Aste 2014: il mercato italiano cresce del +11%

Dopo anni di estrema difficoltà, il mercato italiano delle aste torna a crescere e lo fa del +11%, recuperando in parte quel -14% registrato nel 2013. A dirlo è l’ultimo rapporto di artprice.com. Sullo sfondo, un 2014 che segna un nuovo record per le aste d’arte a livello internazionale con un fatturato globale che ha raggiunto i 15.2 miliardi di dollari: +26% rispetto al 2013 e addirittura +300% rispetto al decennio passato. Una crescita dovuta, in primo luogo, al mercato cinese – che riconquista la leadership scavalcando gli USA – e alla fascia alta del mercato occidentale. Basti pensare che nel 2014 sono state ben 1679 le aggiudicazioni che hanno superato il milione di dollari, quattro volte quelle realizzate negli ultimi dieci anni. E ben 116 opere sono state vendute per più di 10 milioni quando, tanto per fare un esempio, nel 2005 erano 18. Ed è proprio su queste aggiudicazioni, che nel loro complesso pesano solo per lo 0.4%, che si basa la forza del mercato statunitense e di quello inglese.

Italia meglio di Francia, Germania e Svizzera

Alla fine sembra che abbiano avuto ragione quegli operatori che, intervistati dall’Osservatorio Nomisma-LUM in occasione del rapporto 2013, avevano prospettato un 2014 all’insegna, quanto meno, della stabilità. Una previsione comprensibilmente cauta, visto che con il nuovo millennio il mercato delle aste nel nostro paese si è assottigliato in modo decisamente preoccupante. E anche se il +11% fatto registrare nel 2014 recupera solo in parte quanto perso in questi anni, credo sia giusto guardare con positività al futuro. Anche perché il nostro Paese torna nella Top 10 del mercato da cui, invece, era scomparso nel 2013. E lo fa con una performance che, in termini percentuali, è migliore di quella messa a segno da Francia (-10%), Germania (-3%) e Svizzera (-8%). Unico segno positivo in Europa, oltre al nostro, quello registrato nel Regno Unito (+35%), ma stiamo parlando, dal punto di vista delle aste, di un altro pianeta.

La ripartizione geografica del fattura delle aste 2014 nel mondo.

La ripartizione geografica del fattura delle aste 2014 nel mondo. Fonte: artprice.com

In attesa dell’Art Market Report 2015 di ArtsEconomics, che sarà presentato domani a The European Fine Art Fair (TEFAF) di Maastricht e che ci permetterà di entrare un po’ più nel dettaglio e di capire quali segmenti hanno determinato la performance italiana, il rapporto di artprice.com ci fa sapere che il nostro Paese ha recuperato strada anche in termini di quote mercato: oggi l’Italia pesa sullo scenario globale per lo 0.8%, mentre nel 2013 era scesa sotto lo 0.7%. Complessivamente, inoltre, le aste d’arte in Italia hanno generato un fatturato di 123 milioni di dollari, di cui 48 milioni sono attribuibili alle aste che si tengono a Milano, che si conferma capitale del mercato italiano. Un dato, questo, che spinge gli analisti di artprice.com ad una valutazione decisamente ottimistica per il futuro: «Considerando il gran numero di collezionisti che vivono nel Nord d’Italia – scrivono nel rapporto – è difficile non immaginare una significativa crescita del mercato italiano delle aste». E noi, ovviamente, ci auguriamo che questo avvenga realmente anche se, per una crescita che possa veramente ritenersi sostenibile e duratura, andrebbero certamente riviste, aggiornandole al XXI secolo, alcune delle leggi che regolano il nostro mercato. In primis quella sulla Notifica che, di fatto, impedisce alle case d’asta presenti nel nostro Paese di mettere in catalogo opere importanti che abbiano più di 50 anni.

Modigliani e Fontana trainano l’arte italiana nel mondo

La crescita del mercato italiano è difficilmente attribuibile all’impercettibile ripresa economica di cui si parla in questi giorni su tutti i quotidiani. Molto più probabile che sia un riflesso positivo del crescente interesse che il collezionismo internazionale ha per l’arte italiana di ogni epoca. Interesse che emerge in modo chiaro dalle due classifiche che chiudono il rapporto di artprice.com: la Top 100 delle aggiudicazioni in asta e la Top 500 degli artisti per fatturato in asta. Nella prima l’Italia è presente con 5 opere, tra le quali la Tête di Amedeo Modigliani venduta da Sotheby’s New York il 4 novembre scorso per la bellezza di 63 milioni di dollari (hammer price) e che si colloca al 5° posto.

Amedeo Modigliani, Tête, 1911-12. Battuta per 63 milioni di dollari da Sotheby's New York il 4 novembre scorso.

Amedeo Modigliani, Tête, 1911-12. Battuta per 63 milioni di dollari da Sotheby’s New York il 4 novembre scorso.

Ma ancor più significativa è la seconda classifica dove troviamo al 18° posto sempre Modigliani che, con 26 lotti passati in asta ha generato un fatturato circa 99 milioni di dollari. Seguono: al 25° posto Lucio Fontana (247 lotti e 82.2 milioni di fatturato); 73° Piero Manzoni (20 lotti / 29.4 mln $); 192° Agostino Bonalumi (97 lotti /9.6 mln $); 204° Gino Severini (44 lotti / 9.0 mln $); 205° Giorgio De Chirico (125 lotti / 9.0 mln $); 238° Bassano (1 lotto / 7.8 mln $); 286° Giorgio Morandi (65 lotti / 6.4 mln $); 325° Bartolomeo Cavarozzi (1 lotto / 5.5 mln $); 350° Carlo Carrà (21 lotti / 4.4 mln $); 372° Salvatore Scarpitta (16 lotti / 4.7 mln $); 386° Giovanni Domenico Tiepolo (36 lotti / 4.5 mln $); 390° Paolo Scheggi (23 lotti / 4.4 mln $); 396° Giovanni Battista Tiepolo (45 lotti / 4.3 mln $); 403° Michele Giovanni Marieschi (8 lotti / 4.2 mln $); 440° Sandro Botticelli (3 lotti / 3.7 mln $); 458° Bartolomeo Passante (1 lotto /3.6 mln $); 459° Giacomo Balla (54 lotti / 3.6 mln $); 487° Arnaldo Pomodoro (66 lotti / 3.3 mln $).