Aste: Milano, Christie’s e il “caso” Bonalumi

Il 2 e 3 aprile scorsi si è tenuta a Milano la seconda edizione della Milan Modern and Contemporary di Christie’s che ha avuto, tra gli altri, un protagonista insolito: Agostino Bonalumi, che ha ottenuto un record mondiale all’interno di un’asta che ha totalizzato 9.8 milioni di euro, realizzato 5 record e coinvolto collezionisti da 11 paesi diversi.

Grazie alle aste delle case internazionali Christie’s e Sotheby’s, capaci di richiamare collezionisti da più paesi del Mondo, Milano, ogni tanto, torna così protagonista del mercato dell’arte moderna e contemporanea. Con il sistema museale e di biennali che ci ritroviamo, il capoluogo lombardo potrebbe essere una capitale del mercato dell’arte al pari di Londra e New York, con aste che decretano il successo di artisti internazionali. Invece, capita più spesso che il successo a prezzi record dei nostri artisti avvenga all’estero, mentre in Italia si vive del riflesso di quello che si dice, al di fuori dei nostri confini nazionali,  dei grandi nomi e si continua, allo stesso tempo, a collezionare le opere di una varietà di autori italiani, con la pazienza e la speranza che, prima o poi, si possa beneficiare di una loro rivalutazione.

Agostino Bonalumi nel suo studio nel 1966 (Foto: Archivio Bonalumi)

Agostino Bonalumi nel suo studio nel 1966 (Foto: Archivio Bonalumi)

I risultati dell’asta Milan Modern and Contemporary di Christie’s sono stati comunicati come una conferma della centralità crescente dei Fontana, Castellani, Burri, Manzoni e Bonalumi nel sistema globale dell’arte. Se dovessimo rivolgerci ad un neofita del sistema dell’arte, questi sarebbe sicuramente a conoscenza dei valori milionari di Fontana, Burri e Manzoni, mentre Castellani sarebbe noto a tutti i frequentatori delle ultime fiere d’arte e a chi piace seguire le notizie e i record d’asta, che han visto la sua prima e unica, finora, aggiudicazione milionaria lo scorso 25 giugno 2013 da Christie’s a Londra (€1,879,520 per Superficie bianca n.34, 1966, 180 cm x 251.6 cm).

Agostino Bonalumi, invece, sarà noto più agli appassionati di storia dell’arte contemporanea italiana e ai frequentatori attenti delle gallerie e della moltitudine di musei dove sono conservate le sue opere. È lui il protagonista di quest’asta di Christie’s a Milano, con il suo record mondiale di 404,400 euro per Blu del 1969 e non solo. Mentre la quasi totalità delle aggiudicazioni degli altri lotti è rientrata nelle stime, tutte e cinque le opere di Bonalumi inserite in catalogo hanno superato di molto la stima massima.

Agostino Bonalumi, Blu, 1969 (Lotto 12). Aggiudicata da Christie's per 404.400 euro: record mondiale per l'artista

Agostino Bonalumi, Blu, 1969 (Lotto 12). Aggiudicata da Christie’s per 404.400 euro: record mondiale per l’artista

Una curiosità: i record precedenti di questo autore risalgono a vendite del 2008 e del 2010 realizzate a Londra da Christie’s e Sotheby’s, ammontano rispettivamente a €180,600 e €210,678, e sono stati realizzati da opere di misura extra large (180×250 cm circa), intitolate “Bianco”. L’attuale record, invece, è stato raggiunto da un’operaBlu del 1969, che misura 80×80 cm e può essere considerato più un oggetto volumetrico che una tela. E anche Rosso (1965), il primo lotto di Bonalumi andato all’asta il 3 aprile scorso,  è di misure minori rispetto ai precedenti record: 93 x 76,5 cm.

 

Agostino Bonalumi in asta a Milano: andamento storico

 

Lotti Christie’s 2014

Prezzo
(con buyer premium)

Stima

Aggiudicazione Precedente

Asta Precedente

n. 8 – Rosso, 1965 (93×76,5 cm)

€ 278.400

€ 100-130 mila
n. 12 – Blu, 1969 (80×80 cm)

€ 404.400

€70-100 mila

€ 2.703

26/05/1998, Sotheby’s, Milano

n. 37 – Blu, 1966 (70×60 cm)

€ 152.400

€ 60-80 mila €17.400 25/11/2003, Sotheby’s, Milano
n. 87 –  Blu, 1988 (81,2×100,2 cm)

€79.320

€ 20-30 mila
n. 90 – Giallo, 1978, (70×70 cm)

€ 89.400

€ 30-50 mila

€ 27.000

23/11/2010, Christie’s, Milano

 

I fattori della rivalutazione delle opere di Bonalumi

 

Per quanto sembri non valere più come dogma nel mercato dell’arte contemporanea, è un dato di fatto che Agostino Bonalumi ci ha lasciato lo scorso 18 settembre 2013, nel corso della sua ultima personale: “All the Shapes of Space 1958-1976” alla galleria Robilant e Voena di Londra, a cura di Francesca Pola, dove sono state esposte una raccolta di opere del periodo più significativo della sua ricerca artistica. Con la morte dell’artista si conclude la sua produzione e quasi allo stesso tempo si sta per concludere, a fine maggio 2014, la raccolta della documentazione per l’inserimento delle opere nel catalogo generale dell’artista da parte dell’Archivio Bonalumi, costituito nel 2006.

