Aste internazionali: il mercato riparte da Burri e Manzoni

Alberto Burri, Sacco e Rosso, 1959 (particolare). Esposto al Guggenheim di New York in occasione della retrospettiva Alberto Burri: The Trauma of Painting, questo capolavoro di Burri passerà in asta da Sotheby's London il 10 febbraio prossimo con una stima di 9-12 milioni di sterline.
Alberto Burri, Sacco e Rosso, 1959 (particolare). Esposto al Guggenheim di New York in occasione della retrospettiva Alberto Burri: The Trauma of Painting, questo capolavoro di Burri passerà in asta da Sotheby's London il 10 febbraio prossimo con una stima di 9-12 milioni di sterline.

Febbraio è iniziato e si avvicinano, come di consueto, i primi test importanti per il mercato dell’arte. Test ancora più significativi viste le nubi che da dicembre si stanno addensando sui mercati finanziari e che potrebbero influire, e non poco, sull’andamento delle vendite. Occhi puntati, allora, su Londra dove dal 9 al 13 febbraio si terranno le prime evening sale del 2016 che vedono, ancora una volta, gli artisti italiani tra i principali protagonisti dei cataloghi che saranno messi in vendita da Sotheby’s, Christie’s Phillips. Da seguire con attenzione l’andamento delle opere di Alberto Burri, artista in odor di record dopo le celebrazioni dello scorso anno per il Centenario della sua nascita e che vede passare in asta da Sotheby’s uno dei Sacchi esposti al Guggenheim di New York in occasione della retrospettiva Alberto Burri: The Trauma of Painting. Grandi aspettative anche per Piero Manzoni che, dopo un 2015 abbastanza modesto, torna sul mercato con due opere di pregio. Da tenere sotto osservazione, infine, le performance di Giorgio Griffa e Alberto Biasi, che negli ultimi anni hanno fatto registrare un rinnovato interesse da parte del mercato, e di Mimmo Rotella, presente nel catalogo di Phillips con un lavoro che potrebbe puntare al record.

 

Alberto Burri: aspettando il nuovo record

 

Nei cataloghi delle aste londinesi della prossima settimana non mancano, ovviamente, opere di Lucio Fontana, Agostino Bonalumi e degli altri italiani che, in questi anni, hanno fatto crescere il mercato dell’arte nostrana. Ma il vero protagonista di questo febbraio è solo lui: Alberto Burri. I festeggiamenti per il centenario della sua nascita, culminati con la retrospettiva del Guggenheim Museum di New York (la prima negli USA dal 1978) e la mostra alla Mazzoleni Gallery di Londra,  hanno fatto crescere l’attenzione dei collezionisti internazionali per l’artista di Città di Castello e tutti gli analisti sembrano essere concordi sul fatto che il 2016 sarà il suo anno. Dei tre italiani riconosciuti come tra i più influenti per gli sviluppi dell’arte del dopo guerra in Italia, Europa e Stati Uniti, Burri è, fino ad oggi, quello che ha raccolto meno riconoscimenti sul mercato: il suo record è di appena 4.100.000 £, mentre sia Lucio Fontana che Piero Manzoni, in questi anni, hanno visto i loro prezzi lievitare considerevolmente, volando entrambi sopra i 10 milioni di sterline. Adesso con la messa in asta ,nella evening sale di Sotheby’s (10/02), di Sacco e Rosso (1959) con una stima di 9-12 milioni di sterline il suo mercato sembra essere giunto ad un punto di svolta. (Leggi -> Buon Compleanno Mr Burri)

Aberto Burri, Sacco e Rosso, 1959.

Aberto Burri, Sacco e Rosso, 1959.

