Con Cézanne a spasso per Aix-en-Provence

Paul Cézanne , Autoritratto, 1895. (particolare)
Paul Cézanne , Autoritratto, 1895. (particolare)

Rallentati dal traffico agostano, l’occhio guarda il paesaggio che circonda l’autoroute A8, più conosciuta come La Provençale. Il confine con l’Italia non è poi così lontano, ma già siamo immersi in una delle regioni più belle della Francia: ProvenceAlpesCôte d’Azur. E lì, imponente e solitaria, si staglia sul cielo reso chiaro dall’afa, lei… impossibile non riconoscerla… la montagna di Paul Cézanne, del padre della pittura moderna: la Saint-Victoire. Ogni volta che passo da queste parti un brivido mi scuote pensando alla grandezza di quell’uomo solitario e alla traccia indelebile che ha lasciato nella storia dell’arte. E qui siamo nella terra dove tutto ha avuto inizio ad un passo da Aix-en-Provence, meta del nostro viaggio.

Aix-en-Provence

Aix-en-Provence

Aix è una città vivace, giovane ed elegante, dove la storia fa da sfondo a una quotidianità che coniuga i piaceri dello shopping e la nobiltà del patrimonio, l’allegria dei dehors e le bellezze architettoniche, le passeggiate in città e le meraviglie del barocco. Ma soprattutto è la città che ha dato i natali a Paul Cézanne che qui ha vissuto per quasi tutta la sua vita di uomo e di artista, ispirato dai luoghi, dalla luce e dai colori. Ed è un’autentica emozione visitarla seguendo le sue orme che dalla sua casa natale al n. 28 di Rue de l’Opéra si snodano per le vie e i vicoli, schiudendoci una parte di quel mondo che ne ha contrassegnato l’esistenza, lo sguardo e l’opera. Fino ad arrivare al Cimetière Saint-Pierre dove il grande artista riposa dal 24 ottobre 1906.

I "chiodi" con la C che segnano il percorso di Cézanne a Aix

I “chiodi” con la C che segnano il percorso di Cézanne a Aix

Tra questi due estremi, alfa e omega di un uomo divenuto immortale grazie alla sua grandezza artistica, un “sentiero” delimitato con dei chiodi caratterizzati dall’iniziale del suo cognome vi  offre una visione diversa di Aix, intima e inconsueta, dando valore a facciate che, altrimenti, passerebbero inosservate. E’ il caso dell’edificio al n. 55 del Cours Mirabeau. Qui, se alzate un po’ gli occhi, si scorge ancora l’insegna dell’antica cappelleria del padre di Cézanne, Luois-Auguste, a pochi passi dalla casa natale del pittore (Rue de l’Opéra è a poche decine di metri).

La cappelleria del padre di Cézanne al n. 55 di Cours Mirabeau

La cappelleria del padre di Cézanne al n. 55 di Cours Mirabeau

Di chiodo in chiodo, i passi ci conducono davanti alle case delle sorelle, della madre, della nonna, alle scuole dove Paul ha studiato fino ad arrivare all’Hôtel de Ville – dove l’artista, il 28 aprile 1886, sposò Hortense Fiquet – e alla Faculté de Droit dove nel 1858 si era iscritto per assecondare i desideri del padre che lo avrebbe voluto avvocato. Per nostra fortuna abbandonerà il corso di studi già nel 1860 per dedicarsi, invece, ai corsi di disegno all’istituto di Place Saint-Jaen de Malte oggi trasformato nel Musée Granet, considerato uno dei più belli di Francia, che nella sua collezione conserva 10 tele di Cézanne oltre ad una raccolta di acquerelli e disegni che, per motivi di conservazione, viene esposta al pubblico ogni tre anni. Ammirare le sue opere nel luogo dove il giovane Paul ha mosso i primi passi nel mondo dell’arte dà una certa emozione. E’ qui, tra il 1857 e il 1862, che si esercita copiando alcune opere della collezione dell’Ordine di Malta, tra le quali Le baiser de la muse di Frillié, Le prisionnier de Chillon di Edouard Dubuffet o Pêches dans un plat, opera di scuola francese del ‘600 la cui eco si può intravedere in molte delle composizioni di nature morte realizzate dall’artista durante la sua carriera.

