Minerva Auctions: tutto pronto per l’asta del 28 aprile

Gastone Novelli, Visibile questa sera, 1959. Tecnica mista e collage su tela, cm 65 x 126. Courtesy: Minerva Auctions.
Gastone Novelli, Visibile questa sera, 1959. Tecnica mista e collage su tela, cm 65 x 126. Courtesy: Minerva Auctions.

Apre questo sabato, negli spazi di Palazzo Odescalchi a Roma, la preview dell’asta di Arte Moderna e Contemporanea di Minerva Auctions che si terrà il 28 aprile prossimo. Guidata da una piccola Combustione del 1964 di Alberto Burri (Lotto 455, stima: 30.000 – 40.000 euro), scelta anche come copertina del catalogo, la vendita di Minerva mette all’incanto oltre oltre quattrocento lotti fra dipinti, sculture, opere su carta, incisioni e ceramiche dei più importanti e significativi esponenti dell’arte italiana del Novecento. Un catalogo importante, non solo per il numero di opere proposte, molte delle quali provenienti da importanti collezioni private, ma anche per la qualità media che contraddistingue anche i lavori più piccoli, come nel caso delle 9 opere di Maria Lai presenti in asta, piccolo ma significativo omaggio a quella che è stata la figura più significativa della scena artistica sarda, scomparsa il 16 aprile del 2013. Una caratteristica, quella della qualità diffusa, che è ormai costante delle aste Minerva e che, in pochi anni, ha fatto della casa d’aste romana, fondata da Fabio Massimo Bertolo e Silvia Ferrini, una realtà di primo piano del mercato italiano, in particolare per quanto riguarda il centro sud, con un fatturato che nel 2015 è cresciuto del +20% attestandosi sui 6 milioni di euro.

Alberto Burri, Combustione, 1964. Carta, acrilico, vinavil e combustione su carta, cm 33,3 x 20,3. Courtesy: Minerva Auctions.

Alberto Burri, Combustione, 1964. Carta, acrilico, vinavil e combustione su carta, cm 33,3 x 20,3. Courtesy: Minerva Auctions.

Sfogliando il catalogo messo insieme dal dipartimento guidato da Georgia Bava, si possono così incontrare alcune chicche come un disegno di Henri Matisse (lotto 451: Nudo, 1920 – Stima 40-60.000 euro) proveniente dalla Collezione di Ugo Tognazzi e uno di Balthus (Lotto 450: June fille assise, 1974 – Stima: 25-35.000 euro) che vanta una straordinaria storia espositiva. Ma anche altre opere su carta con delle storie divertenti, come la nota opera di  Dino Buzzati,  Il Babau, 1967, esposta già nel 1967 a Parigi alla Galleria La Pochade e alla quale Tiziano Sclavi dedica un omaggio inserendo il Babau tra i protagonisti di una storia di Dylan Dog (Lotto 449, stima: 50-70.000 euro) o il bozzetto di Piero Dorazio per il manifesto di Umbria Jazz del 1998 (Lotto 244: Umbria Jazz, 1998 – Stima: 3-4.000 euro). Sempre di Dorazio, peraltro, l’asta di Minerva propone una serie di opere rappresentative di tutto il suo percorso creativo dell’artista, come tre interessanti Composizioni astratte su carta eseguite tra il 1948 e il 1957, Mirino II del 1973 (Lotto 315, stima: 20-30.000 euro) e la recente Ombra sola I del 2002, (Lotto 282, stima: 25-35.000 euro).

Dino Buzzati, Il Babau, 1967. Olio su tela, cm 80 x 119. Courtesy: Minerva Auctions

Dino Buzzati, Il Babau, 1967. Olio su tela, cm 80 x 119. Courtesy: Minerva Auctions

Per quanto riguarda, invece, i lavori con provenienze e storie importanti, da segnalare Natura morta con il bidone del latte (Lotto 452, stima: 70-90.000 euro), gouache del 1950 di Fernand Léger acquistata dall’attuale proprietario alla Galleria La Nuova Pesa nel 1963, in occasione della personale dedicata all’artista organizzata dall’imprenditore romano Alvaro Marchini, proprietario della galleria, in collaborazione con il grande mercante Daniel-Henry Kahnweiler. Mentre al lotto 441 troviamo Visibile questa sera (stima: 30-50.000 euro), opera del 1959 di Gastone Novelli proveniente dalla collezione di Carla Accardi e poi transitata in una delle più importanti collezioni private italiane, quella di  Laura Olivetti.

