BPER Banca: quando cultura aziendale e arte vanno a braccetto

La Galleria. Collezione e Archivio Storico
La Galleria. Collezione e Archivio Storico

Quanto l’impresa fa cultura. E’ questo il motto di Museimpresal’Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa, promossa da Assolombarda e Confindustria. Un motto che veste a pennello al  progetto culturale La Galleria. Collezione e Archivio Storico di BPER Banca che non ha caso è stato inserito,  quest’estate, all’interno del network dell’Associazione.

Nato un anno fa dal desiderio di promuovere e condividere con il pubblico il proprio patrimonio culturale, il progetto La Galleria nasce, infatti per dar voce all’impegno di BPER Banca a tradurre concretamente i propri valori nel campo dell’arte, con la certezza che una progettualità dinamica di eventi ed esposizioni è in grado di consolidare ulteriormente il rapporto che lega l’istituto al territorio, dando un segnale forte di continuità con il passato e di apertura al futuro.

Sebastiano Simonini, coordinatore del progetto La Galleria di BPER Banca

Sebastiano Simonini, coordinatore del progetto La Galleria di BPER Banca

Un esempio di collezionismo corporate che in pochissimo tempo è diventato un caso esemplare, con un museo in gradi di attirare, in meno di un anno, oltre 7.000 visitatori, una collezione che supera i  10.000 pezzi, tra  opere pittoriche (antiche, moderne e contemporanee), sculture, arredi, stampe antiche, monete e argenti. E un archivio storico di 200 metri lineari per un totale di circa 4000 pezzi tra buste, registri, mazzi, pacchi, scatole, dal 1867 al 1992; considerato a tutti gli effetti “bene culturale”, tanto da essere stato sottoposto alla normativa di tutela prevista dallo Codice dei Beni Culturali.

Per conoscere meglio questa realtà dell’eccellenza nel panorama italiano del collezionismo d’impresa, abbiamo incontrato il coordinatore del progetto La Galleria: Sebastiano Simonini.

Nicola Maggi: Un anno fa, era il 2 dicembre 2017, con la mostra “Uno scrigno per l’arte” prendeva ufficialmente il via il progetto culturale “La Galleria. Collezione e Archivio Storico”. Da cosa è nata, in BPER Banca, la necessità di dar vita ad un progetto così particolare?

Sebastiano Simonini: «La Galleria. Collezione e Archivio Storico è un progetto che nasce dalla consapevolezza dell’importanza dei diversi corpus collezionistici – emiliano-romagnolo, abruzzese, campano e ferrarese – che costituiscono il patrimonio artistico di BPER Banca. A questi si affianca l’archivio storico notificato, un vero e proprio racconto della storia della banca e del territorio in cui è stata fondata, come Banca Popolare di Modena, nel 1867.

Le dimensioni ed il valore storico-culturale di questo  patrimonio artistico ed archivistico hanno imposto la necessità di ripensarne in profondità l’approccio di conservazione, tutela, fruibilità e valorizzazione, mediante una gestione più organica, strutturata e matura.

L’aspirazione era quella di poter realizzare non un museo, ma una vivace e vitale proposta capace di coniugare istanze diverse, di rappresentanza e promozione culturale con al centro le collezioni e l’archivio storico, per un processo sempre più organico e strutturato di gestione di un patrimonio che rappresenta un’eccellenza nell’ambito delle corporate collection sullo scenario nazionale».

Barbieri Francesco Giovanni (il Guercino) - Apollo e Marsia

Barbieri Francesco Giovanni (il Guercino) – Apollo e Marsia

N.M.: La raccolta d’arte di BPER, peraltro, ha una storia molto lunga che ci racconta anche del profondo legame della banca con i territori in cui è presente. Come è nata e come si inserisce oggi nell’attività dell’Istituto?

S.S.: «Intorno agli anni 50-60 del secolo scorso, molte banche iniziarono ad acquistare opere d’arte, in modo sostanzialmente casuale, per l’arredo e il decoro degli storici palazzi direzionali e uffici di rappresentanza.

