Aspettando Carol Rama: 5 mostre da vedere a settembre

Una vista dell'allestimento della mostra "La passione secondo Carol Rama" presso il Museu d'Art Contemporani di Barcelona. La retrospettiva arriverà alla GAM di Torino il 12 ottobre prossimo.
Una vista dell'allestimento della mostra "La passione secondo Carol Rama" presso il Museu d'Art Contemporani di Barcelona. La retrospettiva arriverà alla GAM di Torino il 12 ottobre prossimo.

L’estate volge al termine e con settembre i ritmi tornano alla normalità. Tra le mostre più attese: La passione secondo Carol Rama, la grande retrospettiva che la GAM di Torino dedicherà, a partire dal 12 ottobre, all’artista scomparsa lo scorso anno e che intende non solo mostrare il suo lavoro, ma anche fornire un’occasione di inserirsi e ribaltare le narrazioni e le letture dominanti della storia dell’arte attraverso l’eccezionalità della sua ricerca artistica. Carol Rama, infatti, è un’artista essenziale per comprendere le mutazioni della rappresentazione nel XX secolo e nei lavori posteriori di artiste come Cindy Sherman, Kara Walker, Sue Williams, Kiki Smith and Elly Strik. Una mostra che forse poteva arrivare prima, ma che salutiamo con gioia nel suo prendere in esame sette decadi di lavoro di una delle nostre artiste più significative, dai primi acquerelli degli anni Trenta alle sperimentazioni che l’hanno caratterizzata dagli anni Cinquanta al termine della sua carriera. Nel frattempo abbiamo selezionato per voi 5 mostre, tra le tante che ci vengono segnalate, che secondo noi dovreste vedere. La prima che ci piace segnalare rimarrà aperta fino al prossimo 3 ottobre presso il Museo Civico di Castelbuono a Palermo: si tratta di Travelling circular labyrinths, mostra personale di Salvatore Arancio (n. 1974) organizzata in collaborazione con la Galleria Federica Schiavo di Roma e inserita nella programmazione del ventesima edizione dell’Ypsigrock Festival. 

Salvatore Arancio, Loblolly Jack Gray Knobcone, 2016, glazed ceramics, mdf, dimensions variable. Museo Civico Castelbuono.

Salvatore Arancio, Loblolly Jack Gray Knobcone, 2016, glazed ceramics, mdf, dimensions variable. Museo Civico Castelbuono.

Attraverso un’assoluta varietà di tecniche (scultura, film, video, collage, stampa, ecc.), il lavoro di Salvatore Arancio definisce un immaginario estetico nel quale il paesaggio naturale è guardato attraverso quello che il curatore Luca Cerizza definisce come una forma di “sublime psichedelico”. Ogni sfaccettatura del suo lavoro contiene una giustapposizione delle radici e della rappresentazione delle immagini: naturale e artificiale, minerale e vegetale, bidimensionale e tridimensionale, scientifico e mitologico. Sempre il paesaggio è al centro della ricognizione che la Galleria Renata Fabbri di Milano propone con la collettiva Beyond Landscape, che inaugurerà il 19 settembre prossimo:  mostra che, attraverso il lavoro di 7 artisti italiani e internazionali, intende monitorare e presentare la ricerca di alcune tra le giovani figure protagoniste dell’arte contemporanea che stanno portando avanti un percorso di analisi del topos del paesaggio la cui dimensione possiede ormai confini di difficile demarcazione, costantemente in evoluzione e in dialogo con le dinamiche e gli accadimenti sociali, culturali, ed economici. Gli artisti coinvolti in questa collettiva sono: Sophie Ko, Petra Lindholm, Laura Pugno, Marco Strappato, Giorgia Severi, Cosimo Veneziano e Adéla Waldhauserová,

Petra Lindholm, Beneath Winter, 2014. Silk, polyester, ink jet and pigment on wood 35 x 35 cm.

Petra Lindholm, Beneath Winter, 2014. Silk, polyester, ink jet and pigment on wood 35 x 35 cm.

 Dai giovani artisti ad un grande nome dell’arte contemporanea: Ai Weiwei a cui il fiorentino Palazzo Strozzi dedica, dal 23 settembre prossimo, Libero, la sua prima grande mostra italiana. Artista dissidente e personalità provocatoria, protagonista di mostre presso i maggiori musei del mondo, Ai Weiwei invaderà Palazzo Strozzi con opere storiche e nuove produzioni che coinvolgeranno tutto lo spazio: la facciata, il cortile, il Piano Nobile e la Strozzina. Per la prima volta Palazzo Strozzi sarà utilizzato come uno spazio espositivo unitario, creando un’esperienza totalmente inedita per i propri visitatori ed esaltando una delle peculiarità dell’arte di Ai Weiwei, il rapporto tra tradizione e modernità, in un luogo simbolo della storia di Firenze. La mostra proporrà un percorso tra installazioni monumentali, sculture e oggetti simbolo della sua carriera, video e serie fotografiche dal forte impatto politico e simbolico, permettendo una totale immersione nel mondo artistico e nella biografia personale di Ai Weiwei.

