Sotheby’s Milano: Burri, Fontana e Morandi guidano l’asta del 24 e 25 novembre

Due dei top lot inseriti da Sotheby's nel catalogo della sua asta milanese del 24 e 25 novembre.
Due dei top lot inseriti da Sotheby's nel catalogo della sua asta milanese del 24 e 25 novembre.

In attesa di vedere come andrà il debutto di Finarte, Sotheby’s pubblica il catalogo della sua prossima asta milanese dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea114 le opere che andranno in asta tra  il 24 e 25 novembre prossimi per un’aspettativa tra i 10 e i 14 milioni di euro. Cuore della vendita quattro eccezionali opere di Alberto Burri, mentre Lucio Fontana conduce il focus sugli italiani vicini al Gruppo ZERO insieme con Castellani, Bonalumi e Scheggi. Da seguire la vendita delle due opere di Giorgio Morandi, il cui mercato è in costante crescita. Completano il catalogo di Palazzo Serbelloni una serie di capolavori di De Chirico, Pomodoro, Melotti, Schifano e Boetti. La preview dell’asta si terrà a Milano dal 20 al 24 novembre.

 

Nel segno di Alberto Burri

 

Dopo gli ottimi risultati ottenuti nelle ultime Italian Sale, l’opera di Burri è protagonista assoluta anche nell’asta milanese di Sotheby’s, che celebra il centenario della nascita dell’artista di Città di Castello inserendo in catalogo quattro opere datate dal 1952 al 1980. Si inizia con Bianco Plastica del 1968 (Lotto 18, stima: 400-600.000 euro), opera nella quale è evidente il concetto, costante nella poetica di Alberto Burri, di “consunzione” della vita, che rappresenta non tanto il segno del consumarsi della stessa, quanto piuttosto l’energia di un gesto di forte valore simbolico.

LOTTO 18 - Alberto Burri, Bianco Plastica, 1968. Stima: 400-600.000 euro

LOTTO 18 – Alberto Burri, Bianco Plastica, 1968. Stima: 400-600.000 euro

A seguire, un strepitoso Ferro del 1959 (Lotto 26, stima: 500-700.000 euro) che in passato ha fatto parte della collezione di Enrico Crispolti. Un esempio perfetto della produzione artistica di Burri nella seconda metà degli anni Cinquanta, anni in cui l’artista lavora, contemporaneamente, in tre direzioni: i sacchi, i legni e, appunto, i ferri. Con la scoperta del fuoco quale strumento di lavoro Burri, avido sperimentatore e acuto osservatore del suo tempo, riesce a trasformare il ferro in uno dei protagonisti più originali e inediti della sua produzione artistica. Se i Sacchi si costituivano di tessuti logori, strappati, macchiati, i Ferri si compongono, invece, come scrisse Gerald Nordland, di “lamine fresche di fabbrica, tagliate e formate in nuove composizioni dalla sorprendente consistenza”. In quest’opera, le lamine di ferro sembrano voler sfuggire alla volontà di un possibile equilibrio compositivo; si ammassano le une sulle altre, costrette da interventi di ricucitura che le lasciano violentate, cicatrizzate. E se gli inaspettati guizzi di luce sulla superficie lucida sembrano annunciare la possibilità di un lieto fine, Alberto Burri stesso ci ammonisce, poiché quell’apparente libertà delle parti non saldate non ha forse nient’altro scopo che quello di accentuare le parti compattate: “E altrimenti dove andrebbe la cattiveria?”

