Art Album

Un viaggio a puntate nel mondo dell’arte, tra curiosità, storia e… tanto altro!

Giorgio Morandi, Natura Morta, 1962. Matita su carta. Courtesy: Centro Studi Giorgio Morandi - Bologna

Tra luce e ombra. I disegni di Giorgio Morandi

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Oggi il totale dei disegni ammonta a 944 ma è plausibile che ce ne siano altri. Numeri e premesse che lasciano ben sperare e che portano a riservare sempre maggiore attenzione all’attività grafica del maestro bolognese. Come evidenziato da Marilena Pasquali nel nuovo Catalogo generale dell’artista, il disegno è una pratica quotidiana che Morandi esercita con costanza e senza interruzioni lungo tutto il corso della sua vita.

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Ettore Spalletti. © Ettore Spalletti Courtesy Galleria Lia Rumma Milano/Napoli

Ettore Spalletti: lo spazio del colore

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Classe 1940, Ettore Spalletti è nato e ha vissuto a Cappelle sul Tavo, un paese, o meglio, una contrada abruzzese della provincia di Pescara. Uno di quei luoghi immersi nel verde olivo della campagna, incastrato fra il rarefatto profilo azzurrino della Maiella e la luminosità piatta del mare Adriatico. La sua carriera ebbe inizio qui..

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Giosetta Fioroni, Liberty, 1964 (particolare). Matita, smalti bianco e rosso su tela, cm 146 x 114. collezione Nanni Benazzo, Roma © Giuseppe Schiavinotto

Oltre la Pop Art. Giosetta Fioroni

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Raccontare l’opera di Giosetta Fioroni consente di parlare anche dell’arte italiana anni sessanta sotto un profilo diverso, meno filo-americano e più autenticamente italiano. Consente di liberare l’immagine che abbiamo degli artisti romani dal pesante fardello della Pop Art americana, che è stata sicuramente importante, ma che risulta marginale se si mettono al centro le peculiarità del fenomeno italiano.

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BRUNO MUNARI, Tetracono, 1965, alluminio e ferro, elettromotore, 26,5x20x21,3 cm prototipo, esemplare unico. Foto: David Reinfurt, Courtesy: 10 A.M. Art, Milano

Eppur si muove. Arte programmata e dintorni

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Tra la fine degli anni ’50 e la prima metà degli anni ’60 in Europa fanno la loro comparsa gruppi, correnti e movimenti artistici che, attraverso la costruzione di opere semoventi o fondate sull’illusione ottica, pongono al centro del loro lavoro la ricerca sulla percezione dell’osservatore e le sue interazioni con l’opera: si parla spesso in questo caso indifferentemente di arte cinetica, optical, oppure programmata, dalla definizione coniata da Bruno Munari nel 1962.

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