Aste: il “the best of…” delle aste Wannenes, Meeting Art e Finarte

Giorgio De Chirico, Natura morta con melone, ortaggi e frutta, 1919 ca. olio su tela, cm 44x55. Quest'opera sarà battuta in asta da Finarte il prossimo 27 novembre 2017 partendo da una stima in catalogo di 120.000-180.000 euro (lotto 21).
Giorgio De Chirico, Natura morta con melone, ortaggi e frutta, 1919 ca. olio su tela, cm 44x55. Quest'opera sarà battuta in asta da Finarte il prossimo 27 novembre 2017 partendo da una stima in catalogo di 120.000-180.000 euro (lotto 21).

Ormai manca poco alla settimana più calda per il mercato italiano delle aste di arte moderna e contemporanea. Tra il 20 e il 30 novembre, infatti, si terranno una decina di aste con migliaia di lotti. Una messe incredibile di opere tra cui il collezionista deve tentare di orientarsi senza farsi sfuggire, possibilmente, le migliori. Ad alcuni dei cataloghi che ci sono sembrati più belli abbiamo dedicato degli articoli monografici, ed altri ne verranno la prossima settimana. Questo venerdì, invece, vogliamo proporvi un rapido giro delle sale room italiane per segnalarvi alcuni dei lotti più belli che saranno battuti a fine mese da tre delle nostre migliori case d’asta: Wannenes (23/11), Meeting Art (dal 25 novembre al 2 dicembre) e Finarte (27 novembre). 

 

De Chirico, Nuvolo e Tempo Tre guidano l’asta Wannenes

 

Queste nostre spigolature d’asta non potrebbero che partire da Wannenes. La casa d’aste genovese, infatti, batterà la sua asta autunnale il 23 novembre negli spazi di Open Care a Milano (Frigoriferi Milanesi), con qualche giorno di anticipo rispetto alla settimana “hot” del nostro mercato. Il catalogo presenta, complessivamente, 296 lotti dal “programma” piuttosto classico, con una prima parte di opere su carta, principalmente a firma di autori del nostro Futurismo.  Il primo lotto interessante è il n. 31 dove troviamo una bella Natura Morta di Giorgio De Chirico del 1949-50. Stimata 30-40.000 euro, decisamente appetibile, se si pensa che il 25 maggio del 2004 questo stesso dipinto è stato presentato in catalogo da Sotheby’s Milano con una stima di 50-70.000 euro ed aggiudicato per 90.000 euro (diritti inclusi).

LOTTO 31 - Giorgio De Chirico, Natura morta, 1949-50. Olio su tela, cm 40 x 50

LOTTO 31 – Giorgio De Chirico, Natura morta, 1949-50. Olio su tela, cm 40 x 50

Ai lotti 52 e 53 troviamo, invece, un paio di lavori di Nuvolo, artista trascurato per molto tempo, ma che dopo il record realizzato il 7 ottobre 2016 da Sotheby’s in occasione della Italian Sale sembra aver attirato le attenzioni del mercato. (Leggi -> Italian Sale. Salvatore Scarpitta è la star di Sotheby’s).

LOTTO 52 - Nuvolo, Cucito a macchina, 1960. Pezze di canapa cucite e dipinte, cm 90 x 70. Stima € 50.000 - 70.000

LOTTO 52 – Nuvolo, Cucito a macchina, 1960. Pezze di canapa cucite e dipinte, cm 90 x 70. Stima € 50.000 – 70.000