A differenza di altri istituti di credito, BPER iniziò quasi da subito a collezionare in modo più coerente, perseguendo una mirata politica di acquisizioni. E’ così nata una collezione di ambito emiliano-romagnolo, espressione della storia dell’arte del territorio in cui stava crescendo l’istituto.

Nel corso degli anni si sono poi acquisite banche che possedevano anch’esse collezioni che ben rappresentavano il territorio di insediamento, penso alla Cassa di Risparmio dell’Aquila, alla Banca della Campania e alla Cassa di Risparmio di Ferrara; in questo modo il patrimonio artistico del gruppo è cresciuto, fino a raggiungere gli oltre duemila pezzi importanti catalogati.  Oggi le opere di rilievo sono ancora in larga parte custodite nei principali palazzi direzionali, ma grazie alla nostra Galleria potranno essere presentate ed esposte a rotazione con mostre ed eventi dedicati».

N.M.:  Il progetto La Galleria è la chiara dimostrazione di come tra cultura artistica e cultura d’impresa ci possa essere un forte legame. Come ha influito, durante il 2018, l’arte nella vita e nel clima lavorativo di BPER?

S.S.: «Come l’arte possa influire direttamente sul clima lavorativo è difficile dirlo. Sicuramente però è cresciuta la  consapevolezza, la coscienza di questo importante patrimonio artistico e archivistico da parte di tutti i colleghi: i “vecchi quadri” appesi alle pareti, sono ora riconosciuti come opere d’arte da preservare e valorizzare. E questo è stato il maggior risultato ottenuto nel primo anno di vita della Galleria, che ha creato un senso di appartenenza forte, quasi identitario. Riconoscere l’esistenza e l’importanza di una collezione artistica e di un archivio storico da parte dei colleghi è fondamentale per il futuro sviluppo del progetto e, a lungo termine, mi auguro che sia possibile meglio valutare l’impatto che l’arte può avere sul “fare impresa”».

Una vista dell'allestimento di La Galleria

Una vista dell’allestimento di La Galleria

N.M.: Gestire una collezione così ampia richiede professionalità e investimenti specifici. Specialmente quando si decide di aprirla al pubblico. Ci può raccontare come si svolge la “vita quotidiana” della collezione BPER?

S.S.: «Gestire in modo evoluto e maturo una corporate collection richiede sicuramente professionalità e competenze specifiche, sia manageriali che di tipo scientifico e storico-artistico. La Galleria è stata inaugurata il 2 dicembre dello scorso anno e da allora abbiamo sviluppato una serie di attività, eventi, esposizioni, con l’obiettivo di rendere dinamico il senso de La Galleria.

Sono state presentate opere provenienti dai diversi corpus collezionistici del Gruppo,  ad esempio  un’importante tela di Tiziano, dalla collezione ex Cassa di Risparmio di Ferrara, è stato esposta in maggio, mentre in occasione di festivalfilosofia abbiamo realizzato un approfondimento su un’opera di Jean Boulanger.

Ogni evento è stato accompagnato dalla pubblicazione di un “quaderno” di studio ed è sempre stato necessario coinvolgere diverse funzioni aziendali e professionali per i differenti ambiti coinvolti: penso ad esempio alla comunicazione, alla sicurezza, alle relazioni esterne e media, ai restauri e agli allestimenti. Il coordinamento efficiente di tutte queste funzioni è l’elemento qualificante e vincente per un’attività di questo tipo».

N.M.: Collaborate anche con altre realtà simili alle vostre?

S.S.: «Abbiamo avviato relazioni con diverse banche che, come noi, stanno affrontando l’esigenza di gestire collezioni artistiche e archivi, ma non abbiamo ancora sviluppato vere e proprie collaborazioni, che sarebbero sicuramente necessarie per creare una rete nazionale di corporate collections bancarie. In questa direzione muove tuttavia il progetto del MUVIR (Museo Virtuale), promosso dall’ABI, che online nei primi mesi del prossimo anno. Aderiamo stabilmente al gruppo di lavoro delle relazioni culturali ABI promuovendo le iniziative sviluppate dall’Associazione, come il “Festival della Cultura Creativa” e “Invito a Palazzo”.