LOTTO 26 - Alberto Burri, Ferro, 1959. Stima: 500-700.000 euro

LOTTO 26 – Alberto Burri, Ferro, 1959. Stima: 500-700.000 euro

Al Lotto 34 troviamo Bianco 1952 (stima: 300-400.000 euro), opera del 1952, lo stesso anno della mostra Neri e Muffe all’Obelisco di Roma. Delicatamente instabile e brutalmente ferita, Bianco 1952 è il frutto delle sperimentazioni d’avanguardia di un artista che velocemente ha raggiunto la piena consapevolezza del suo personalissimo modo di fare arte: i crateri, le lacerazioni, le macchie della tela, si impongono sul supporto martoriato senza indugi. Apparentemente simile ad un collage, Burri rifiuta qualsiasi possibile interpretazione tradizionalista dello stesso: non untrompe-l’oeil di vocazione cubista, né un lavoro di sovversione in spirito dadaista. Diversi sono i materiali utilizzati nell’opera, diverse le loro consistenze; più che dialogare tra loro, allora, come ci si aspetterebbe in un collage, sembrano invece discutere, farsi la guerra. E di fatto le parti che compongono il lavoro non sono neppure giustapposte, semmai sovrapposte: il tondo rosso ad esempio, un sole ribollente, una macchia di sangue, pretende di essere presente, come un fungo, una malattia. Bianco 1952 è allora una parodia di un collage, senza intenti di rivolta, senza risvolti ironici.

LOTTO 24 - Alberto Burri, Bianco 1952, 1952. Stima: 300-400.000 euro

LOTTO 24 – Alberto Burri, Bianco 1952, 1952. Stima: 300-400.000 euro

Chiude la selezione di opere di Burri Cellotex del 1980 (Lotto 37, stima: 150-200.000 euro) che fu esposto nel 1984 nella grande retrospettiva milanese, curata da Carlo Pirovano, a Palazzo Citterio.

Tra Spazialismo e Gruppo Zero

 

A poco più di un mese dal record stabilito durante l’ultima Italian Sale con La Fine di Dio (15.9 mln £), l’opera di Lucio Fontana torna nell’asta milanese di Sotheby’s con tre perfetti esempi delle diverse ricerche condotte dall’artista: Tagli, Buchi e Teatrini. A cui si aggiunge una piccola selezione di ceramiche. Lotto di punta di questa selezione di lavori del padre dello Spazialismo , il Concetto Spaziale, Attese scelto per la copertina del catalogo (Lotto 21, stima 1-1.5 mln euro). Realizzata nell’ultimo anno di vita dell’artista (1968), quest’opera radicalmente concettuale ma anche delicatamente lirica, è un brillante esempio della serie dei tagli di Lucio Fontana e si posiziona all’apice della prodezza compositiva dell’artista che fonde la sua piena maturità artistica con l’espressività gestuale dei tagli eleganti e del colore vibrante.

LOTTO 21 - Lucio Fontana, Concetto Spaziale, Attese, 1968. Stima: 1-1.5 mln euro.

LOTTO 21 – Lucio Fontana, Concetto Spaziale, Attese, 1968. Stima: 1-1.5 mln euro.

Quattro tagli, quasi identici l’un l’altro, sono incisi nella tela, intercettati da un quinto che, cadendo in diagonale, enfatizza la solenne complessità di questa serena composizione. L’orchestrazione dei tagli allude alla potenza ontologica dello stesso, e vela il lavoro di un senso di movimento evocante l’aspetto fisico e performativo del tagliare la tela. La forza cromatica del giallo squillante, intenso, non si veste semplicemente del potere simbolico della luce e dell’idea della creazione, ma è enfatizzata dal contrasto col nero profondo delle telette (le strisce di garza nera posizionate dietro ogni taglio). Da Fontana, a Paolo Scheggi, anche lui reduce dal un recente record stabilito proprio a Milano nell’asta di maggio. Scheggi è presente in catalogo con una selezione di opere tra le quali spicca la bellissima Intersuperficie curva del 1964 (Lotto 9, stima: 260-260.000 euro). Opera appartenente alla serie più iconica dell’artista, in cui su fondo neutro vengono applicate due tele forate sovrapposte che creano un suggestivo gioco di ombre che la rende unica. Intersupercifie curva, peraltro, ha fatto parte della prestigiosa collezione della Galleria Smith di Bruxelles che, al tempo, era la “casa” dei più influenti artisti d’avanguardia oltre ad essere una delle gallerie europee più importanti dell’epoca.

