Aste Italia: Blindarte Vs. Finarte

Le copertine dei cataloghi di Blindarte e Finarte. Le due case d'asta batteranno la lo asta di arte moderna e contemporanea il 30 maggio prossimo a Milano.

Stessa città (Milano), stesso giorno (30 maggio), stesso orario (le ore 18).  A separarle: appena 700 metri, che a piedi richiedono giusto 9 minuti. I collezionisti martedì prossimo avranno un bel grattacapo nel caso i cataloghi di Blindarte e Finarte contenessero entrambi opere di loro interesse. Sì, perché le due case d’asta hanno fissato le rispettive aste primaverili d’arte moderna e contemporanea nello stesso momento. Un fatto che è assolutamente frutto del caso, ma che la dice lunga su come il nostro mercato, e la piazza milanese in particolare, sia sempre più congestionato. Ovviamente tra le due case d’asta non vi è alcuna rivalità (almeno apparentemente), ma sarà interessante seguire questa “gara” e vedere quanto potere abbia oggi Milano come capitale italiana del contemporanea. E chi abbia messo in insieme il catalogo di maggior appeal per i clienti italiani e non, tra una Blindarte che gioca fuori casa – è nata negli anni Novanta a Napoli dove ha il suo quartier generale  – e la rinata Finarte, che un anno e mezzo fa puntava al vertice del “campionato”, ma che è ancora in cerca di conferme. Noi ovviamente non facciamo il tifo per nessuno, se non per la qualità dell’offerta. Diamo allora uno sguardo alle formazioni (si legga: cataloghi) che le due contenenti schiereranno in campo il prossimo 30 maggio per un totale di 573 lotti.

 

Blindarte: un catalogo classico, ma non troppo

 

Catalogo più che ampio quello che Blindarte batterà nella sua sede milanese di Via Palermo 11.  Sono, infatti, ben 330 i lotti messi insieme dalla casa d’aste milanese per la sua vendita del 30 maggio prossimo, tra i quali spiccano però vari pezzi interessanti e provenienti da importanti collezioni private, come nel caso delle tre tempere su masonite di Alberto Savinio che troviamo ai lotti 46, 47 e 48 – tutte con una stima di 50-80.000 euro -, provenienti dalla  Collezione d’arte della Tirrenia, come la scultura Ritorno di Ulisse, opera museale del 1965 a firma di Emilio Greco (lotto, stima: 12-18.000 euro). Ma tra i primi lotti troviamo anche  Cordiali Saluti dall’Entropia – Errore, lavoro storico di Gianfranco Baruchello eseguito nel 1963 e presentato al lotto 130 con una stima di 20-25.000 euro.

LOTTO 46 - Alberto Savinio, Cavaliere alla fonte (omaggio ad Ariosto), 1949. Tempera su masonite cm 78x58

LOTTO 46 – Alberto Savinio, Cavaliere alla fonte (omaggio ad Ariosto), 1949. Tempera su masonite cm 78×58

Il lotto di punta dell’asta Blindarte è senza dubbio il n. 165, dove troviamo uno straordinario dipinto del 1980 a firma di Mimmo Paladino: Pasto. Scelto anche per la copertina del catalogo e valutato 100-150.000 euro, questo lavoro è uno dei primi e più significativi esempi di quella Transavanguardia che, teorizzata da Achille Bonito Oliva, aspetta di tornare a nuova gloria.  Ma tra le opere più importanti che saranno battuta il 30 maggio in via Palermo, spicca anche Muri di cemento n. 124, la voro del 2001 di Giuseppe Uncini proposto al lotto 162 con una stima di 60-80.000 euro.

LOTTO 165 - Mimmo Paladino, Pasto, 1980. Olio, assemblaggio e tecnica mista polimaterica su tre tele cm 183 x 304,5 x 11

LOTTO 165 – Mimmo Paladino, Pasto, 1980. Olio, assemblaggio e tecnica mista polimaterica su tre tele
cm 183 x 304,5 x 11

E nella prima metà dell’asta sono da tenere sott’occhio anche il terzetto di opere che va dal lotto 154 al 156. La prima è un’elegante lamiera smaltata  di Jannis Kounellis del 2014. Esposta in una delle sue ultime personali a Napoli quest’opera è stimata 50-70.000 euro. Segue un Cronotopo del 1966 di Nanda Vigo, valutato 30-40.000 euro e una bella Superficie a testura vibratile 71076 del 1976 a firma di Getulio Alviani. In questo caso la stima è di 40-60.000 euro.

