BG 3: ecco la giovane arte italiana

BG 3 Biennale Giovani

C’era una volta il premio DAMS, poi venne Officina Italia 2 e poi… poi arriva BG 3 – Biennale Giovani, perché la creatività italiana non ha sosta, anzi, accelera e ha bisogno di appuntamenti ravvicinati per poterne sondare lo stato di salute. Ne è convinto Renato Barilli che, assieme a Guido Bartorelli e Guido Molinari, ha curato questo evento che aprirà i battenti il 13 novembre prossimo all’Accademia di Belle Arti di Bologna (ABABO) per poi trasferirsi, il 10 gennaio, al Museo della Città di Rimini. «Siamo di fronte a una creatività incessante ormai non più affidata alla scansione troppo lunga delle generazione, ma adassai più ridotte frazioni di quella distanza tra le varie nascite. – spiega Barilli illustrando la necessità, anche in Italia, di un appuntamento che, con una cadenza fissa, faccia il punto sulla giovane scena artistia nazionale – Bastano pochi anni di intervallo per veder rispuntare uno straordinario vivaio di nuove energie, che meritano di essere raccolte e valorizzate». «Un simile attento e scrupoloso prelievo periodico – chiarisce il critico e curatore – non riguarda solo il nostro Paese. Crederlo sarebbe indulgere a un ingiustificato sciovinismo, ma non è neppure il caso di batterci il petto in segno di contrizione, siamo perfettamente in linea con una regolare e incessante creatività che appunto, a questi ritmi ormai di fitta frequenza, interessa l’intero pianeta, in barba ai “gufi”, per rubare l’efficace espressione alla fantasia lessicale di cui dà prova incessante Matteo Renzi, che invece predicano un inevitabile scadimento delle sorti dell’arte».

Valerio Nicolai, Muro, 2013

Valerio Nicolai, Muro, 2013. Valerio Nicolai incrementa le dimensioni di pittura e collage avanzando in senso tridimensionale e installativo, facendo balzare fuori dai lavori lembi e ramificazioni filiformi che dalla parete si avventurano nello spazio.

29 gli artisti selezionati per BG3, con età media sui trent’anni, e casi limitati di minore o maggiore età. Una squadra di nuovi talenti che, spiega ancora Renato Barilli, testimonia lo stato dell’arte contemporanea in Italia e nel Mondo. «Un’arte ibrida, polistilistica, aperta a tutte le possibili soluzioni – precisa -. Non c’è più una tendenza dominante, ma tante carte nel mazzo, che oltretutto si incrociano tra loro, in un bellissimo girotondo, in un carosello di energie contrapposte che però alla fine si danno la mano reggendosi in un equilibrio dinamico». E, infatti, a BG3 si trovano esempi di pittura, ma nella versione dinamica del wall painting, ricorsi alla fotografia, alle installazioni, a materiali verbali o comunque di alta tensione concettuale.

Sara Benaglia, In the Outer Court, 2013

Sara Benaglia, In the Outer Court, 2013. Le fotografie di Sara Benaglia ritraggono studentesse di una scuola giapponese che formano a terra con i loro corpi delle composizioni astratte. In alcuni casi il punto di vista dall’alto ci consegna una sorta di ricamo visivo prodotto dall’insieme della postura delle ragazze, come un perimetro di corpi che si sviluppa circolarmente rispetto ad un ipotetico centro.

Tra gli artisti che saranno presente all’ABABO, molti volti nuovi nuovi che non hanno ancora avuto una personale, ma anche giovani che iniziano a farsi strada nel difficile e impervio Sistema dell’arte interanzionale. Penso a Chiara Camoni, presente all’ultima edizione di Artissima, o ad Alessadro Roma che abbiamo incontrato anche alla YiA Art Fair di Parigi. O Giulia Bonora, che recenemente a esposto a Bruxelles. Ma BG3 non ha la pretesa dell’esaustività, ma dell’esemplificazione. Insomma, un carotaggio – come scrive Guido Bartorelli nel suo testo in catalogo – di una molteplicità in movimento. Sì perché, come spiega il co-curatore della Biennale, «Un tempo, forse, era possibile afferrare il panorama della giovane arte che si produceva in Italia, tanto da poterne ordinare una selezione completa ed esauriente. Oggi questo non è più possibile perché gli artisti si sono moltiplicati al punto che non si può che procedere per campionamenti». Questo però non diminuisce il valore dell’operazione che, anzi, favorisce una maggior conoscenza – tra appassionati, addetti ai lavori e collezionisti – di una situazione magmatica, in continua evoluzione. Gli artisti presenti alla Biennale Giovani, dunque, «stanno in qualche modo anche per gli assenti – aggiunge Bartorelli -, per tutti coloro che non si è riusciti a raggiungere; e se davvero si è stati capaci di conseguire un sufficiente grado di esemplarità, diventano allora legittime le valutazioni che dai campioni specifici mirino a estendere il campo, la prima delle quali è l’affermare che questa Biennale tratta, in generale, della giovane arte italiana».

