sorta di stagnazione in quelle che sono le proposte del mercato secondario italiano per la fotografia. In alternativa si potrebbe pensare semplicemente all’ironia del caso che fa arrivare in aste a distanza di sette giorni opere identiche.

Lotto 305 - MARIO GIACOMELLI, Scanno Boy 1957 Stampa fotografica alla gelatina sali d’argento, stampata c. 1980. Firma dell’autore al recto. Firma dell’autore con titolo manoscritto sulla finestra del cartoncino di montaggio. cm 20 x 26 (43 x 47 cartoncino di montaggio)

Lotto 305 – MARIO GIACOMELLI, Scanno Boy 1957 Stampa fotografica alla gelatina sali d’argento, stampata c. 1980. Firma dell’autore al recto. Firma dell’autore con titolo manoscritto sulla finestra del cartoncino di montaggio. cm 20 x 26 (43 x 47 cartoncino di montaggio)

Impossibile fare una carrellata puntuale di ogni sezione presente nel catalogo Bolaffi vista la mole del materiale e per lo stesso motivo con difficoltà mi provo a scegliere qualche opera da presentare oltre agli highlights proposti dalla casa d’aste stessa presso la MIA fair milanese. Si può garantire però che ce n’è per tutti i gusti e forse gli unici un po’ penalizzati sono i collezionisti di contemporanea per i quali, oltre a nomi storicizzati italiani e stranieri, non c’è troppa scelta. Tra gli italiani Berengo Gardin, Ghirri, Fontana e Basilico sono presenti con una grande quantità di opere di serie diverse; di Giacomelli vengono proposte sia la serie dei “pretini” sia quella di Scanno, tra cui lotto 305 (Scanno boy – € 1500) ristampato nel 1980 dall’autore e che ha avuto nuova fortuna recentemente grazie all’identificazione del ragazzo nella foto. Altri autori non di livello inferiore presentano meno stampe, ma di qualità, ottimo mi pare lo scatto di Mario De Biasi, lotto 248 (Milano 1955 – € 700) e il famoso Tuffatore di Nino Migliori, lotto 263 (€ 3500).

2 Commenti

  • Fabio ha detto:

    Scelta sorprendente e interessante quella i eliminare la forbice. Ma i prezzi di partenza secondo quale logica saranno decisi? Oè già questa la valutazione di partenza?

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Caro Fabio, prima di dire cose inesatte ti rispondo che indagheremo… credo comunque che i metodi di valutazione siano sempre gli stessi e che il prezzo indicato sia una sorta di “stima media” invece di proporre, come di consueto, stima minima e massima.

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