Parte della serie più ambita dai collezionisti, tra quelle create nella sua carriera da Burri, il Sacco e Rosso offerto da Sotheby’s è un’opera di inarrivabile qualità, uno degli ultimissimi Sacchi realizzati dall’artista e, soprattutto, il più grande (149,9 x 129,5 cm) dei 15 Sacco e Rosso esistenti. Un’altra versione è parte della collezione permanente della Tate Modern di Londra. Questo lavoro, peraltro, si presenta con una storia espositiva degna di nota, che comprende Palazzo Grassi a Venezia (1959), Stedelijk Museum di Amsterdam (1961) e culmina proprio nell’importante retrospettiva di New York al Solomon R. Guggenheim MuseumThe Trauma of Painting, ora in tour a Düsseldorf presso la Kunstsammlung Nordrhein Westfalen. Oltre a Sacco e Rosso, nelle aste londinesi della prossima settimana, andrà in vendita anche un Legno del 1959 inserito nel catalogo della evening sale di Phillips (09/02) con una stima 1.8 – 2.5 milioni di sterline. Opera che torna sul mercato dopo oltre 50 anni: fu acquistata, infatti, dall’attuale proprietario agli inizi degli anni Sessanta direttamente dall’artista e, da allora, non è neanche mai stata esposta se non nel 1969 in una mostra alla Fondazione Michetti di Francavilla a Mare.

 

Il ritorno di Piero Manzoni

 

Dopo il record realizzato nel 2014, il 2015 è stato un anno abbastanza modesto per il mercato di Piero Manzoni. E questo, in primo luogo, per il livello delle opere passate in asta. A fronte di un numero maggiore di lotti (30 contro i 22 del 2014) e un tasso molto basso (22%) il suo fatturato in asta è stato di appena 5 milioni di euro con un prezzo medio di aggiudicazione di poco superiore ai 200.000 euro. Due anni fa aveva superato ampiamente i 22 milioni di fatturato con un prezzo di aggiudicazione che, mediamente, era superiore a 1.2 milioni. Adesso, un suo Achrome del 1958 guida la evening sale di Phillips (09/02) con una stima di  5-7.000.000 £ quando il duo record attuale è di poco superiore a 11.2 milioni.

Piero Manzoni, Achrome, 1959

Piero Manzoni, Achrome, 1959

Nell’Italian Sale di Sotheby’s del 25 ottobre 2000, questo stesso lavoro era stata acquistato dall’attuale proprietario per 420.000 £. Difficile dire se quest’opera riuscirà a battere il record del 2014 che fu realizzato da un Achrome simile, del tipo a tela grinzata e caolino, ma di dimensioni maggiori e, più che altro, appartenente ad una serie di 9 i cui altri esemplari erano quasi tutti all’interno di importanti collezioni museali.  Ma vista la stima elevata e il fatto che da oltre un anno mancano dal mercato pezzi significativi di Manzoni, la sorpresa ci potrebbe anche stare. Oltre al fatto che il 9 febbraio prossimo aprirà, presso la Mazzoleni Gallery di Londra la retrospettiva Piero Manzoni. Achromes: Linea Infinita curata da Gaspare Luigi Marcone. Un secondo Achrome (1959) di questo tipo, inoltre, è inserito anche nella evening sale di Sotheby’s del giorno successivo (10/02), ma con una stima decisamente più bassa 2.5-3.5 milioni di sterline. (Leggi -> Italian Sales: l’arte italiana va in “bianco”)

 

Sotto osservazione: Giorgio Griffa e Alberto Biasi

 