Agostino Bonalumi, Rosso, 1965 (Lotto 8)

Agostino Bonalumi, Rosso, 1965 (Lotto 8)

L’attività di un archivio e la cura del catalogo generale assume un ruolo fondamentale nella valorizzazione delle opere di un artista, sia per l’autenticazione dei suoi lavori, e  quindi per l’eliminazione del dubbio di un falso, sia per l’inserimento in una pubblicazione ragionata, se così sarà, che è tipica dell’opera dell’artista più influente al mondo, il tedesco Gerhard Richter.

Il riconoscimento della vicinanza della ricerca artistica di Agostino Bonalumi a quella di Lucio Fontana, Piero Manzoni ed Enrico Castellani sta per compiersi anche nel mercato. E’ significativo, infatti, come nel catalogo d’asta i cinque lotti di Bonalumi siano posizionati in successione o precedenza a quelli dei compagni. L’Achrome di Manzoni è il Lotto n. 6 (€ 404.400), il n.8 è il Rosso di Bonalumi (€ 278.400), al n. 9 troviamo la Superficie Bianca di Castellani (€946,200), all’11 Fontana (Concetto spaziale, Attese, €1,690,950), poi di nuovo al 12 il record Blu di Bonalumi (€404.400) e al n. 13 Castellani (Superficie Bianca, €328,800). Una vicinanza che si ripete ai lotti 36 di Castellani (Superficie Bianca, €291,000) e 37 di Bonalumi (Blu, €152,400), mentre i lotti 87 (Blu) e 90 (Giallo), entrambi al di sotto dei 100mila euro, si trovano tra Mario Nigro e Mario Schifano.

Enrico Castellani, Superficie bianca, 1967 (Lotto 9)

Enrico Castellani, Senza titolo (Superficie bianca), 1967 (Lotto 9)

I pezzi che hanno superato i precedenti record dimostrano, inoltre, quella che è stata la ricerca personale dell’artista, vicina ma anche lontana da Castellani e Manzoni, che Enrico Baj gli fece incontrare nel 1959. Bonalumi, in un recente documentario, ricorda come Gillo Dorfles coniò il termine “pittura oggettuale” con cui egli si riconosceva, concependo l’opera nella sua oggettualità e non come rappresentazione di qualcosa; mentre a Manzoni non interessava come definizione e Castellani non la condivideva.

Per Agostino Bonalumi – che si voleva discostare dall’informale –  l’opera d’arte non deve essere solo forma, ma nemmeno solo apparenza, bensì deve riunire entrambe, in quanto agisce sulla nostra sensibilità. Tramite una ricerca sui materiali, tra cui l’alluminio, il cemento armato, il bronzo e la carta, l’artista accarezza l’opera e dona un contatto al senso tattile dello spettatore. Nelle sue opere si percepisce l’orizzontalità e la verticalità, uno spazio, che viene dato dal colore, ragione per cui i titoli delle sue opere sono i colori stessi. Non sono tagli, né superfici, ma sono colori, poiché la forma scaturisce dalla luce dipinta. Grande importanza è data all’ombra, che crea ambiguità, perché le ombre cambiano anch’esse, come le forme, con la luce; non sono reali e sono percepite in modo diverso dall’intimo di colui che guarda non solo con intelligenza, ma anche con sentimento.

Agostino Bonalumi, Blu, 1966 (Lotto 37)

Agostino Bonalumi, Blu, 1966 (Lotto 37)

Non è un caso che il record in quest’asta sia stato raggiunto dall’opera tridimensionale Blu del 1969, 80×80 cm, superando i prezzi dei precedenti e grandissimi Bianco. Nella sua ultima mostra da Robilant e Voena, infatti, il pezzo forte era il Blu Abitabile, capace di creare un vero spazio, una scultura e allo stesso tempo un’architettura, completa di pavimento, che può essere camminabile e percepita nella sua interezza dallo spettatore. Abituati al bianco degli Achrome di Manzoni e delle Superfici bianche di Castellani, entriamo nella dimensione del colore di Bonalumi. Sempre in occasione della mostra, peraltro, Paolo Vedovi riconosce una somiglianza con i lavori di Anish Kapoor, constatando come quelli di Bonalumi siano stati però concepiti trent’anni prima.

A quest’ultima mostra, si aggiunge la mostra in corso, curata da Alberto Fiz, al MARCA di Catanzaro e la mostra dedicata alla generazione di Piero Manzoni al Palazzo della Permanente a Milano, oltre a quella su Manzoni a Palazzo Reale. La maggior fortuna di Fontana e Manzoni è dovuta a una miriade di altri fattori, tra cui è evidente la loro scomparsa negli anni Sessanta, nel pieno della loro creatività. È ammirevole il successo ottenuto da Castellani, in vita fino ad oggi, grazie a mostre e mercanti che lo hanno portato a record d’asta milionari.

Bonalumi sta ancora un passo indietro nel mercato rispetto a Castellani, ma quest’asta ha dimostrato come il percorso di valorizzazione delle sue opere possa promettere ancora grandi passi in avanti per i collezionisti, sia per coloro che hanno acquistato le sue opere decenni fa, sia per chi vuole acquistarle ora, senza fretta di rivenderle, aspettando magari un’antologica in un museo riconosciuto a livello internazionale.

 

Milan Modern and Contemporary: la Top 10

La Top 10 dell'asta Milan Modern and Contemporary di Christie's

La Top 10 dell’asta Milan Modern and Contemporary di Christie’s

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1 Commento

  • Nicoletta Frigerio ha detto:

    la moda minimalista esaspera il mercato rivaluta ancora il BIANCO
    certo si torna indietro a quando l’artista morto non può godere del suo successo creastivo …e i falsari andranno a nozze e i copiatori faranno scongiuri!

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