LOTTO 156 - Getulio Alviani, Superficie a testura vibratile 71076, 1971. Alluminio cm 72x72

LOTTO 156 – Getulio Alviani, Superficie a testura vibratile 71076, 1971. Alluminio
cm 72×72

Subito Dopo il Paladino del 1980 troviamo, invece, un altro quartetto di opere particolarmente interessante: la grande tela Afferrare la magia di Carla Accardi del 2003 (lotto 166), già esposta alla personale dell’artista al MACRO nel 2005 e stimata 30-40.000 euro; il particolare arazzo di Alighieri Boetti, Simmetrie Speculari, del 1990 proposto al lotto 167 con una stima di  30-40.000 euro; e 2 opere di Gerhard Richter, le vere e proprie chicche di quest’asta:  Miniatures del 1996 (lotto 168) e 23 Feb. 2001 del 2001 (lotto 169) entrambe stimate 45-65.000 euro.

LOTTO 166 - Carla Accardi, Afferrare la magia, 2003. Olio su tela, cm 110x160

LOTTO 166 – Carla Accardi, Afferrare la magia, 2003. Olio su tela, cm 110×160

Scorrendo il catalogo si fa poi notare, per bellezza e rarità, anche Avalanche:  olio su tela di Toshimitsu Imai, datata 1963 e proveniente dalla galleria Il Centro (lotto 170, stima 40-60.000 euro). Da notare, infine, anche una singolare opera di Urs Luthi, the remains of charity: The Jogger, scultura-autoritratto in gesso bianco e motorizzata, che gira su se stessa all’interno di una vetrina. L’opera già esposta presso la Galerie Lelong, è proposta al lotto 184 con una valutazione di 15-20.000 euro. Completa l’offerta di Blindarte di questa primavera una bella selezione di fotografia che vede, tra gli altri, lavori di Shirin Neshat,  Andres Serrano, Aleksandr Rodcenko, Mimmo Jodice e Tracey Moffat, protagonista in questi giorni alla Biennale di Venezia. Ma di opere meritevoli il catalogo di Blindarte ne offre veramente molte. Si tratta di una selezione, peraltro, riesce a proporre, come si è visto, opere di pregio a firma di nomi un po’ diversi da quelli che, abitualmente, si vedono nei cataloghi italiani. Il consiglio è quindi quello di studiarlo con attenzione. 

SFOGLIA IL CATALOGO -> ASTA BLINDARTE N. 83 – Arte Moderna e Contemporanea + Design

 

Finarte scommette sui “must” del momento

 

Più “classico”, ma di ottima qualità anche il catalogo di Finarte che il 30 maggio prossimo, nel palazzo della Permanente di Via Turati 34 a Milano metterà all’incanto 243 lotti, frutto di una attenta selezione di opere che rappresentano numerosi movimenti e portano la firma dei principali autori del XX secolo italiano, oltre a molti lavori di artisti contemporanei, con una presenza significativa anche di nomi internazionali. Dadamaino ed Emilio Isgrò vengo rappresentati da un nutrito nucleo di opere che ripercorrono le ricerche artistiche ed estetiche sviluppate durante gli anni ’60 e ’70. Di Dadamaino i collezionisti possono trovare diversi lavori interessanti provenienti da importanti collezioni private: un Oggetto ottico dinamico realizzato tra il 1962 e il 1964 (lotto 179, stima: 30-40.000 euro), un Volume a moduli sfasati arancione del 1960 (lotto 182, stima: 25- 35.000 euro), e i quattro elementi della Ricerca del colore del 1968 (lotto 205, stima: 20-25.000 euro).

