Studio d’arte martini: da Alviani a Ghirri, ecco l’asta di Natale

LOTTO 57 - GETULIO ALVIANI - A 131, 1961

Tutto pronto per la seconda asta autunnale dello Studio d’Arte Martini che il 18 dicembre prossimo metterà all’incanto un nuovo catalogo di 126 lotti guidato da A 131, un alluminio su tavola del 1961 a firma di Getulio Alviani (lotto 57, stima: 40-50.000 euro). Dedicata all’artista Ibrahim Kodra, quest’opera è un bell’esempio di quelle “linee luce”, superfici metalliche fresate che poi, organizzate e composte modularmente, diverranno le sue celebri “superfici a testura vibratile”. Peraltro questo lavoro porta una data importante all’interno della carriera di Alviani. E’ il 1961, infatti, quando l’artista tiene  una personale alla Mala Galerija di Lubiana. Ma procediamo con ordine nella nostra lettura della prossima asta Martini che si apre con una ricca selezione dedicata alla Poesia Visiva non solo italiana dove spicca, tra tutti, un bel lavoro storico di Paul De Vree: Parlament merdre del 1973 (lotto 10, stima 4000-5000 euro).

LOTTO 10 - PAUL DE VREE, Parlement merdre, 1973

LOTTO 10 – PAUL DE VREE, Parlement merdre, 1973

Sempre in questa prima parte dell’asta, molto interessante anche il lotto n.11: Poemi di Viaggio, The Money (1975-76) di Sarenco, valutato 4000-5000 euro. Mentre al lotti 12 e 13 troviamo due lavori storici di Lamberto Pignotti entrambi presentati con una stima di 2000-3000 euro: De Composizione del 1976 e Sonatina, sempre degli anni Settanta. Molto bello anche il lotto 14 con due opere degli anni Settanta di Giuseppe Chiari, artista che piano piano sembra uscire dal cono d’ombra in cui era stato ingiustamente relegato negli anni. Le due opere sono Piccola fotografia con piano e mano (1970) e un Senza titolo (1972). Complessivamente questi due lavori sono stimati 3000-4000 euro.

LOTTO 14 - GIUSEPPE CHIARI: Piccola fotografia con piano e mano (1970) e Partitura (1972).

LOTTO 14 – GIUSEPPE CHIARI: Piccola fotografia con piano e mano (1970) e Partitura (1972).

Al lotto 16, troviamo invece Lo spessore ecologico dal punto di vista della coesistenza, opera del 1969 di Gianni Emilio Simonetti. Artista e teorico, tra i pochi esponenti del Situazionismo in Italia, Simonetti ha fatto parte dell’esprienza artistico/politica di Fluxus, dell’avventura Cramps/Multipla e, nel campo delle culture materiali, ha ideato la rivista «La Gola». Il lavoro proposto da Martini è stato esposto nel 1970 a New York in occasione della mostra Simonetti: paintigs che si tenne alla Galerià Bonino e all’epoca fu pubblicato anche sul New York Times.

LOTTO 16 - GIANNI EMILIO SIMONETTI - Lo spessore ecologico dal punto di vista della coesistenza pacifica, 1969

LOTTO 16 – GIANNI EMILIO SIMONETTI – Lo spessore ecologico dal punto di vista della coesistenza pacifica, 1969

Scorrendo il catalogo, dal lotto 26 al lotto 29 troviamo una selezione di lavori di Paolo Masi degli anni Settanta, tra i quali spicca Tessitura, opera del 1974 valutata 7000-8000 euro. Si tratta di uno dei primi esempi di quelle tessiture che Masi inizia a creare proprio nel 1974 quando, dopo le esperienze degli anni Sessanta, ritorna alla bidimensionalità attraverso il progetto Rilevamenti esterni – conferme interne (1974-76), elaborazione che Paolo Masi sviluppa all’esterno del suo studio con il lavoro iniziato nel 1974 a New York delle Polaroid di tombini, muri e pavimenti e, contemporaneamente, all’interno dello studio con, appunto, le Tessiture (tela grezza cucita) e i Cartoni da imballaggio, di cui troviamo un esempio al lotto 27: Senza titolo (1977).

LOTTO 26 - PAOLO MASI - Tessitura, 1974

LOTTO 26 – PAOLO MASI – Tessitura, 1974

Si apre così il prezioso capitolo che Studio Martini dedica alla Pittura Analitica dove troviamo una serie di opere storiche a firma dei nomi più importanti di questo filone, come nel caso del lotto 33: Grammature di Colore di Elio Marchegiani. Datato 1973 e valutato 15-20.000 euro questo lavoro è uno dei primi esempi di questa celebre seria che l’artista inizia proprio in quell’anno. Ma la selezione di Pittura Analitica offerta in quest’asta è veramente eccelsa e il consiglio è di studiare bene le opere, tra gli altri, di Zappettini, Contani e Griffa inserite in catalogo. Una selezione che apre anche ad esperienze analoghe che si sono sviluppate fuori dai confini italiani negli stessi anni. E’ il caso del gruppo francese Support Surface, qui rappresentato da un pregiato lavoro di Noel Dolla del 1975: N∞14 (lotto 38, stima: 30-40.000 euro).

LOTTO 38 - NOEL DOLLA - N° 14, 1975

LOTTO 38 – NOEL DOLLA – N° 14, 1975

La seconda parte dell’asta è invece dedicata all’arte ottica e programmata e anche in questo caso il catalogo Martini presenta una serie di lavori storici a firma di Horacio Garcia Rossi, Julio Le Parc, Hugo Demarco. Ed è in questa parte che si incontra, oltre al lavoro di Alviani di cui ho parlato in apertura, anche un bellissimo acrilico su tela di Bruno Munari: P4 8 (Curva di Peano) del 1975 (Lotto 54, stima: 30-40.000 euro).  Si tratta di una delle opere che l’artista esposte a Brescia presso la Galleria Sincron proprio nel 1975 in occasione della personale Curva di Peano.

LOTTO 54. BRUNO MUNARI - P4 8 (Curva di Peano), 1975

LOTTO 54. BRUNO MUNARI – P4 8 (Curva di Peano), 1975

Molto interessanti anche i lotti 67 – dove troviamo Progetto – Naviglio ‘70 – ‘71- Cromovariabile + quadrionda 151, assemblaggio di Grazia Varisco del 1970/71 (stima: 20-30.000 euro) – e 70, dove è proposto un Crotopo del 1964 di Nanda Vigo. (stima: 20-30.000 euro). Tra i tanti spunti che il catalogo dello Studio Martini offre, mi piace infine citare il lotto 88 dove troviamo KM 0, 250, serie di 29 stampe cromogeniche da negativo di Luigi Ghirri. L’opera, un pezzo unico, è offerta con una stima di 50-60.000 euro.

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