Musée Granet - Paul Cézanne, Les baigneuses, 1839-1906. Opera preparatoria al dipinto monumentale Grandes Baigneuses (1906).

Musée Granet – Paul Cézanne, Les baigneuses, 1839-1906. Opera preparatoria al dipinto monumentale Grandes Baigneuses (1906).

Davanti alla Facoltà di Diritto si trova, invece, un edificio molto importante nella vita di Cézanne: la Cathédrale Saint-Sauveur. Entrateci, non solo perché è un edificio bello ed estremamente curioso, in cui si mescolano più stili e ordini architettonici, dal romanico al gotico, arrivando al barocco. Ma anche perché nella navata di sinistra è conservato ancora il meraviglioso Trittico del roveto ardente di Nicolas Froment sotto il quale, come ricorda Émile Bernard in un suo scritto, Cézanne si sedeva sempre per seguire la messa e, cosa curiosa, dove «il Mosé gli assomiglia così stranamente».

Nicolas Froment, Trittico del Roveto Ardente, 1476

Nicolas Froment, Trittico del Roveto Ardente, 1476

Se le tappe del percorso Cézanne nel centro di Aix sono principalmente luoghi di passaggio, traccie della vita quotidiana dell’artista, è subito fuori dal centro cittadino che si trovano i due luoghi più affascinanti di tutto il tour. Il primo di questi è situato a circa 800 metri dalla Cattedrale, sulla collina dei Lauves. Qui, al n. 9 di avenue Paul Cézanne si trova il suo ultimo atelier dove lavorò dal 1902 al 1906. Progettato su disegno dello stesso artista, il piccolo edificio circondato dal verde conserva ancora tutti gli oggetti cari al pittore, i modelli delle sue ultime nature morte, i suoi mobili e i suoi attrezzi (tavolozze, pennelli, colori, cavalletti). E’ qui che vi si dischiuderà l’essenza più intima del suo lavoro, avvolti dalla luce e dal silenzio che accompagnavano l’artista che qui ha creato alcune delle sue opere più famose, tra le quali le Grandes Baigneuses (1906) ritenuto da molti il suo più grande capolavoro e oggi conservato nel Museum of Art di Filadelfia.

L'interno dell'Atelier di Cézanne ad Aix-en-Provence

L’interno dell’Atelier di Cézanne ad Aix-en-Provence

Per chi ama camminare, inoltre, è da non perdere il Terrain des Peintres, non troppo lontano dall’Atelier e da cui si può raggiungere anche il cosiddetto Chemin de la Marguerite da dove si può godere di una vista eccezionale della Montagne Sainte-Victoire e dove, non a caso, il pittore andava per realizzare le tante vedute della sua “beniamina”. Durante la sua carriera si contano ben 44 dipinti e 43 acquerelli che hanno come soggetto la grande montagna provenzale.

Paul Cézanne, La Montagna Sainte-Victoire vista dai Lauves, 1902-1906. Olio su tela, 65 x 81 cm. Collezione Privata.

Paul Cézanne, La Montagna Sainte-Victoire vista dai Lauves, 1902-1906. Olio su tela, 65 x 81 cm. Collezione Privata.

L’altro sito imperdibile, legato alla storia personale ed artistica di Cézanne è poi la bastide du Jas de Bouffan, la casa di campagna – oggi a 1.5 km dal centro di Aix – comperata nel 1859 dal padre dell’artista e che, per 40 anni, fino al 1899, sarà una dei principali luoghi di ispirazione di Paul Cézanne che qui dipinse direttamente sulle pareti del grande salone del piano terra – che fu uno dei suoi atelier –  le sue prime grandi opere di gioventù tra le quali Le Quattro Stagioni, il Ritratto di Louis-Auguste Cézanne ed il Bagnante sulla roccia. Ma durante gli anni lavorò nel parco, dinanzi alla casa, nella fattoria, presso lo stagno e sul viale di castagni, per un totale di 36 oli e 17 acquarelli che rappresentano le sue condizioni di vita familiare. Sfortunatamente, le 12 composizioni direttamente dipinte sulle pareti del Jas de Bouffan da Cézanne sono state, a partire dal 1912,  staccate, frammentate e trasferite su 22 tele prima di essere disperse tra collezioni private e musei di tutto il mondo. Al di là di questo la visita alla tenuta di famiglia rimane comunque affascinante e ricca di stimoli per una riflessione sull’arte di Cézanne.