Siamo inoltre associati a Museimpresa, l’Associazione italiana dei musei e degli archivi d’impresa, promossa da Assolombrarda e Confindustria, alla quale partecipano oltre 70 aziende italiane di primissimo piano. E tra le relazioni della Galleria potremmo anche ricordare quelle avviate con  l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che come noto ha attivo un master in Art Management, con cui dialoghiamo in diversi ambiti di reciproco interesse».

Una vista dell'allestimento di La Galleria

Una vista dell’allestimento di La Galleria

N.M.: Oltre alle mostre a alle attività legate strettamente alla collezione, BPER è in generale molto attiva nel campo del sostegno alla cultura. Penso alla vostra sponsorizzazione dell’ultima edizione del festivalfilosofia. Che importanza ha la cultura nelle politiche di responsabilità sociale di un’istituzione come la vostra e, più in generale, del mondo bancario e imprenditoriale?

S.S.: «Quella di sponsorizzare festivalfilosofia non è stata una scelta episodica, ma si inserisce in una precisa politica di sostegno alla cultura nelle sue diverse espressioni, avviata da BPER Banca da tempo con numerosi interventi che affiancano all’attività bancaria specifica un’attenzione particolare ai progetti e alle iniziative di maggiore rilevanza provenienti dalle comunità servite. Il progetto de La Galleria è stato infatti inserito nel Bilancio di Sostenibilità 2017 dell’Istituto, a documentare in modo puntuale questo approccio  alla Corporate Social Responsability».

N.M.: Che progetti avete per il 2019?

S.S.: «Innanzitutto fino a maggio 2019 sarà visitabile in Galleria la mostra che abbiamo inaugurato a inizio mese “Ospiti Illustri in Galleria. Cola dell’Amatrice e Maestro dei Polittici Crivelleschi”, sperando di raggiungere più visitatori possibili per far conoscere al pubblico queste tre preziose tavole abruzzesi della collezione.

A livello gestionale, il primo obiettivo per il 2019 è sicuramente quello di accrescere i canali di comunicazione della Galleria. Abbiamo lanciato da poco il sito istituzionale www.lagalleriabper.it, anche pensato per rendere meglio fruibile il catalogo della collezione. Insieme al sito è stata aperta la pagina Instagram @lagalleriabper, con l’intenzione di creare una community online e presentare con un approccio più coinvolgente le opere della collezione.

Altro impegno del 2019 sarà proseguire con il lavoro sull’archivio storico, pubblicando almeno un altro “quaderno” di studio, dopo quello realizzato su “Le Signorine della Banca Popolare di Modena”, focalizzato sull’analisi della presenza femminile tra i dipendenti della banca».

Un gruppo di visitatori della sale di La Galleria

Un gruppo di visitatori della sale di La Galleria

N.M.: …e in termini di acquisizioni? Avete in mente una maggior apertura anche all’arte contemporanea?

S.S.: «Le acquisizioni importanti si fermano a ormai una decina di anni fa. Oggi vogliamo prima di tutto valorizzare e gestire sempre meglio il patrimonio che già possediamo. E’ questa attualmente la nostra sfida.

Per quanto riguarda l’arte contemporanea abbiamo avviato un’attività di ricerca e studio delle opere che sono ancora in un certo senso nascoste nelle diverse collezioni, per la loro corretta archiviazione e catalogazione.

Abbiamo individuato alcuni pezzi importanti di ambito contemporaneo, ad esempio fra i molti una grande tela di Carla Accardi, tre splendidi disegni di Sandro Chia e tre matite storiche di Previati, queste individuate in una piccola filiale in provincia di Ferrara. Ma gli esempi potrebbero essere davvero molti, la ricerca è continua e molto stimolante».

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