Art Album

Un viaggio a puntate nel mondo dell’arte, tra curiosità, storia e… tanto altro!

Giosetta Fioroni, Liberty, 1964 (particolare). Matita, smalti bianco e rosso su tela, cm 146 x 114. collezione Nanni Benazzo, Roma © Giuseppe Schiavinotto

Oltre la Pop Art. Giosetta Fioroni

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Raccontare l’opera di Giosetta Fioroni consente di parlare anche dell’arte italiana anni sessanta sotto un profilo diverso, meno filo-americano e più autenticamente italiano. Consente di liberare l’immagine che abbiamo degli artisti romani dal pesante fardello della Pop Art americana, che è stata sicuramente importante, ma che risulta marginale se si mettono al centro le peculiarità del fenomeno italiano.

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BRUNO MUNARI, Tetracono, 1965, alluminio e ferro, elettromotore, 26,5x20x21,3 cm prototipo, esemplare unico. Foto: David Reinfurt, Courtesy: 10 A.M. Art, Milano

Eppur si muove. Arte programmata e dintorni

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Tra la fine degli anni ’50 e la prima metà degli anni ’60 in Europa fanno la loro comparsa gruppi, correnti e movimenti artistici che, attraverso la costruzione di opere semoventi o fondate sull’illusione ottica, pongono al centro del loro lavoro la ricerca sulla percezione dell’osservatore e le sue interazioni con l’opera: si parla spesso in questo caso indifferentemente di arte cinetica, optical, oppure programmata, dalla definizione coniata da Bruno Munari nel 1962.

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Josef Hartwig and Joost Schmidt, Chess Set, Model No. XVI, 1924. Courtesy: Sotheby's

Bauhaus, cento anni e una scacchiera

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Il prossimo anno, nel 2019, saranno cento anni dell’apertura del Bauhaus. Per prepararci cerchiamo di capire nello specifico cosa fu il Bauhaus, al netto della sua storia e delle sue date, andando dritti al suo cuore ideologico. Per farlo si vedrà un’opera che uscì dalle sue officine. Non prendiamo come esempio un edificio di Gropius o di Mies van der Rohe, non un quadro di Klee o Kandinsky, non una scultura, un’incisione o un disegno, ma una scacchiera. Un gioco senza nessuna pretesa museale.

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Arte in Italia: c’era una volta il Medialismo

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Nell’ottobre del 1993, al Flash Art Museum di Trevi, il critico Gabriele Perretta inaugurava la mostra “Medialismo”. A distanza di 25 anni da quell’evento, ci piace ricordare la breve storia di quello che è stato l’ultimo movimento artistico italiano capace di radunare attorno a sé un nucleo consistente di artisti, da Maurizio Cattelan a Luca Vitone.

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Ana Lupas - The Solemn Process, 1964-2008

Una gita a… Bucarest: arte contemporanea in Romania

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Dite la verità: cosa conoscete di arte contemporanea romena? Credo che i primi nomi che vengano in mente nel rispondere a questa domanda, per motivi quasi opposti e includendo involontariamente in un arco temporale tutto il Novecento, siano quelli di Constantin Brâncuşi e di Adrian Ghenie. Ecco, allora, un breve viaggio nella scena artistica della Romania, tra musei d’arte contemporanea e le gallerie di tendenza che animano il centro di Bucarest.

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Tang Xiaohe, Strive Forward in Wind and Tides, 1971. Collezione T.Z. Chang.

L’arte contemporanea cinese (p. 1): 1949-1979

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Cosa sapete dell’arte contemporanea cinese? Probabilmente poco. Nonostante l’attenzione riservatagli negli ultimi anni dalla stampa internazionale, collegata spesso alla risonanza globale acquisita in seguito all’eccezionale sviluppo economico della Cina, l’arte cinese, specie quella contemporanea, è poco conosciuta dal pubblico occidentale e le fonti in materia sono assai ridotte. Iniziamo oggi uno speciale di due puntate dedicato alla produzione artistica cinese dagli anni Cinquanta al XXI secolo.

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Gisella Gellini, docente di "Light Art e Design della Luce” al Politecnico di Milano

Presente e futuro della Light Art: intervista a Gisella Gellini (Politecnico di Milano)

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Dall’incontro con Giuseppe Panza di Biumo alla mappatura della Light Art in Italia. Gisella Gellini, docente di “Light Art e Design della Luce” al Politecnico di Milano e massima esperta di Light Art, ci parla del presente e del futuro dell’arte fatta con la luce che spesso viene tramutata solo in uno show per mancanza di progettualità e cultura.

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Polonia: l’arte di sapersi arrangiare

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Dal 2010 il mercato dell’arte polacco è in continua crescita e se un nuovo e vibrante ambiente culturale ha agevolato l’apertura di nuove gallerie commerciali e stimolato il collezionismo locale all’interno del paese, la Polonia cerca adesso di internazionalizzarsi. E’ nata così la NOT FAIR, prima Boutique Art Fair della Polonia.

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