Fernand Léger, Natura morta con il bidone del latte, 1950. Gouache su cartoncino, cm 40 x 31. Courtesy: Minerva Auctions.

Fernand Léger, Natura morta con il bidone del latte, 1950. Gouache su cartoncino, cm 40 x 31. Courtesy: Minerva Auctions.

A questi lavori si affiancano, poi, opere molto interessanti come i tre lavori dell’avanguardista e surrealista cileno Roberto Sebastian Matta, di cui due di grande formato che risalgono alla sua ultima fase di produzione accompagnati da una tela degli anni Cinquanta, Senza titolo (Lotto 457) stimata tra i 30.000 e i 40.000 euro. Da segnalare, poi, un’importante collezione di opere su carta di Giuseppe Capogrossi, con lavori che spaziano dal 1951 al 1969, tra cui una composizione del 1953: Superficie CP/711 (Lotto 224), stimata tra i 15.000 e i 20.000 euro, e un raro studio per una Composizione litografica di un foglio della cartella In Hoc Signo: Superficie CP/314 (Lotto 228), realizzato con tecnica mista di collage e pennarello su carta e stimata tra i 10.000 e i 15.000 euro.

Giuseppe Capogrossi, Superficie CP/711, 1953. tempera su carta applicata su tela, cm 50 x 40. Courtesy: Minerva Auctions.

Giuseppe Capogrossi, Superficie CP/711, 1953. tempera su carta applicata su tela, cm 50 x 40. Courtesy: Minerva Auctions.

Scavando all’interno del catalogo di Minerva saltano, poi, all’occhio alcuni lavori dai prezzi contenuti, ma di un certo interesse come una serie di lavori di Maria Lai realizzate tra i primi anni Settanta e la metà degli anni Novanta. Opere di piccolo formato ma che ben testimoniano la sua ricerca ispirata alla tessitura, di cui vengono assunti sia la gestualità, sia il significato profondo: quello di legare passato e presente, tradizione e innovazione, storia e mito, artigianalità e concettualità. Come nel caso di Sfumature di grigio, opera del 1978 (Lotto 358, stima: 1-1.500 euro) proveniente dalla collezione di Marcello Venturoli – come la maggior parte dei pezzi in asta – che nel 1971 curò la sua personale alla Galleria Schneider di Roma dove l’artista sarda espose, per la prima volta, i suoi Telai.

Maria Lai, Sfumature di grigio, 1978. filo bianco e argento, collage su cartoncino grigio, cm 34 x 24,5. Courtesy: Minerva Auctons.

Maria Lai, Sfumature di grigio, 1978. filo bianco e argento, collage su cartoncino grigio, cm 34 x 24,5. Courtesy: Minerva Auctons.

E se nella sezione dedicata alle sculture si trovano opere come Rilievo rosso con asta di Ettore Colla del 1966 (Lotto 454, stima: 18-24.000 euro) che ben sintetizza l’opera dell’artista, che utilizza elementi di recupero per creare assemblaggi astratti e allusivi, o un coloratissimo Progetto per camino del 1952 di Leoncillo (Lotto 456, stima: 8-12.000 euro), di particolare interesse ci sembra L’opera descrivibile (Lotto 309, stima: 6-8000 euro), acrilico su tela del 1974 a firma di Sando Chia che rappresenta una buona testimonianza della fase iniziale delle sue sperimentazioni artistiche. Mentre di Enrico Baj troviamo, al lotto 286, un Personaggio con specchi proposto con una stima di 10-15.000 euro. Ovviamente non mancano anche alcuni lavori della scena Pop italiana, piccole cose, principalmente su carta, tra le quali spicca però Memoria/Riserva, opera del 1978 del bolognese Concetto Pozzati (Lotto 332, stima: 1.500-2.000 euro).

Alighiero Boetti, Alternando da uno a cento e viceversa, 1978. china e matita su carta cm 150×100. Courtesy: Minerva Auctions

Alighiero Boetti, Alternando da uno a cento e viceversa, 1978. china e matita su carta cm 150×100. Courtesy: Minerva Auctions

Ma il vero top lot dell’asta di Minerva Auction è certamente Alternando da uno a 100 e viceversa (Lotto 458), china e matita su carta del 1978 a firma di Alighiero Boetti e dedicata dall’artista a Carmelo Bene. Proveniente dalla Collezione Anne Marie Souzeau Boetti l’opera viene proposta con una base d’asta che si aggira tra gli 80.000 e i 100.000 euro.