Christie’s: una Italian Sale da “amatori”

Luciano Fabro, Italia dell’emigrante, 1981. Est. £600,000 – £800,000. L'opera di Fabro è stata scelta da Christie's come immagine di copertina per il catalogo della sua Italian Sale.
Luciano Fabro, Italia dell’emigrante, 1981. Est. £600,000 – £800,000. L'opera di Fabro è stata scelta da Christie's come immagine di copertina per il catalogo della sua Italian Sale.

Se proprio dovessi fare una critica all’Italian sale 2015 di Christie’s del 16 ottobre prossimo, potrebbe essere solo sulla mancanza di un acuto, di uno di quei pezzi che ti fanno rimanere a bocca aperta. Ma sarebbe ingiusto. I 61 lotti messi insieme dalla casa d’aste di King Street, sono delle vere e proprie chicche per amatori, quasi per filologi dell’arte italiana del XX secolo. E se sono poche le opere con una stima massima a sei zero, tanti sono, invece, i lavori che appaiono per la prima volta sul mercato, tutti di provenienza eccellente. In molti casi, inoltre, si tratta di opere d’arte che segnano l’inizio delle sperimentazioni che hanno reso celebri artisti come Lucio Fontana, Giuseppe Uncini o Agostini Bonalumi. Potranno non essere sempre dei lavori iconici, ma certamente si tratta di un insieme di rarità per palati fini che saprà attirare l’attenzione dei collezionisti più colti e raffinati.

 

Un catalogo da studiare con attenzione

 

Più che scorrendo il lotti sul web, l’Italian Sale di Christie’s la si apprezza consultando con attenzione il catalogo, leggendo i testi critici. Il consiglio è, quindi, quello di scaricare almeno la versione gratuita in pdf disponibile sul sito della casa d’aste. I 61 lotti che saranno messi in vendita il 16 ottobre prossimo sono, infatti, da studiare con la passione che solo un vero amatore d’arte può avere. Scoprirete, così, un numero impressionante di opere seminali realizzate da alcuni dei più importanti artisti italiani del XX secolo. Un esempio è l’Intersuperficie curva bianca di Paolo Scheggi (lotto 104). Inserito in catalogo con una stima di  250-350 mila sterline, questo lavoro datato 1963 è una delle opere che inaugura la breve, ma straordinaria, carriera di Scheggi che, tra il 1962 e il 1971 – anno della sua prematura scomparsa – realizza i suoi lavori più importanti. E Intersuperficie curva bianca è un’opera emblematica di quel decennio che fu un vero e proprio spartiacque per l’arte europea del dopoguerra.

LOTTO 104 - Paolo Scheggi, Intersuperficie curva bianca, 1963. Est.: £250,000 - 350,000. Courtesy: Christie's LTD

LOTTO 104 – Paolo Scheggi, Intersuperficie curva bianca, 1963. Est.: £250,000 – 350,000. Courtesy: Christie’s Images LTD

Qualche lotto dopo, al numero 107, troviamo Nero di Agostino Bonalumi (stima: 180-250.000 £). Realizzata nel 1965, quest’opera risale ad uno dei momenti culminanti della sua carriera, quando Bonalumi inizia ad esporre a livello internazionale, a volte in mostre personali e talvolta al fianco di contemporanei come i suoi amici e colleghi Enrico Castellani e Piero Manzoni. Un lavoro, quello inserito in catalogo da Christie’s che, peraltro, ci permette di apprezzare  quella simmetria che caratterizza la sua produzione dei primi anni Sessanta e che presto verrà abbandonata per un nuovo interesse verso forme più irregolari.

LOTTO 107 - Agostino Bonalumi, Nero, 1965. Est: £180,000 – £250,000. Courtesy: Christie's LTD

LOTTO 107 – Agostino Bonalumi, Nero, 1965. Est: £180,000 – £250,000. Courtesy: Christie’s Images LTD

In catalogo troviamo, poi, uno dei primissimi “tagli” di Lucio Fontana, un Concetto Spaziale, Attese datato 1959 (lotto 109, stima: 250-350.000 £). E, sempre a firma del padre dello Spazialismo, l’Italian Sale di Christie’s propone, come top lot della serata, un bellissimo Concetto Spaziale, Attese con cinque tagli obliqui che fendono ritmicamente la brillante tela scarlatta. Datato 1965, questo lavoro è uno dei migliori esempi di quel gesto iconico, il taglio, usato dall’artista per le sue esplorazioni spaziali a partire dalla fine del 1958. Un gesto enfatico, in cui si riflettono gli sviluppi tecnologici e scientifici dell’era spaziale, esplorando l’infinito alla ricerca di una maggior comprensione dell’universo (lotto 135, stima: 1-1.5 milioni di sterline).

LOTTO 108 - Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1964. Est: £1,000,000 – £1,500,000

LOTTO 108 – Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1964. Est: £1,000,000 – £1,500,000. Courtesy: Christie’s Images LTD

E splendido è l’altro lotto importante che troviamo nella prima parte dell’asta:  una bellissima Natura Morta di Giorgio Morandi del 1939 (lotto 111), offerta con una stima di 1.8-2.5 milioni di sterline. Si tratta del primo esemplare di una serie di tre dipinti realizzata da Morandi in tempo di guerra e registrati nel catalogo ragionato di Lamberto Vitali.