Paul Cézanne, Ritratto Louis-Auguste Cézanne, c. 1865. pittura murale trasferita su tela, 167,6 x 114,3 cm. Oggi alla National Gallery di Londra.

Paul Cézanne, Ritratto Louis-Auguste Cézanne, c. 1865. pittura murale trasferita su tela, 167,6 x 114,3 cm. Oggi alla National Gallery di Londra.

Lasciato il Jas de Bouffan, l’itinerario dedicato a Paul Cézanne e alla sua vita ad Aix-en-Provence, non potrebbe che proseguire con la grande Montagne Sainte-Victoire e le Cave di Bibémus, lungo un cammino che dal centro di Aix vi porta nel cuore della magia dell’ispirazione, nei luoghi in cui il cubismo ha mosso i suoi primi passi. E’ su questo altopiano roccioso di 7 ettari, infatti, che il pittore di Aix scopre i luoghi dell’abbandono: la natura ha ormai ricoperto quelle che fino al XVIII secolo erano cave di pietra, ma tra il verde acceso della vegetazione le rocce rosso ocra scolpite dall’uomo con forme geometriche sbucano ancora, dando vita ad un’architettura sorprendente che colpisce l’immaginario artistico di  Cézanne che qui si recherà più volte, tra tra il 1895 e il 1904, per realizzare alcuni dei suoi più grandi capolavori, tra i quali Le rocher rouge. Sul luogo, peraltro, è ancora presente il capanno dove il pittore depositava le opere e dove, talvolta, dormiva.

Paul Cézanne, La Carrière Bibémus, 1895

Paul Cézanne, La Carrière Bibémus, 1895

Infine, questa nostra passeggiata a fianco di Paul Cèzanne non potrebbe che terminare nella corsia 6 del Cimetière Saint-Pierre, dove l’artista riposa, per rendere omaggio ad uno dei più grandi pittori di tutti i tempi che Picasso non esitò a definire «Il padre di tutti noi!»

5 Commenti

  • Stefano Armellin ha detto:

    Quello che per Cézanne é stato il Monte Sainte-Victoire per me é il Vesuvio e i problemi compositivi che ho dovuto superare sono maggiori dei suoi ; in quanto al padre, Picasso dice la solita banalità del finto modesto, siamo figli di Dio e il Padre di tutti noi é Nostro Signore. SA http://armellin.blogspot.com

  • lois ha detto:

    Gentile Nicola mi sembra, questa sua, una guida esauriente e di grande ispirazione. Effettivamente Aix è un luogo magico per gli appassionati d’arte, basta già solo fermarsi ai caffè del corso Mirabeau per immedesimarsi in quell’uomo solingo che ha cambiato il modo di leggere il mondo. Ci sono stato diverse volte ed ogni volta ne resto incantato. L’ultima volta haimè, troppo tempo fa, andai al
    Museo Grenet dove si celebrava il centenario della morte dell’artista. Meraviglie inaudite…e poi ritrovarsi lungo la strada la cima si St,Victoire…
    Mi ha fatto proprio venire voglia di ritornarci!!

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Veramente un luogo magico, già da quando ci si avvicina in auto. Anch’io ci sono tornato dopo tanti anni ed è stato un tuffo al cuore. Assieme ad Arles è uno dei centri che mi emoziona di più.

  • Fulber ha detto:

    Luoghi ricchi di magnetismo per chi è particolarmente sensibile all’arte. Ho avuto la fortuna di visitarne alcuni l’estate scorsa. Complimenti Nicola, per i suoi reportage!

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