Aste: qualità e quantità fanno ripartire il mercato italiano

Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

Primo semestre tutto in ripresa per il mercato italiano delle aste di arte moderna e contemporanea che, nella prima parte dell’anno, ha praticamente recuperato buona parte delle perdite del 2020 dovute alla crisi pandemica. Tornano a salire i prezzi medi di aggiudicazione e il tasso di venduto in lotti, su un’offerta che, complessivamente, è stata la più ampia dal 2015 ad oggi. A trainare le aste italiane, un terzetto di tutto rispetto: Sotheby’s, Meeting Art e Il Ponte

 

Un risultato che fa ben sperare per il futuro

Da gennaio a giugno sono state ben 11.624 le opere d’arte moderna e contemporanea messe in vendita dalle 19 case d’asta monitorate da Collezione da Tiffany, per un totale di 75 aste che, con un tasso di venduto in lotti del 72%, hanno generato un fatturato complessivo (diritti inclusi) di 55.843.567 euro.

Cifra che segna una crescita del +61% rispetto al primo semestre dello scorso anno quando, a causa della Pandemia da Covid-19, il mercato registrò un calo del -52% sullo stesso periodo del 2019.

Già nel secondo semestre 2020, lo ricordiamo, si erano registrati i primi segnali di ripresa, con le aste della seconda parte dell’anno che avevano segnato solo una flessione del -1%  su quello del 2019, facendo chiudere l’annata con un -31%.

Il risultato del primo semestre 2021 fa, dunque, ben sperare per la seconda parte dell’anno, pur essendo stato più basso rispetto agli altri anni. 

L’andamento del mercato italiano delle aste di arte moderna e contemporanea dal 2015 al 2021 (H1). © Collezione da Tiffany

Nel valutare l’andamento di questo primo semestre, d’altronde, si deve tener conto che alcune case d’asta non hanno battuto e che le major internazionali presenti in Italia hanno messo all’incanto cataloghi di un valore più contenuto che in passato, anche se è nella Contemporary Art | Milan di Sotheby’s del 12 maggio scorso che si sono registrate le uniche due aggiudicazioni milionarie di questo primo semestre realizzate, rispettivamente, da una Natura Morta (1942) di Giorgio Morandi – venduta a 1.004.700 euro – e dalla tela di Roman Opalka, OPALKA 1965/1 – ∞ Détail 185086 – 218302 (1965) aggiudicata per 1.222.500 euro. 

Entrando più nel dettaglio, elementi decisamente positivi dei sei mesi appena trascorsi sono il tasso di venduto del 72%, uno dei più alti di sempre, e un valore medio delle aggiudicazioni che è risalito rapidamente dopo il crollo del 2020, arrivando a sfiorare i 7.000 euro (+40% sul primo semestre 2019).

Segno, quest’ultimo dato, che a trainare la ripresa del mercato italiano dopo la fase dei lockdown, è stata certamente la quantità, ma anche quella qualità che in questi anni ha dato solidità ad una piazza in passato molto debole e dove oggi, invece, case come Meeting Art e Il Ponte si contendono, in termini di fatturato, la leadership del mercato con Christie’s e Sotheby’s.

Un solidità che emerge in modo chiaro dalle parole di Susanne Capolongo,  Capo Dipartimento Arte Moderna e Contemporanea della casa d’aste fiorentina Pandolfini.

«Nonostante il periodo incerto e difficile che tutti stiamo vivendo – ha commetanto Capolongo – il mercato delle aste di arte moderna e contemporanea anche per il primo semestre del 2021 si conferma dinamico. In Pandolfini abbiamo ottenuti ottimi risultati di vendita e i valori di aggiudicazioni sono lievitati oltre ogni aspettativa, in particolare per le opere storicizzate di alta qualità, come quelle proposte nell’ultima asta. Sulla scia di questi successi nella sezione autunnale avremo un’asta con capolavori dal “respiro” internazionale».

 

Roman Opalka, OPALKA 1965/1 – ∞ Détail 185086 – 218302, 1965. Venduta per 1.222.500 euro da Sotheby’s il 12 maggio scorso è l’aggiudicazione più alta registrata in Italia nel primo semestre 2021

Dinamicità messa in evidenza anche da Gherardo Rusconi, responsabile del Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di CapitoliumArt che, parlando dell’adamento delle due vendite organizzate nel primo semestre, ha commentato: «La nostra asta di Marzo, la prima di arte moderna e contemporanea, ha registrato una forte euforia, segnando una percentuale di venduto del 120% sui prezzi di riserva. Quindi un’ottima indicazione di salute del mercato di medio basso livello. Lo stesso si può dire per la fascia più alta».

«Nell’asta di giugno 2.000.000 € circa di riserve erano disperse in soli 100 lotti, con una media lotto di 20.000 euro e picchi oltre i 200.000 €  – ha spiegato il resposabile Capitolium – Il fervore ha premiato le opere di grande qualità e gli artisti attualmente in salita (Boetti, Mathieu, Hartung). A nostro parere è stata registrata un’ottima performance e le aspettative per il restante 2021 non posso che essere favorevoli, dato il pregresso e considerato il momento di rilancio dell’economia e le annunciate politiche finanziarie che dovrebbe premiare il nostro settore a livello di investimento per il futuro».

Andamento dei prezzi medi di aggiudicazione nelle aste italiane di arte moderna e contemporanea. © Collezione da Tiffany

A rendere ancor più positivo il quadro del nostro mercato, il crescente appeal della piazza italiana nei confronti del collezionismo internazionale, sottolineato dal Capo dipartimento di arte moderna e contemporanea della casa d’aste Il Ponte, Freddy Battino: «Il risultato sbalorditivo della nostra asta di quest’anno rivela un segnale forte e chiaro: i nuovi mercati, tra cui Canada, Australia, India e Hong Kong, sono entrati prepotentemente, dimostrandosi in grado di accogliere e apprezzare artisti italiani finora poco collezionati».

Dopo un anno di grandi difficoltà nel reperimento delle opere, il primo semestre 2021 segna, poi, una ripartenza anche su questo fronte oltre a rimarcare l’importanza, ormai sempre più forte, dei canali di vendita online, dando indicazioni preziose sulle strategie da attuare, come ha spiegato Marco Canepa della casa d’aste Boetto di Genova: «Gli effetti della pandemia hanno aiutato le vendite online permettendo a questo settore di crescere in modo quasi esponenziale».

«Il binomio online/presenza – prosegue Canepa – produce ottimi risultati dimostrando che i compratori sono sempre più abituati all’acquisto a distanza, previa richiesta di accurate condition report. Siamo ottimisti per quanto riguarda le prossime vendite grazie anche alla fiducia mostrataci dai nostri clienti fedeli, sia in acquisizione, ma soprattutto in affidamenti importanti».