Aste: Blindarte e quel Cy Twombly che fa tanto New York

LOTTO 95 - Cy Twombly, Senza titolo, 1962. Olio, pastelli a cera, matite colorate, biro e grafite su carta, cm 50x70. Stima: € 400.000 - € 600.000
LOTTO 95 - Cy Twombly, Senza titolo, 1962. Olio, pastelli a cera, matite colorate, biro e grafite su carta, cm 50x70. Stima: € 400.000 - € 600.000

Ancora un volta Blindarte si conferma come una delle case d’asta italiane più coraggiose. Una delle poche, se non l’unica, a presentare, in ogni stagione, dei cataloghi di arte moderna e contemporanea che osano un po’, uscendo dai soliti canoni e dai soliti nomi. E quello dell’asta del 29 novembre prossimo non fa differenza. 288 i lotti che saranno battuti a partire dalle ore 18.00. Tra questi spicca subito il n. 35, dove incontriamo un bel lavoro di Giacomo Balla: Scena spirituale (uomo e donna nel fluido compenetrato di luce). Piccolo e raffinato olio su tavola realizzato tra la metà degli anni Venti e i primi anni Trenta stimato tra i 50 e i 70.000 euro. Un lavoro in cui Maurizio Fagiolo dell’Arco lega «ad alcuni studi degli anni venti che sembrano rilanciare la sua idea di unire l’idea futurista al passato dell’Eihnfuhlung di spirito mitteleuropeo». «Del resto – scrive Fagiolo dell’Arco -, la ricerca di Balla non è mai stata “astratta” ma sempre legata allo spiritualismo e al simbolismo».

LOTTO 35 - Giacomo Balla, Scena spirituale (uomo e donna nel fluido compenetrato di luce), 1925-30 circa. Olio su tavola, cm 33,5x20,5. Stima: € 50.000 - € 70.000

LOTTO 35 – Giacomo Balla, Scena spirituale (uomo e donna nel fluido compenetrato di luce), 1925-30 circa. Olio su tavola, cm 33,5×20,5. Stima: € 50.000 – € 70.000

Ma se questo è, senza dubbio, il lavoro più importante della prima metà dell’asta, non sono da trascurare i tanti lavori su carta di ottima qualità inseriti in catalogo. E’ il caso di 50 soli + 1 di Gastone Novelli al lotto 88 o del Senza titolo di Enrico Castellani al n. 89. Due lavori che preludono al nucleo più caldo dell’asta Blindarte dove troviamo un’interessante Tutologia di Nanda Vigo del 1971 (lotto 90, stima 20-30.000 euro), una Superficie a testura vibratile di Getulio Alviani (lotto 91, stima 40-60.000 euro) e il piccolo Cellotex W1 di Alberto Burri del 1980 (lotto 92, stima: 45-65.000 euro).

LOTTO 92 - Alberto Burri, Cellotex W1, 1980. Acrilico e vinavil su cellotex, cm 16x23,5. Stima: € 45.000 - € 65.000

LOTTO 92 – Alberto Burri, Cellotex W1, 1980. Acrilico e vinavil su cellotex, cm 16×23,5. Stima: € 45.000 – € 65.000

Il tutto per culminare in quello che è il vero capolavoro di questo catalogo: il piccolo ma prezioso Senza titolo di Cy Twombly realizzato nel 1962 a olio, pastelli a cera, matite colorate, biro e grafite su carta (lotto 95, stima: 400-600.000 euro). Un lavoro esposto alla Galleria La Tartaruga e allo studio d’arte Arco D’Alibert di Roma e pubblicata sul catalogo ragionato delle opere dell’artista, di cui esprime a pieno quel pensiero per il quale “Ogni linea è ora l’esperienza effettiva con la sua storia innata. Non illustra. E’ invece la sensazione della sua stessa realizzazione”. Un’opera a cui non potevamo non dedicare la copertina di questa nostra “lettura catalogo” e che apre il mercato italiano ad atmosfere da aste newyorchese. Così come fa il lotto 115, dove troviamo Gut V, scultura in acciaio di Antony Gormley del 2002 (stima: 300-400.000 euro).

LOTTO 115 - Antony Gormley, Gut V, 2002. Acciaio (mild steel blocks) mm 25x25x50 e mm 25x25x25, cm 152x51x72. Stima: € 300.000 - € 400.000

LOTTO 115 – Antony Gormley, Gut V, 2002. Acciaio (mild steel blocks) mm 25x25x50 e mm 25x25x25, cm 152x51x72. Stima: € 300.000 – € 400.000

Come sempre, poi, il catalogo Blindarte apre anche alla fotografia e dal lotto 116 in poi troviamo una bella selezione di lavori, tra gli altri, di Mimmo Jodice e Tracey Moffatt (lotti 120 e 121) che qualcuno avrà ammirato nel padiglione dell’Australia all’ultima Biennale di Venezia. Per proseguire con Candida Höfer, Nan Goldin o Nobuyoshi Araki. Ma il coraggio della casa d’aste napoletana lo si misura in lotti come Mars, God of War, after Diego Velazquez, tratto dalla serie Pictures of Junk dell’artista brasiliano Vik Muniz (lotto 145, stima: 28-35.000 euro) o Linienstraße 160 al lotto 147: lavoro di Michael Elmgreen & Ingar Dragset.

LOTTO 166 - Eva Marisaldi, Senza titolo, 1997. Matita su n. 53 fogli di carta lucida + n. 53 fotocopie cm 29,5x21 (ciascun foglio). Stima: € 3.000 - € 4.000

LOTTO 166 – Eva Marisaldi, Senza titolo, 1997. Matita su n. 53 fogli di carta lucida + n. 53 fotocopie
cm 29,5×21 (ciascun foglio). Stima: € 3.000 – € 4.000

Si arriva così alla parte finale del catalogo, in cui Blindarte ci mostra quella sua capacità, unica nel panorama italiano, di proporre anche opere a firma di nostri artisti contemporanei che ci portano nel cuore della scena artistica italiana del anni Novanta e del primo scorcio di nuovo millennio: da Deborah Ligorio a Loris Cecchini, passando per Botto&Bruno, Goldiechiari, Patrick Tuttofuoco, Eva marisaldi, Mario Airò, Stefano Arienti, Perino & Vele, Vedovamazzei e Arcangelo Sassolino. Insomma, un catalogo da studiare con grande attenzione e che speriamo sia premiato per la qualità della selezione e per quel coraggio che fa di Blindarte un po’ la Philllips italiana -> ASTA 85 – ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

© 2017, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.

2 Commenti

  • marco flò meneguzzo ha detto:

    concordo e la sua ultima frase è una conferma per me, dia una occhiata anche al catalogo di Finarte, ci sono delle piacevoli sorprese

  • armellin ha detto:

    Non discuto il valore del catalogo e la finezza dell’articolo di Maggi, come artista con studio a pochi chilometri da Blindarte Napoli posso rendere noto che costoro non hanno mai risposto ai miei inviti di visita alle mie Collection che, a differenza della Nazionale di calcio, catapultano l’arte contemporanea italiana in cima al mondo. Della serie : ci sono tanti modi di vincere comunque un mondiale. Ecco quindi segnalata l’incapacità di professionisti pur meritevoli, di dare un occhio oltre l’erba del vicino (un’altra Casa d’aste!) che sappiamo essere sempre più verde della propria. Perciò, per aiutare questi non vedenti porto avanti il progetto VESUVIO VERDE, chissà che costoro non si decidano così di alzare lo sguardo : dai due metri quadri del giardino del vicino che sommati ai due metri quadri del proprio fanno : quattro metri quadri…SA

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