Dadamaino, Volume a moduli sfasati, 1959 -1962, plastica nera fustellata su telaio singolo, 60 x 40 cm, 22.000 - 28.000 euro

Dadamaino, Volume a moduli sfasati, 1959 -1962, plastica nera fustellata su telaio singolo, 60 x 40 cm, 22.000 – 28.000 euro

Emilio Isgrò è quindi presente in catalogo con una selezione di opere che sviluppano quel “valore dell’assenza” onnipresente nella sua poetica, a partire dalle cancellature. Esemplare di questa riflessione sull’uso del linguaggio e sul problema dell’identità e della sua negazione è il ciclo di opere Dichiaro di non essere Emilio Isgrò, del 1971 (lotto 144, stima: 35-45.000 euro). Realizzato in sette varianti diverse per colore e disposizione delle testimonianze, la variante II è stata acquisita dagli Uffizi di Firenze nel 2014 ed è esposta nella galleria degli autoritratti.

Grande protagonista del catalogo è poi una corposa selezione di opere di arte analitica e cinetica, tutte valorizzate da importanti esposizioni e pubblicazioni. Un monumentale lavoro di Rodolfo AricòCasa prima, del 1970-1972, esposto alla mostra antologica di Palazzo Grassi a Venezia del 1974 e proveniente dalla collezione Vaf – Stiftung (lotto 184, stima: 50-70.000 euro); Elio Marchegiani con Grammature di colore del 1976, lavoro esposto alla mostra “Pittura Analitica. I percorsi italiani 1970–1980” realizzata alla Permanente di Milano nel 2008 e curata da Marco Meneguzzo (lotto 206, stima: 18-22.000 euro); la tela A26 di Claudio Verna, esposta alla Galleria del Milione di Milano nel 1973 (lotto 209, stima: 10-15.000 euro); Distruzione del quadrato con induzioni figurali multiple di Mario Ballocco del 1978  (lotto , stima: 8-12.000 euro). E in catalogo non potevano mancare anche due dei protagonisti italiani della Biennale di Venezia di quest’anno:  Giorgio Griffa, di cui Finarte propone Linee orizzontali del 1973 (lotto 195, 8-12.000 euro) e Riccardo Guarneri, presente con 5 strisce orizzontali, sfumatura centrale, 1975 (lotto 194, stima d’asta 4.000 – 6.000 euro).

Claudio Verna, Pittura, 1977, olio su tela, 140 x 200 cm, 12.000 - 18.000 euro

Claudio Verna, Pittura, 1977, olio su tela, 140 x 200 cm, 12.000 – 18.000 euro

È di Bruno Munari, invece, l’opera scelta per la copertina del catalogo: Macchina inutile, lavoro del 1952 che assembla metalli e un meccanismo di orologio presentato al lotto .. con una stima di 45-65.000 euro. Ancora una volta è poi presente la Pop Art italiana: in vendita, opere di Mimmo Rotella, come il décollage Caccia al Ladro, del 1972 (lotto 28, stima:40-60.000 euro); Franco Angeli, di cui spicca una tecnica mista su tela con velatino, United States of America del 1965 (lotto 18, stima: 18-22.000 euro), e Giosetta Fioroni (Volto di guerra, 1967, lotto 48, stima: 10-15.000 euro).

Gerardo Dottori, Aurora, 1935, tempera e idromatita su tavola, 57 x 44 cm, 25.000 - 35.000 euro

Gerardo Dottori, Aurora, 1935, tempera e idromatita su tavola, 57 x 44 cm, 25.000 – 35.000 euro

Per gli appassionati di arte moderna non manca, infine, un’accurata selezione di opere a firma dei maggiori protagonisti del Novecento italiano:  Giorgio Morandi, col disegno Natura morta del 1945 (lotto 110, stima: 23-28.000 €); Ennio Morlotti (lotto 109, Natura morta [sul tavolo con fruttiera bianca bottiglia nera e drappo rosso], 1942, stima: 16-22.000 euro); Gianni Dova (lotto 76, L’aggressione, fine anni ’60, stima: 12-18.000 euro). Presente poi un focus dedicato all’aeropittura con, tra le altre, un Gerardo Dottori (lotto 125, Aurora, 1935, tempera e idromatita su tavola, stima: 25-35.000 euro) e un Giulio D’Anna:  La radio e la carta stampata, 1932-1933, tempera e collage su carta intelata (lotto 129, stima: 15-18.000 euro). Anche in questo caso, però, oltre ai lotti più importanti, è bene studiare il catalogo anche nelle sue pieghe alla ricerca di qualche chicca. Il consiglio, quindi, è sempre quello: studiarlo con attenzione. Avete ancora qualche giorno per decidere

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