LOTTO 9 - Paolo Scheggi, Intersuperficie Curva, 1964. Stima: 260-360.000 euro

LOTTO 9 – Paolo Scheggi, Intersuperficie Curva, 1964. Stima: 260-360.000 euro

Oltre a Scheggi, il catalogo di Sotheby’s propone anche una bella selezione di opere di Bonalumi, Castellani e Simeti. Ma di particolare interesse, visti anche gli attuali trend di mercato, è l’attenzione rivolta a quelle che furono le “gemmazioni” italiane del Gruppo Zero oltre Azimuth: Gruppo T e Gruppo ENNE. Per quanto riguarda quest’ultimo, ci piace sottolineare le due opere di Alberto Biasi presenti in catalogo: Dinamica Visiva (1967), che fu esposta all’Esposizione Universale di Montréal, e Politipo del 1969 (Lotti 113 e 114, stima 60-80.000 euro). Proprio a Biasi, peraltro, è dedicata la bella mostra del MARCA di Catanzaro che vi abbiamo segnalato sabato: Alberto Biasi, Start Up and Environment.

LOTTO 114 - Alberto Biasi, Politipo, 1969. Stima: 60-80.000 euro

LOTTO 114 – Alberto Biasi, Politipo, 1969. Stima: 60-80.000 euro

Grazie Varisco e Davide Boriani, invece, sono gli artisti selezionati da Sotheby’s per rappresentare il Gruppo T, rispettivamente con Superficie Magnetica (1965-67) e Reticolo Frangibile  R+N ortogonale + inclinato (1970). Le due opere sono inserite in catalogo ai lotti 7 e 111 con stime di 25-35.000 e 20-30.000 euro. Ma in catalogo non mancano, in questa focus, opere di: Dadamaino, Toni Costa, Di Luciano e Grignani.

 

Occhio a Giorgio Morandi

 

Oltre a Burri e Fontana, è Giorgio Morandi il probabile terzo protagonista dell’asta di Palazzo Serbelloni che comprende anche una selezione di opere di Arte Povera – tra le quali ci piace ricordare Tricolore (Lotto 1, stima 40-60.000 euro) di Salvatore Mangione, in arte Salvo, con cui l’asta rende omaggio all’artista scomparso pochi mesi fa -, alcuni lavori di Vincenzo Agnetti, oltre a dei focus sulla Scultura, sulla Pop Art romana, sulla Scuola Romana e sull’Astrattismo. Ma torniamo a Morandi. A 125 anni dalla sua scomparsa, il mercato dell’artista bolognese potrebbe essere ad un punto di svolta complice, non tanto la bella mostra attualmente in corso al CIMA – Center for italian Modern Art di New York, quanto quella inaugurata il 6 novembre scorso, sempre nella Grande Mela, dalla David Zwirner Gallery, una delle più importanti ed influenti del mondo. Fino ad oggi, infatti, il successo commerciale dell’opera di Morandi è sempre stato continuo, ma graduale e anche se nel 2008 si è avuta la sua consacrazione definitiva a livello internazionale, grazie alla mostra che gli ha dedicato il Metropolitan di New York, i suoi lavori raramente superano il milione di euro e il suo attuale record, stabilito il 16 ottobre scorso durante l’Italian Sale di Christie’s, è di poco superiore ai 3.8 milioni di euro. L’interesse di Zwirner per l’artista italiano potrebbe, in questo senso, produrre in tempi abbastanza brevi una accelerazione del suo mercato. Ovviamente non è detto che questo accada a Milano, ma l’appuntamento di Palazzo Serbelloni, potrebbe essere una delle ultime occasioni per acquistare un’opera di Morandi a prezzi “contenuti”. Peraltro le due opere in catalogo sono ottimi lavori. La prima è una Natura Morta del 1948 (Lotto 16, stima: 600-800.000 euro) che in passato ha fatto parte della collezione del Visconte Marmont.

LOTTO 16 - Giorgio Morandi, Natura Morta, 1948. Stima: 600-800.000 euro

LOTTO 16 – Giorgio Morandi, Natura Morta, 1948. Stima: 600-800.000 euro

Si tratta di una natura morta realizzata nella piena maturità dell’artista bolognese, in cui l’accento va posto sul ruolo della bottiglia bianca centrale – elemento che ritorna spesso nelle opere di questo periodo – che “regge” la struttura dell’intera composizione. Il secondo lavoro in catalogo, invece, è un Paesaggio del 1943 (Lotto 27, stima 180-250.000 euro) che vanta una ricca storia espositiva, dal Kunstmuseum di Winterthur (1956) alla mostra madrilena del 1984, passando per il Museo d’Arte Moderna di San Paolo per la Biennale di Venezia (1966) e la GNAM di Roma (1973).