Londra: Christie’s incorona Paolo Scheggi

Londra, 11 febbraio 2015 – Un’altra serata all’asta si è consumata, con Christie’s che chiude la sua evening sale di arte contemporanea a 101.6 milioni di sterline. Totale che raggiunge i 117 milioni di sterline con il Buyer’s Premium. Le percentuali di venduto sono buone (92% di lotti  e 95% in valore), ma il totale e di circa un 2% inferiore di quello realizzato la sera prima da Sotheby’s. E come se questo non bastasse, la chiusura è inferiore del -7% rispetto a febbraio 2014, anche se superiore del +67% al risultato del 2013. Caratterizzata da un ritmo molto strano,  protagonisti della serata sarebbero dovuti essere Cy Twombly, Gerhard Richter e Francis Bacon, ma la vera star è stato Paolo Scheggi che, con Intersuperficie Curva Bianca, ha stabilito il suo nuovo record: 1.2 milioni di sterline ossia 1.6 milioni di euro. Ma ecco come andata.

Di lotto in lotto a caccia della stima media…

L’asta si è aperta con 4 Exhibition Guide, Chapter 15 (Diagonal Pink) di R.H. Quaytam che supera la stima minima, fissata ad 80 mila sterline, per raggiungere le 110.500 £. I motori si scaldano ma non troppo e si arriva al lotto n.5: Sculpture Éponge Rose (SE 207) di Yves Klein che conferma il buon risultato della sera precedente da Sotheby’s e viene aggiudicato a oltre 1.8 milioni, ossia il doppio delle aspettative. E’ poi il turno di Lucio Fontana con un Concetto Spaziale, Attese del 1965 che supera i 2 milioni di sterline, andando oltre la stima massima che lo voleva a 1.5 milioni. Una seconda opera di Klein, Relief Planétaire Bleu, (RP 17), supera i 1.5 milioni di sterline. Arriva, così, il turno del primo top lot della serata: Vierwaldstätter See (Lake Lucerne) di Gerhard Richter datato 1969 che però non riesce a scaldare i collezionisti come è invece avvenuto la sera prima da Sotheby’s, e viene aggiudicato per 15.7 milioni ad un acquirente anonimo al telefono.

Gerhard Richter, Vierwaldstätter See (Lake Lucerne), 1969

Gerhard Richter, Vierwaldstätter See (Lake Lucerne), 1969

I lotti scorrono senza grandi colpi di scena, un altro Fontana, un altro Klein, Andy Warhol, il cui Self-Portrait supera di poco la stima massima, un autoritratto di Basquiat che non raggiunge la minima aspettativa. Ma è il momento del lotto 17 e il banditore, Jussi Pylkkanen, chiama il secondo top lot della serata: Study for a Head (1955) di Francis Bacon. Si parte da 6 milioni, un attimo di timore, la sala sembra ferma poi, sospinti da Pylkkanen, si arriva ai 10 milioni finali. Niente di grave, la serata procede secondo le aspettative anche se con un ritmo strano, che vede le offerte salire rapidamente per rallentare, ogni volta, appena viene raggiunta l’aspettativa pre-asta. E questo accade anche con Untitled (New York City)  di Cy Twombly (lotto n. 26): le offerte partono piano e ci vuole tutta la bravura del banditore per raggiungere gli oltre 19.7 milioni di sterline dell’aggiudicazione finale che va ad un collezionista cinese al telefono.

Cy Twombly, Untitled (New York City), 1970

Cy Twombly, Untitled (New York City), 1970

Un altro Untitled di Twombly ha lo stesso andamento e così Karmin (Carmine)  di Gherard Richter che “galleggia” un po’ sui 9 milioni (stima minima) per poi essere battuto a 9.6. Ed è proprio questo ritmo che fa sì che il 53% delle opere in catalogo venga battuto entro o al di sotto della stima media.  

and the winner is… Paolo Scheggi

Ma è poco dopo la metà dell’asta che arriva l’unica vera sorpresa della serata. E’ da poco passata la Mappa del Mondo – L’insensata corsa della vita di Alighiero Boetti che, secondo le stesse dinamiche appena descritte,  ha rispettato le aspettative ma niente di più, quando sale sul “podio” Intersuperficie Curva Bianca di Paolo Scheggi. Data 1967 è la prima volta che questa opera appare sul mercato da quando, nel 1969, il collezionista che l’ha messa in vendita l’aveva acquistata direttamente dall’artista.

Paolo Scheggi, Intersuperficie curva bianca, 1967

Paolo Scheggi, Intersuperficie curva bianca, 1967

Si tratta di un lavoro particolare, realizzato da Scheggi all’apice della sua breve carriera che si concluderà nel 1971 all’età di 31 anni. L’artista si è appena trasferito dalla Toscana a Roma e Gillo Dorfles lo ha appena riconosciuto, assieme a Bonalumi e Castellani, come uno dei più importanti esponenti del movimento Pittura Oggetto che, sulla scia dei tagli di Lucio Fontana, sfida, con le sue opere, le dinamiche della percezione. Una sfida di cui, Intersuperficie Curva Bianca, con i suoi strati multipli di tela sagomata che creano un reale senso di profondità, è uno degli esempi più maturi. Nonostante questo, la stima in catalogo la vorrebbe in un range di 250-350 mila sterline e forse nessuno, veramente, si sarebbe aspettato questo exploit che vede rapidamente le puntate portare ai circa 1.2 milioni di sterline dell’aggiudicazione, nuovo record per l’artista e, soprattutto, risultato di quattro volte superiore alle aspettative. Pensate che il record precedente, del maggio 2014, superava di poco i 573 mila euro. L’asta finisce qui. I lotti che seguono riprendono il ritmo visto nella prima metà della vendita. Stasera tocca a Phillips de Pury chiudere questa prima settimana di aste dedicate all’arte contemporanea.