L’anno appena iniziato sarà importante per capire a che punto è la rivalutazione della Pittura Analitica e dell’Arte Cinetica e Programmata, con particolare riferimento all’opera di Giorgio Griffa ed Alberto Biasi che, per quanto riguarda il fronte italiano di queste ricerche, sono sicuramente tra gli artisti da tenere sotto osservazione. Di Griffa sono presenti nella day sale di Christie’s (12/02) due opere degli anni Settanta, entrambe presentate con stime piuttosto conservative: Senza titolo (strisce orizzonatali) del 1973 e 2 Colori del 1970 stimate rispettivamente 7 – 10.000 £ e 15 – 20.000 £. Poco più di un test di mercato, dunque, anche se il record di questo artista – pari a 39.060 £ –  è stato realizzato nel 2014 partendo da una base non dissimile. Va anche detto che, oggi, i prezzi in galleria di Griffa sono ben più alti. Sarà interessante vedere, quindi, quale sarà la risposta del collezionismo internazionale per queste due proposte anche alla luce dell’importante retrospettiva che la galleria Casey Kaplan gli ha dedicato a New York. (Leggi -> Pittura Analitica: bilancio di una riscoperta)

Alberto Biasi, Torsione Dinamica, 1968

Alberto Biasi, Torsione Dinamica, 1968

Alberto Biasi, invece, è presente nella stessa asta con una Torsione Dinamica del 1968 inserita in catalogo con una stima di 30 – 50.000 £ che potrebbe anche aspirare ad un nuovo record. La migliore aggiudicazione realizzata in asta dal fondatore del Gruppo N è di 85.812 £ ed è stata ottenuta da un’opera simile che partiva da una stima decisamente più bassa da Christie’s Milano nell’aprile dello scorso anno. Il mercato di Biasi negli ultimi tre anni ha conosciuto una crescita considerevole con un’evoluzione dei prezzi, nel 2015, del 40% e addirittura del 273% dal 2003 ad oggi. E se il suo mercato è ancora principalmente italiano è in atto un importante processo di internazionalizzazione, a dimostrazione del rinnovato interesse del collezionismo internazionale per l’arte cinetica, iniziato nel 2006 con la mostra Light Art from Artificial Light, organizzata dal ZKM di Karlsruhe in Germania, e culminato con l’esposizione Dynamo: A Century of Light and Motion in Art del 2013 al Grand Palais di Parigi e la selling exhibition di Christie’s Turn Me On: European and Latin American Kinetic Art 1948-1979 del 2014.

 

Mimmo Rotella e gli altri italiani in asta

 

Oltre a quelli citati, nei cataloghi delle aste in programma a Londra la prossima settimana ci sono anche un po’ tutti gli italiani star del mercato, da Lucio Fontana a Enrico Castellani, passando per Pistoletto, Boetti e Stingel, ma difficilmente si vedranno risultati di rilievo: le opere presentate, infatti, non sono di altissimo livello e tutte con stime nella media delle loro aggiudicazioni. Non mancano neanche gli esponenti delle nuove generazioni – Lara Favaretto, Maurzio Cattelan, Marco Palmieri -, ma tra tutti  gli altri italiani presenti in asta, Mimmo Rotella ci sembra quello che potrebbe portare a casa l’aggiudicazione più importante. Presente nel catalogo della evening sale di Phillips con un Untiteld del 1964 (stima: 400 – 600.000 £), potrebbe aspirare, infatti, ad un nuovo record. Attualmente la sua aggiudicazione più alta è di 450.000£ e risale al 2003.

Mimmo Rotella, Untitled, 1964

Mimmo Rotella, Untitled, 1964

 

Nella stessa vendita, presenti anche un Untitled del 1972 di Pier Paolo Calzolari (stima: 150 – 200.000 £) e Rosso (1966) di Agostino Bonalumi (stima: 200 – 300.000 £). Vedremo se saranno in grado di insidiare i rispettivi record d’asta attualmente fissati a 384.000 e 520.000 £. Calzolari, peraltro, è presente anche nel catalogo della evening sale di Christie’s (11/02) con un Untitled del 1975 (stima: 120 – 180.000 £). Nella day sale di Sotheby’s dello stesso giorno, invece, passerà in asta la scultura Intervallo (Athena), opera del 1985 di Giulio Paolini ed inserita in catalogo con una stima di 100-150.000 £. Attualmente il record di Paolini in asta è di 344.136 £ ed è stato realizzato nel novembre scorso.