Alessandro Roma, Senza titolo, 2012

Alessandro Roma, Senza titolo, 2012. Sollecitazioni multiple, tanto più suggestive quanto meno lasciano intendere da dove derivano. Questa è la procedura cui si affida Alessandro Roma, capace di produrre dei contesti affollati e bidimensionali pronti a balzar fuori dal piano per andare a occupare anche la terza dimensione.

Ben venga dunque questa biennale che mette il sigillo su un 2014 in cui sembra che l’Italia si stia lentamente svegliando dopo un lungo periodo di torpore esterofilo. Adesso bisognerebbe creare un vero sistema dell’arte in grado di sostenere questa offerta artistica anche in campo internazionale dove, al momento, molto è lasciato al solo intervento del singolo. E questo non può bastare. Ma ora non è il momento delle polemiche, ma quello dell’arte. Gustatevi BG 3 con i suoi 29 giovani, specchio di un’Italia che non si ferma, ma che guarda avanti.

Artisti presenti: Sara Benaglia, Francesco Bertelé, Giulia Bonora, Bounty Killart, Chiara Camoni, Federica Delpiano, Niccolò Morgan Gandolfi, Gabriele Garavaglia, Nicola Genovese, Laura Giovannardi, Marco Gobbi, Roberta Grasso, Andrea Grotto, Federico Lanaro, Dario Lazzaretto, Gemis Luciani, Daniela Manzolli, Cristiano Menchini, Damiano Nava, Valerio Nicola, Simona Paladino, Emmanuele Panzarini, Fabrizio Prevedello, Roberto Pugliese, Alessandro Roma, Angelo Sarleti, Cristina Treppo, Adriano Valeri, Lucia Veronesi.

4 Commenti

  • Stefano Armellin ha detto:

    Buona iniziativa ma trovo limitante la categoria giovani, donne, vecchi, maturi ecc. per restare sui giovani basta pensare cosa ha fatto il giovane Basquiat regolarmente davanti a tanti artisti maturi ; conta l'idea originale non l'età, l'arte é qualcosa che porti dentro di te e i tempi di maturazione sono diversi per ognuno ; vedi Richter e Bacon scoperto dopo i 50 anni il primo ed esploso creativamente dopo i 40 il secondo. Per tutti é poi fondamentale l'incontro con il mercante giusto, cosa sarebbe stato Giulio Romano senza i Gonsaga ? o Michelangelo senza Lorenzo de' Medici ? SA http://armellin.blogspot.com

  • Nicola Maggi ha detto:

    Il "giovani" è un dato cronologico. Non è una questione di dire se sono più bravi loro o chi li ha preceduti. In questo caso si tratta di fare il punto sulla scena artistica emergente del nostro Paese. Sinceramente la polemica mi sembra inutile. Il fatto che in Italia ci si ricordi, ogni tanto, che abbiamo anche dei giovani e che sono anche bravi mi sembra una cosa positiva, visto che, normalmente, la nostra gioventù è sempre descritta come fannullona, viziata, bambocciona ecc.

  • armellin ha detto:

    Non é mia intenzione fare classifiche o polemiche, ho visto una mostra della quinta liceo artistico di Treviso e mi ha entusiasmato, ma quanti poi continuano ? il punto é che in Arte conta il risultato di vertice che non coincide necessariamente con un record in Asta. Perché la Storia dell’Arte va avanti con i Capolavori, indipendentemente dall’età di chi li produce. Non ci può essere inflazione di Capolavori, ma é anche vero che la società di massa ha bisogno dell’arte di massa. E da qui mille sfumature si sono prodotte : Design, Moda, Scenografia, ecc. SA http://armellin.blogspot.com

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      E’ vero, in molti lasciano. Ma questo è sempre esistito. E’ giusto che i giovani abbiano le loro opportunità. Solo così si può fare in modo che proseguano senza correre il rischio che a mollare siano, magari, quelli che invece dovrebbero continuare. Il tempo, poi, farà il suo mestiere setacciando il tutto e facendo rimanere solo chi merita veramente. Gli altri saranno relagati a ruoli ancillari. L’importante è che a guidarci nelle scelte non sia il mercato perché il prezzo, come dice giustamente anche lei, non fa il capolavoro né l’artista. In Italia, tra tante sciagure, possiamo comunque dire che non abbiamo una piazza speculativa che i prezzi dei giovani sono corretti.

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