Proprio in questi giorni, ad esempio, a New York è in corso la mostra Nuvolo and Post-War Materiality 1950–1965, curata da Germano Celant e allestita presso la Di Donna Galleries. (Leggi -> Mondo: ma quanto piace l’arte italiana). Nuvolo a parte, l’asta di Wannenes ha sostanzialmente due focus. Il primo ha come protagonisti Ennio Morlotti (5 lotti) e Alfredo Chichigine (4 lotti) e che indaga quella stagione artistica che nel capoluogo lombardo, intorno alla metà del secolo scorso che segnò il cammino della pittura italiana verso i linguaggi della modernità, nel tempo del rapido progresso aperto al confronto internazionale. Il secondo è invece dedicato al Gruppo Tempo Tre e il suo “contesto”. Fondato nel 1963 da Giancarlo Bargoni, Attilio Carreri, Riccardo Guarneri, Arnaldo Esposto e Gianni Stirone il Gruppo si proponeva, infatti, come il terzo tempo della pittura astratta oltre l’astrattismo geometrico e l’informale. Movimenti, questi ultimi, ben rappresentati nel catalogo.

LOTTO 78 - Bruno Munari, Negativo-Positivo, 1951. Olio su tavola, cm 120 x 120

LOTTO 78 – Bruno Munari, Negativo-Positivo, 1951. Olio su tavola, cm 120 x 120

Attorno a questi due piccoli nuclei, varie opera interessanti, come il Senza titolo di Pierpaolo Calzolari del 1968 al lotto 75 (Stima: 10-15.000 euro) e un Negativo-Positivo di Bruno Munari datato 1951 (lotto 78, stima: 18-22.000 euro). Artista, Munari, che ritroviamo anche ai lotti 115-118 dove spicca, tra tutti, una bella Curva di Peano del 1975 (lotto 115, stima: 14-16.000 euro). Poi vari lavori di Turcato, un paio di carte interessanti di Giosetta Fioroni (lotti 136-137). Da non trascurare la parte dedicata alla fotografia con alcuni pregevoli scatti di Ghirri e Giacomelli. Qui trovate il catalogo completo -> Asta Arte Moderna e Contemporanea 23 novembre 2017

 

Meeting Art e l’arte di bilanciare quantità e qualità

 

Sono 600, invece, i lotti raccolti da Meeting Art per la sua “asta continua” di arte moderna e contemporanea che partirà il 25 novembre prossimo, per terminare venerdì 8 dicembre per un totale di 7 sessioni. Che dire, un’asta impegnativa certamente, ma dove non mancano opere di pregio che meritano attenzione. Nella prima sessione, ad esempio, troviamo un acquerello e inchiostro di Shozo Shimamoto: Crane preformance in Itami 16 del 2000 (lotto 63, stima: 36-40.000 euro). Mentre al lotto 75, molto interessante è Paris, olio su cartone del 1962 di Toshimitsu Imai (lotto 75, stima: 35-50.000).

LOTTO 75 - Toshimitsu Imai, Paris, 1962. olio su cartone 50x63,5 cm.

LOTTO 75 – Toshimitsu Imai, Paris, 1962. olio su cartone 50×63,5 cm.

Passato un bel lavoro di Walter Valentini (lotto 81) e una china su carta (Costellazioni, 1985) di Dadamaino, troviamo al lotto 86 una piccola scultura in terracotta di Paolo Icaro del 1963: Torciglione (lotto 86, stima: 10-12.000 euro).

LOTTO 86 - Paolo Icaro, Torciglione, 1963. scultura in terracotta 23x7,5x8,5 cm.

LOTTO 86 – Paolo Icaro, Torciglione, 1963. scultura in terracotta 23×7,5×8,5 cm.

Ma è ai lotti 99 e 100 che ci imbattiamo in quelli che sono i due top lot di Meeting: Light out, acrilico del 2016 dell’americano Peter Halley (lotto 99, stima 81-90.000 euro) e Oil barrels project, lavoro di Christo del 1967 presentato con una stima di 140-160.000 euro. Nella seconda sessione (26 novembre) pregevole il piccolo décollage su cartoncino di Mimmo Rotella del 1962, proposto al lotto 198 con una stima di 36-40.000 euro.

LOTTO 198 - Mimmo Rotella, Senza titolo, 1962. Décollage su cartoncino 37,5x49 cm.

