Biennale di Venezia: il Padiglione della Macedonia

We are all in this alone. E’ questo il titolo del progetto che gli artisti Hristina Ivanoska e Yane Calovski stanno preparando per il Padiglione  della Macedonia alla 56. Biennale di Venezia. Curato da Basak Senova il progetto della coppia di artisti, che collabora dal 2000, consiste in un’installazione che unisce la traduzione minimalista dell’affresco conservato a St. Gjorgi, chiesa del XII secolo nel villaggio di Kurbinovo (Macedonia) e gli scritti di Simone Weil, Luce Irigaray e Paul Thek. Un lavoro, quello firmato da Ivanoska e Calovski, che nel suo insieme comunica l’idea di fede come condizione emotiva e  intellettuale e, allo stesso tempo, come un’anomalia socio-politica contemporanea.

Gli Artisti

Ivanoska e Calovski  collaborano in modo non esclusivo dal 2000, creando opere che spesso affrontano ipotesi storiche e teoriche come fossero scenari basati su un determinato contesto. Le loro opere e loro progetti sono stati esposti e raccolti a livello internazionale sia in istituzioni pubbliche e private che in importanti collezioni. Hristina Ivanoska (1974, Skopje) ha costruito la sua pratica artistica per trovare un modo di azione individuale contro i ruoli sociali consolidati e le norme definite dai sistemi politici ed economici convenzionali. Yane Calovski (1973, Skopje), invece, è interessata a riattivare, piuttosto che a farne delle “fiction”, le inconcludente narrazioni moderniste che emergono dalla sua continua esperienza all’interno dei contesti internazionali disparati. Gli artisti sono rappresentati dalla Zak | Branicka Gallery; vivono e lavorano a Skopje e Berlino.

Basak Senova, è il primo curatore straniero nominato per il Padiglione  macedone. In passa ha curato il Padiglione della Turchia alla 53a Biennale di Venezia nel 2009. Recentemente, ha curato la Biennale di Fotografia di Helsinki 2014 e il Jerusalem Show.