Aste: risultato storico per Minerva Auctions

Alberto Burri, Combustione, 1964 (particolare)
Alberto Burri, Combustione, 1964 (particolare)

Dopo Capitolium e Christie’s, anche Minerva Auctions inizia alla grande il 2016, confermando il trend positivo delle aste italiane. La vendita di ieri (28 aprile) di arte moderna e contemporanea si è chiusa, infatti, con un totale di oltre 1 milione di euro, il più alto mai realizzato dalla casa d’aste romana in quattro anni di attività. Tra i 400 lotti in catalogo, quelli che hanno scaldato maggiormente il pubblico in sala e al telefono sono stati Visibile questa sera, tela del 1959 di Gastone Novelli aggiudicata per 47.500 euro contro una stima iniziale di 24.000, e la piccola Combustione del 1964 di Alberto Burri, venduta per 55.000 euro. Benissimo anche Toti Scialoja con la tela Falso Nord che, proposta con una stima di  15.000 – 20.000 è stata aggiudicata per 36.250 euro.

Confermano le aspettative Sandro Chia di cui L’opera descrivibile del 1974 è stata battuta a 11.250 euro e Luca Pignatelli con Afrodite, del 2004, aggiudicata a 18.750 euro. Altrettanto soddisfacente la vendita a 37.500 euro del Ritratto di Monsieur Eugène Roux, opera del 1936 a firma di Gino Severini. Quadruplicato, inoltre, il valore dello smalto su tela di Cesare Tacchi: Via Condotti – Il Tranviere (1963), che ha toccato il tetto dei 25.000 euro. E ottimo è stato il risultato anche di Da Michelangelo (1978) di Tano Festa, venduto a 9.375 euro. A conferma dell’ottimo momento di mercato che sta vivendo la Pop Art italiana. Da segnalare che la performace di Italo Ferro il cui Paesaggio con ciminiere, degli anni Trenta, ha quintuplicato la sua base d’asta (€2.000 – €3.000) assestandosi su 13.750 euro.

Infine, si segnalano le ottime aggiudicazioni di Antonio Corpora, la cui Struttura nello spazio del 1958, proveniente dalla Galleria La Tartaruga, è stata battuta a 10.625 euro  e l’incoraggiante risultato di Corrado Cagli che, con l’opera I tetrarchi del 1959 ha raggiunto, dopo una battaglia tra 11 contendenti, ben  11.250 euro. Un’aggiudicazione che sembra interrompere lo scarso interesse che, fino allo scorso anno, si registrava tra i collezionisti per le opere dell’artista marchigiano.   Bene anche il nucleo di opere di Maria Lai, quasi tutti provenienti dalla collezione di Marcello Venturoli: un solo invenduto su 15 lotti e aggiudicazioni tutte sopra le stime per quella che è stata la figura più significativa della scena artistica sarda e il cui mercato è oggi molto legato a Minerva.