Aste: appuntamenti da Farsetti, Blindarte e Capitolium

aste farsetti blindarte e capitolium novembre 2016

Il calendario delle aste italiane è ormai completo e le opere pronte per essere messe all’incanto. Oggi chiudiamo la nostra lettura dei cataloghi più interessanti, tra quelli proposte nelle varie sale room del nostro Paese,  con la presentazione degli appuntamenti con l’arte moderna e contemporanea di Farsetti Arte (25-26/11), Blindarte (29/11) – che esordisce nella sua nuova sede di Milano – e Capitolium (30/11). Tre eventi che, complessivamente, vedranno battute ben 928 opere. Ma vediamo quali saranno i lotti più interessanti offerti dalle tre case d’asta. 

 

Farsetti e quello Chagall da sogno

 

Apriamo questa nostra lettura “congiunta” con il catalogo di Farsetti Arte che, tra i tre selezionati, è certamente quello più ricco. Ben tre le tornate dell’asta n. 178 che la casa d’aste batterà a Prato tra il 25 e i 26 novembre, suddivise in due parti: la prima, di ben 408 lotti, dedicata all’arte moderna e contemporanea e la seconda di sola arte moderna. Ed è in questa seconda parte, che sarà offerta in asta il 26 novembre a partire dalla ore 16, che incontriamo le opere più importanti. Tra i 104 lavori che saranno messi in vendita, il top lot assoluto è un’importante tela di Marc Chagall, intitolata Arbre et maisons del 1970 e valutata 1.600.000-2.400.000 euro.  Si tratta di una delle più intense ed emozionanti tra le opere del grande pittore russo e sintetizza gran parte delle tematiche stilistiche e poetiche del suo mondo, costruito su un delicato equilibrio tra la realtà e la fantasia, tra la vita concreta ed il sogno.

LOTTO 592 - Marc Chagall, Arbre et maisons, 1970.

LOTTO 592 – Marc Chagall, Arbre et maisons, 1970.

Non meno significative le opere di Alberto Burri e di Agostino Bonalumi, stabilmente presenti nelle principali vendite internazionali: di Alberto Burri sarà proposto Nero cretto, del 1975 (lotto 577, stima: 1.400.000-2.200.000 euro), di Agostino Bonalumi troviamo, invece,  Bianco (tela estroflessa e tempera vinilica, cm 140×130, stima: 100.000/150.000 Euro).

LOTTO 597 - Alberto Burri, Nero Cretto, 1975

LOTTO 597 – Alberto Burri, Nero Cretto, 1975

Segnaliamo inoltre due opere di Giorgio Morandi: Cortile di via Fondazza, dipinto nel 1935 (lotto 577, stima: 1.000.000-1.300.000 euro) e Natura morta, dipinta nel 1953 (lotto stima: 450-600.000 euro).

LOTTO 577 - Giorgio Morandi, Cortile di via Fondazza, 1953.

LOTTO 577 – Giorgio Morandi, Cortile di via Fondazza, 1953.

Tra le opere di maggior importanza storica e artistica spicca una scultura di Libero Andreotti, raffigurante una Baccante, del 1920 (scultura in bronzo a cera persa, esemplare unico, fusione Capecchi, altezza cm 132, stima: 180-220.000 Euro). L’opera è stata esposta alla mostra personale dell’artista alla Galleria Pesaro di Milano nel 1921, alla Primavera Fiorentina del 1922 e ad altre importanti mostre, come la rassegna Arte Moderna in Italia: 1915-1935, tenutasi nel 1967 nelle sale di Palazzo Strozzi a Firenze.

LOTTO 515 - Libero Andreotti, Baccante, 1920.

LOTTO 515 – Libero Andreotti, Baccante, 1920.

Questa Baccante (conosciuta anche come Figura femminile) è il primo e maggior esempio del nuovo stile dell’artista ed è un’opera decisiva del passaggio dall’iniziale temperie liberty-deco dei primi due decenni del Novecento, ad una visione veramente nuova, novecentista in termini di modernità, del linguaggio plastico andreottiano, che poi si dispiegò nelle grandi opere monumentali successive.

Mimmo Paladino, Interno con stagno, 1988

LOTTO 409 – Mimmo Paladino, Interno con stagno, 1988. Stima: 180-280.000 euro

Nella prima parte dell’asta (sessione 2) i lotti di punta sono, invece, una Superficie bianca di Enrico Castellani del 1980 (lotto 438, stima: 320-450.000 euro) e Interno con Stagno di Mimmo Paladino. Datata 1988, questo olio su tela, presente al lotto n. 409, è valutato 180-280.000 euro.

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Sono da segnalare, infine, Liberty Verticale (1968) di Giosetta Fioroni (lotto 459, stima: 60-90.000 euro), un bel Senza Titolo del 1987 di Sandro Chia e una Dinamica Circolare / S+S+S / di Marina Apollonio del 1969 (lotto 448, stima: 35-45.000 euro).

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Blindarte nel segno di Scheggi

 

Debutto milanese per la napoletana Blindarte che, il 29 novembre prossimo alle ore 18, inaugura la nuova sede di Via Palermo 11 con un catalogo di arte moderna e contemporanea di 277 lotti, tra i quali spicca una Intersuperficie curva nera di Paolo Scheggi del 1967. L’opera, presentata al lotto 97 con una stima di 600-800.000 euro e scelta anche come immagine di copertina del catalogo, è un imponente acrilico nero su tre tele sovrapposte la cui rarità è data dalle grandi dimensioni (70x140x7 cm), dal colore e dal curriculum espositivo che comprende, tra le altre, la mostra Paolo Scheggi. Intercamera plastica del 1967 alla Galleria Naviglio 2, immortalata anche dal fotografo Ugo Mulas.