LOTTO 198 – Mimmo Rotella, Senza titolo, 1962. Décollage su cartoncino 37,5×49 cm.

Nella terza sessione (2 dicembre), tra i lotti più interessanti, troviamo un Volume del 1958 di Dadamaino inserito al lotto 269 con una stima di 72-80.000 euro. Mentre al lotto 186 abbiamo una scultura di Marcello Morandini del 1971 in legno laccato (stima: 27-30.000 euro). Ma le opere più preziose di questa tornata sono un Senza titolo di Pierpaolo Calzolari del 1985 (lotto 299, stima: 90-110.000 euro) e una Variazione di Politipo datata 1978 di Alberto Biasi. Opera appartenente alla fase finale della prima versione dei Politipi che l’artista padovano inizia a produrre alla metà degli anni Sessanta.

LOTTO 300 - Alberto Biasi, Variazione di politopo, 1978. Rilievo in tela su tavola 165x118x3 cm.

LOTTO 300 – Alberto Biasi, Variazione di politopo, 1978. Rilievo in tela su tavola 165x118x3 cm.

Le ultima tre opere che vogliamo portare alla vostra attenzione tra le tante proposte da Meeting, sono il lotto 356 – una delicatissima matita e smalto alluminio su carta di Giosetta Fioroni del 1969 (La sorella) stimata 14-16.000 euro – e i lotti 574 e 600. Si tratta, rispettivamente, di Dramophone, piccolissimo carboncino su carta  di Fabio Mauri del 1976 (lotto 574, stima: 9-10.000 euro) e Damian, olio su 3 tele di James Brown datato 1982 e presentato con una stima di 90-100.000 euro. Qui trovate il catalogo completo -> Asta numero 834. Opera dell’arte moderna e contemporanea

 

Catalogo eccellente per Finarte

 

Stagione di grandi cambiamenti per Finarte che dopo l’estate ha schiacciato l’acceleratore e messo in atto una bella campagna acquisti che ha portato nel team di Via Brera Kimiko Bossi (ex Porro & Co.) nel ruolo di senior advisor del dipartimento di arte moderna e contemporanea e nominato Fabio Massimo Bertolo amministratore delegato della casa d’aste, con lo scopo di  rendere sempre più integrata l’offerta di Finarte S.p.A. con quella di Minerva Auctions S.r.l. di cui Bertolo è già a.d. e recentemente entrata a far parte del Gruppo Finarte. L’asta del 27 novembre prossimo, che dopo Wannenes ci riporta nuovamente ai Frigoriferi Milanesi, ha un dunque un sapore tutto particolare nella storia della rinata casa milanese che si avvia al suo secondo anno di attività. Ma vediamo quali sono, secondo noi, i lotti più interessanti tra i 191 di questa asta dove, mi preme dirlo, Finarte mostra veramente i “muscoli” proponendo la selezione di opere più belle della sua recente storia.

LOTTO 13 - Carlo Carrà, Il pagliaio, 1927. Olio su tela, cm 70x90. Stima: 60.000-80.000 euro

LOTTO 13 – Carlo Carrà, Il pagliaio, 1927. Olio su tela, cm 70×90. Stima: 60.000-80.000 euro

A partire dal lotto n. 13 dove troviamo Il Pagliaio, olio su tela di Carlo Carrà del 1927 proposto con una stima di 60-80.000 euro che prelude, in qualche modo, alla superba Natura morta (melone, uva, pere) di Giorgio De Chirico a cui , a cui abbiamo dedicato la copertina di questo nostro speciale sulle aste di novembre. Datata 1919 questa tela richiama alla mente la più nota Natura morta con le zucche del 1919/20 che questo lavoro precede di qualche mese. Un’opera seminale nella carriera di De Chirico, che inaugura la ricca serie di Nature Morte degli anni Venti. L’opera entrò a far parte, nel 1920, nella collezione del critico Giorgio Castelfranco che la prestò per mostre in tutto il mondo, da Parigi a New York. Passò poi nella raccolta di Carlo Cardazzo dove rimase almeno fino al 1941 per poi, nel dopoguerra, entrare a far parte di una collezione privata milanese che l’ha conservata fino ad oggi.

