BienNolo 2019, EPTACAIDECAFOBIA, la biennale d’arte contemporanea di Milano

BienNoLo - Ex Laboratorio Panettoni F.lli Cova. Courtesy: BienNolo Ph: Fabrizio Stipari
BienNoLo - Ex Laboratorio Panettoni F.lli Cova. Courtesy: BienNolo Ph: Fabrizio Stipari

L’incontro è al Mercato Comunale Crespi, tra i banchi della frutta e della verdura, la gastronomia e la Taverna dei Terroni, in mezzo al vociare tipico dei mercati. Uno dei primi esempi al chiuso, realizzato intorno agli anni trenta. Un luogo fortemente identitario che geograficamente si posizione a nord di Loreto, in quello che oggi prende il nome di NoLo. Una conferenza stampa gremita, in cui sono stati resi noti i nomi degli artisti selezionati per BienNolo 2019, la prima biennale di arte contemporanea di Milano, nata da un’idea di Carlo Vanoni con la collaborazione di Artcity Lab di Gianni Romano e Rossana Ciocca e Matteo Bergamini che sarà ospitata negli spazi dell’Ex Laboratorio Panettoni Giovanni Cova & C., dal 17 al 26 maggio.

#eptacaidecafobia (la paura del giorno 17) è il titolo della mostra che coinvolge 37 artisti, diversi per pratiche e linguaggi, ma le cui ricerche attivano dei dialoghi inattesi con lo spazio che restituisce un’architettura industriale, priva dei basilari servizi (come luce e gas), in cui la natura si è insinuata nel tempo, lasciando le tracce di quel passaggio.

Eugenio Tibaldi, Muffe, Courtesy: BienNol. Ph: Fabrizio Stipari

Eugenio Tibaldi, Muffe, Courtesy: BienNol. Ph: Fabrizio Stipari

Conservarla nella sua identità, provvisoria e decadente, è stata una scelta curatoriale precisa, come parte di una narrazione in cui le opere attivano un dialogo Abbracciando il paesaggio con Adrian Paci, Francesco Bertelé, Vittorio Corsini e Sara Rossi, tra Residui di muffe, camouflage e le trasformazione di Mario Airò, Stefano Arienti e Eugenio Tibaldi. Connessioni che nascono tra Soggetto e oggetto di Marco Ceroni, Sergio Limonta, Federica Perazzoli, Vedovamazzei e Italo Zuffi o attraverso  Metodo, materia e meditazione attivati da 2501,T-yong Chung e Serena Fineschi. Un’instabilità spazio-temporale in cui l’Inquietudine relazionale di Laura Cionci e The Cool Couple o le sensazioni di Vertigo generate dai lavori di Alfredo Rapetti Mogol, Matteo Pizzolante, Alessandro Simonini, Luisa Turuani e Bea Vinamaki, conducono a ragionare su un’Antropologia del trauma con Carlo Dell’Acqua, Giuseppina Giordano, Riccardo Gusmaroli, Iva Lulashi e Massimo Kaufmann. Dissertazioni in cui La forma delle parole di Stefano Boccalini, Giovanni Gaggia, Loredana Longo, Margherita Morgantin e Alessandro Nassiri Tabibzadeh, si fa spazio tra le Geografie e i Tag di Elizabeth Aro, Premiata Ditta, Francesca Marconi e Massimo Uberti, creando mappe possibili della contemporaneità.

Laura Cionci, Stato di grazia, 2019, performance Courtesy BienNolo

Laura Cionci, Stato di grazia, 2019, performance Courtesy BienNolo

Tematiche che si accostano ai momenti performativi di Mi Abito, un progetto della fondazione Wurmkos, con la Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione, curata da Gabi Scardi e al coinvolgimento nella manifestazione Piano city Milano, con i concerti di Adriano Bassi, Alessandro Nardin e Thomas Umbaca. Il programma Fuori BienNolo (già iniziato a aprile) ha visto un dialogo sul giornalismo con Matteo Bergamini, una riflessione sulla figura del curatore con Gianni Romano e un incontro sull’arte con Carlo Vanoni alla fermata del tram. Nella settimana dell’inaugurazione il pubblico potrà fare un giro del quartiere per fotografare il paesaggio con Sara Rossi; vedere la mostra urbana dei Manifesti per BienNolo (dell’artista Francesca Marconi, in Via Popoli Uniti) realizzati grazie a Paolo Nava Studio; andare al banco di Ivana Spinelli al Mercato Comunale Crespi; al Tranvai, con la Scuola Santa Rosa un progetto di Francesco Lauretta e Luigi Presicce e al Parco Trotter con Monica Isgrò e le scuole circostanti, per concludere con Habitat, un’iniziativa che coinvolge la cittadinanza della zona, che attiverà una temporanea installazione luminosa accendendo le luci nelle case e negli studi dei creativi, mentre Radio Nolo sarà partner del progetto.

MASSIMO UBERTI, Città ideale candele, durata 9 ore, 300 cm di diametro Courtesy BienNolo

MASSIMO UBERTI, Città ideale candele, durata 9 ore, 300 cm di diametro. Courtesy: BienNolo

Nell’anno in cui non si volgerà la biennale (2020) è previsto il Premio BienNolo, un concorso in cui una giuria di esperti sceglierà un’artista (emergente e affermato) che realizzerà un’opera per il quartiere. Perché lo scopo dell’evento, non vuole essere solo un momento estemporaneo ma è quello di radicarsi nel territorio, in questo caso, già inclusivo per sua natura geografica e culturale, perché “la storia dell’arte è storia anche dei luoghi” (Gianni Romano).