Paolo Scheggi, Intersuperficie curva nera, 1967

Paolo Scheggi, Intersuperficie curva nera, 1967

Oltre all’Intersuperficie di Scheggi, guidano l’asta due interessanti lavori di John Baldessari e Daniel Buren. Di Baldessari, al lotto 118, troviamo Elbow series: Emu del 1999 (stima: 100-150.000 euro), un trittico già esposto al Museo Sprengel di Hannover, allo Staatliche Kunstsammlungen Gemäldegalerie Neue Meister di Dresda ed al Museo di Capodimonte di Napoli. Di Buren, invece, il catalogo Blindarte propone l’importante Riflesso: une peinture en cinq parties pour deux murs, opera del 1980 composta da 5 oli su tela e di misura variabile a seconda della parete sulla quale viene installata. L’opera a strisce verticali blu e bianche è proposta in asta con una stima a richiesta (lotto 120).

Daniel Buren, Riflesso: une peinture en cinq parties pour deux murs, 1980.

Daniel Buren, Riflesso: une peinture en cinq parties pour deux murs, 1980.

Tra i top lot dell’asta anche una rarissima tela di Toshimitsu Imai: Rouge (1962). L’opera del grande maestro asiatico che forse più di tutti ha contribuito in maniera sostanziale al confronto tra la cultura artistica occidentale e quella orientale è stimata 60-80.000 euro (lotto 112). Al suo fianco una importante e bella tela di Hsiao Chin: L’orizzonte di Samantha del 1969 (lotto 111, stima 50-70.000 euro).

Toshimitsu Imai, Rouge, 1962.

Toshimitsu Imai, Rouge, 1962.

Scorrendo il catalogo Blindarte, passato un nucleo di 12 opere di Joseph Beuys e un gruppo pregevole di foto tra le quali alcune a  firma di Franco Fontana, Abbas Kiarostami, Cindy Sherman e Nan Goldin, al lotto 95 troviamo Acerbo,  olio e tecnica mista su tela del 1982 a firma di  Mario Schifano (stima: 40-60.000 euro). Chicca dell’asta: le 8 tempere (“8 Variazioni”) del 1954 di Luigi Veronesi, esposte nella mostra antologica a Palazzo Reale di Milano del 1989, e presentate in asta come lotto unico (n. 103) con una valutazione di 15-20.000 euro. Mentre è valutato 18-22.000 euro l’olio di Alfredo Chighine del 1959 dal titolo Serchio, presentato in asta al lotto 104.

Alfredo Chighine, Serchio, 1959

Alfredo Chighine, Serchio, 1959

Tra le opere di Arte Povera, infine, ci piace segnalare Cambiare l’immagine, rarissima opera su carta del 1973 a firma di Giuseppe Penone (lotto 85, tima: 18-25-000 euro); mentre al lotto 86 troviamo Caldo/Freddo (1970) di Gilberto Zorio. L’opera, valutata 16-22.000 euro, è un’importante lavoro su lavagna esposta alla Galleria Toselli nel 1970 e alla Galleria Sperone nel 1973. Chiude il catalogo un’ampia selezione di design.

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Capitolium: occhio a Afro, Sironi e Arte Cinetica

 

Si compone di 139 lotti suddivisi in due tornate la prossima asta di arte moderna e contemporanea che Capitolium batterà mercoledì 30 novembre nelle sale del bresciano Palazzo Cigola Fenaroli Valotti. Guida la prima sessione dell’asta (ore 17) l’olio su tela Ciaccona, opera di Afro datata 1951 e scelta anche come immagine di copertina per il catalogo. Valutato 30-40.000 euro, questo lavoro vanta passaggi in rilevanti collezioni pubbliche e private nazionali e internazionali.

Afro, Ciaccona, 1959

Afro, Ciaccona, 1959

Secondo lotto di punta di Capitolium un Senza titolo di Georges Mathieu del 1986 (lotto 63, stima 50-70.000 €). Top lot a parte, tra le opere che andranno in asta il 30 novembre prossimo a Brescia sono vari i lavori interessanti. In particolare due tele di Mario Sironi degli anni Venti: Paesaggio con albero e casa proveniente dalla Collezione Marzotto (lotto 40, stima 8-12.000€) e Nave ciminiere e gru passata (lotto 41, stima: 30-40.000 euro). Passata anche dall’Italian Sale di Sotheby’s del 2010, quest’opera è collocabile fra gli studi che l’artista predispose per la rivista milanese “Le industrie italiane illustrate”, con cui collaborò tra il 1920 e il 1921.

Mario Sironi, Nave ciminiere e gru, anni Venti.

Mario Sironi, Nave ciminiere e gru, anni Venti.

Nella seconda parte dell’asta, che sarà battuta a partire dalle ore  20, mi piace segnalare un lavoro di Eugenio Miccini del 1979: Body Poem (lotto 75, stima: 2.500-3.000 euro). Ma in questa tornata è l’arte ottico-cinetica a guidare le danze, con un Volume di Dadamaino del 1961 (lotto 104, stima: 25-35.000 euro), Line 7 di Marina Apolloni – opera appartenetene alla serie Line, composta di 8 lavori, esposta nel 1975 alla Galleria Method di Bergamo (lotto 105, stima: 18-24.000 euro).

Gruppo Enne, Rilievo dinamico, 1964.

Gruppo Enne, Rilievo dinamico, 1964.

Sempre per la selezione di opere di arte ottico-cinetica, da segnalare Rilievo dinamico (1964) del Gruppo Enne presentato al lotto 112 con una valutazione di 20-30.000 euro).

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