LOTTO 19 - Umberto Boccioni, Studio per Testa + casa + luce (La madre),1912. Penna su carta, cm 21,4x13,6. Stima: 17.000-20.000 euro.

LOTTO 19 – Umberto Boccioni, Studio per Testa + casa + luce (La madre),1912. Penna su carta, cm 21,4×13,6. Stima: 17.000-20.000 euro.

Ma prima di arrivare a questo top lot,  Ma una delle parti più emozionanti dell’asta è certamente quella composta dai lotti 17, 18, 19 dove la casa d’aste di Via Brera propone tre disegni di Umberto Boccioni provenienti dalla collezione di una famiglia milanese molto vicina all’artista. Tra questi anche lo Studio per Testa+Casa+luce (La madre) del 1912, proposto al lotto 19 con una stima di 17-20.000 euro.

LOTTO 28 - Giorgio Morandi, Natura morta con quattro oggetti, 1947 acquafore su rame, mm l 128 x a 171. Esemplare 9/90. Stima: 8.000-12.000 euro.

LOTTO 28 – Giorgio Morandi, Natura morta con quattro oggetti, 1947
acquafore su rame, mm l 128 x a 171. Esemplare 9/90. Stima: 8.000-12.000 euro.

A questa sezione boccioniana segue, poi, dal lotto 24 al 28, un cammeo dedicato all’opera grafica di Giorgio Morandi del quale vengono proposte cinque piccole acqueforti provenienti da una collezione privata di Varese. Un omaggio seguito da un piccolo ma prezioso bronzo di Marino Marini: Figurina (bagnante) del 1934 (lotto 29, stima su richiesta). Ma la vera protagonista di quest’asta è la “carta” e così dal lotto 33 al lotto 35 troviamo una selezione di disegni di Osvaldo Licini in cui ritroviamo alcuni dei temi più classici del maestro marchigiano da Amalassunta all’Angelo Ribelle.

LOTTO 29 - Marino Marini, Figurina (Bagnante), 1934, bronzo, cm 61,5x19x37. Stima su richiesta.

LOTTO 29 – Marino Marini, Figurina (Bagnante), 1934, bronzo, cm 61,5x19x37. Stima su richiesta.

Tra opere di Pop Art romana, must da “Italian Sale” (Scheggi, Bonalumi e Fontana) sbuca poi qualche chicca che l’impaginato del catalogo potrebbe far sfuggire. E’ il caso del lavoro di Gustavo Bonora presente al lotto 93: Cose del 1974. Artista tutto da riscoprire e che sta adesso tornando sul mercato dopo un lungo periodo di assenza.

LOTTO 114 - Leoncillo Leonardi, Scultura con gocce rosse, 1958/60 grès e smalti, cm 28x 28x9. Stima: 30.000-40.000 euro.

LOTTO 114 – Leoncillo Leonardi, Scultura con gocce rosse, 1958/60
grès e smalti, cm 28x 28×9. Stima: 30.000-40.000 euro.

Bellissima, infine, la scultura di Leoncillo Leonardi, parte di un ciclo di sculture della fine degli anni Cinquanta caratterizzato dall’inserimento di gocce rosse “lucide come cellulose” su un corpo di gres scabro e modellato con veemenza: Scultura con gocce rosse (Lotto 114, stima: 30-40.000 euro). Insomma, veramente un signor catalogo. Certamente uno dei migliori tra quelli che saranno proposti a fine mese e che merita tutta la vostra attenzione. Qui trovate il catalogo completo -> Arte moderna e contemporanea.