 Ai Weiwei, Reframe_Palazzo Strozzi: Reframe/Nuova cornice, 2016, PVC, policarbonato, gomma, cm 650 x 325 x 75 ciascuno (22 gommoni di salvataggio). Courtesy: l'artista.

Ai Weiwei, Reframe_Palazzo Strozzi: Reframe/Nuova cornice, 2016, PVC, policarbonato, gomma, cm 650 x 325 x 75 ciascuno (22 gommoni di salvataggio). Courtesy: l’artista.

Agli amanti della fotografia, segnaliamo invece la mostra che la Galleria Carla Sozzani di Milano, in occasione dei suoi 25 anni di attività, dedica a David Seidner, uno dei massimi esponenti della fotografia di moda degli anni ‘80 e ‘90.  Una mostra inedita, che mette insieme un corpus di cinquanta fotografie provenienti dall’International Center of Photography di New York, che ripercorrono la sua ricerca fotografica in oscillazione continua tra la moda, il ritratto e la storia dell’arte.

David Seidner, Lips,1988 © International Center of Photograhy, David Seidner Archive

David Seidner, Lips,1988 © International Center of Photograhy, David Seidner Archive

Infine, chiudiamo questa nostra selezione di mostre con un’altra importante retrospettiva:  Alberto Burri: lo Spazio di Materia – tra Europa e U.S.A, mostra conclusiva delle Celebrazioni del Centenario della nascita del grande artista italiano che inaugurerà presso Ex Seccatoi del Tabacco di Città di Castello il prossimo 24 settembre. L’esposizione, che segue il successo  della mostra Alberto Burri: The Trauma of Painting dell’ottobre 2015 al Solomon R. Guggenheim di New York e della successiva tappa presso il Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf, proporrà una vasta ricognizione relativa alle più significative tendenze dell’arte contemporanea del secondo dopoguerra del XX secolo, che sembra possibile coniugare all’’arte di Burri sia in quanto tematicamente antecedenti ad essa sia in quanto coeve o successive, con individuati aspetti dialettici di più evidente influenza.

Alberto Burri: SZ 1, 1949 Olio, sacco su tela cm. 49x58,5. Città di Castello, Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

Alberto Burri: SZ 1, 1949 Olio, sacco su tela cm. 49×58,5. Città di Castello, Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

Per questo, accanto ad un nucleo scelto di circa 20 opere di Burri, sarà possibile ammirare opere di Maestri protagonisti del XX e XXI secolo: Fautrier, Dubuffet, Pollock, Motherwell, Hartung, De Kooning, Wols, Calder, Marca-Relli, Scarpitta, Matta, Nicholson, Tàpies, Colla, Rauschenberg, Twombly, Johns, Fontana, Manzoni, Castellani, Uncini, Lo Savio, Klein, Rotella, Christo, Tinguely, Arman, César, Morris, Sonnier, Beuys, Kounellis, Calzolari, Pistoletto, Pascali, Nevelson, Piene, LeWitt, Scialoja, Mannucci, Leoncillo, Andre, Afro, Chamberlain, Capogrossi, Kiefer, Miró, Soulages e altri. Il tutto messo in dialogo con un repertorio fotografico e documentario del periodo storico tra il 1947 e il 1989, ossia dal dopoguerra al termine emblematico della fine della Guerra fredda e della caduta del muro di Berlino, che permetterà un approfondimento di questo particolare momento storico culturale dell’arte.

1 Commento

  • armellin ha detto:

    Giusto per dare uno spazio micro alle mostre on line, mi scuso per l’autocitazione ma visti i commenti ricevuti dalla pubblicazione in atto, il pubblico impegnato può verificare se la mia STALINGRAD supera Guernica di Picasso, a breve pubblicherò la terza di tre parti. Mi tengo comunque fuori dal confronto, infatti ho chiesto a Massimo Bray che mi segue con interesse di proporre una verifica alla commissione arte della Treccani. Qui sopra trovo simpatico Palazzo Strozzi, Ai rivisita a suo modo il genere Christo cercando di aggiungere qualcosa di nuovo. C’é poi la “sesta” mostra in diretta TV, i reportage del terremoto…SA

I commenti sono chiusi