LOTTO 111 - Giorgio Morandi, Natura morta, 1939. Est: £1.800.000 - 2.500.000. Courtesy: Christie's LTD

LOTTO 111 – Giorgio Morandi, Natura morta, 1939. Est: £1.800.000 – 2.500.000. Courtesy: Christie’s Images LTD

Un’opera straordinaria, caratterizzata da un formato orizzontale insolitamente lungo, da cui emerge, con tutta la sua potenza, la capacità unica di Giorgio Morandi di trasformare un gruppo di oggetti quotidiani in un allineamento poetico e senza tempo di volumi e armonie di colori.

 

Una Italian Sale dal cuore “poverista”

 

Molto interessante il focus sull’Arte Povera – ormai un must delle aste di Christie’s sia a Londra che in Italia -, dove troviamo l’unico dei 6 lavori di Giulio Paolini che compongono la serie Parnaso (1977-1978) in cui l’artista ha inserito, nel pannello centrale, un elemento tridimensionale (lotto 113, stima: 50-70.000 £). Mentre al lotto 121 è presentato Cementarmato, uno dei primissimi esempi delle sperimentazioni di Giuseppe Uncini con questo materiale. Sperimentazione che rappresenterà un momento chiave della sua ricerca artistica, segnandone l’intera carriera. Datato 1952, questo lavoro è inserito in catalogo con una stima di 100-150.000 £.

LOTTO 121 - Giuseppe Uncini, Cementarmato, 1959. Est: £100,000 – £150,000. Courtesy: Christie's LTD

LOTTO 121 – Giuseppe Uncini, Cementarmato, 1959. Est: £100,000 – £150,000. Courtesy: Christie’s Images LTD

E in catalogo non mancano lavori di Mario Merz, Giovanni Anselmo, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro – sua l’opera in copertina (lotto 116, Italia dell’emigrante, 1980) -, Alighiero Boetti e Michelangelo Pistoletto. In particolare, per quanto riguarda Boetti, ci piace evidenziare la presenza in asta di Tutto (lotto 126, stima 400-600.000£), opera appartenente all’omonima serie, una delle ultime realizzate dall’artista prima della morte avvenuta nel 1994 e i cui lavori rappresentano, per molti versi, il culmine di tutta la sua estetica. Datato 1988, il lavoro inserito nel catalogo di Christie’s è caratterizzato da un insieme di immagini tratte dalla vita e dall’arte di Boetti ricamate, in modo intensamente dettagliato, su una tela di canapa. Probabilmente uno dei pezzi più belli di questa serie affascinante di opere che – come suggerisce il nome – sembra voler rappresentare ‘tutto’.

LOTTO 126 - Alighiero Boetti, Tutto, 1988. Est: £400,000 – £600,000. Courtesy: Chrsitie's LTD

LOTTO 126 – Alighiero Boetti, Tutto, 1988. Est: £400,000 – £600,000. Courtesy: Christie’s Images LTD

Tra le opere di Pistoletto spicca, invece, il grande quadro specchiante Lei e lui abbracciati (Michelangelo e Maria). Opera a grandezza naturale realizzata nel 1968, Lei e lui abbracciati è un doppio ritratto raffigurante Michelangelo Pistoletto e la sua compagna e collaboratrice artistica Maria Pioppi in piedi in un atto di intima unione.

LOTTO 123 - Michelangelo Pistoletto, Lei e lui abbracciati (Michelangelo e Maria), 1968. Est: £800,000 – £1,200,000. Courtesy: Christie's LTD

LOTTO 123 – Michelangelo Pistoletto, Lei e lui abbracciati (Michelangelo e Maria), 1968. Est: £800,000 – £1,200,000. Courtesy: Christie’s Images LTD

Si tratta di un lavoro che risale all’inizio della relazione tra Pistoletto e Pioppi e appartiene ad un unico gruppo di doppi ritratti, allo stesso tempo intimo ma anche aperto e interattivo, che Pistoletto ha creato in questo particolare momento della sua carriera e della sua vita, come celebrazione di una nuova partnership creativa e romantica della coppia. Esposta nello stesso 1968 in occasione della prima personale di Pistoletto alla Galleria L’Attico di Roma, quest’opera è inserita in catalogo con una stima di 800.000 – 1.200,000 £ (lotto 123).

 

Omaggio a Burri aspettando il Guggenheim

 

Vista la concomitanza con Alberto Burri: The Trauma of Painting, la grande retrospettiva che aprirà venerdì prossimo al Solomon R. Guggenheim Museum di New York, anche l’Italian Sale di Christie’s non poteva certo non tributare un omaggio all’artista di Città di Castello. Ecco, allora, che al n. 128 del catalogo troviamo Rosso Plastica M1 di Alberto Burri.

LOTTO 128 - Alberto Burri, Rosso Plastica M1, 1961. Est: £2,000,000 – £3,000,000. Courtesy: Christie's LTD

LOTTO 128 – Alberto Burri, Rosso Plastica M1, 1961. Est: £2,000,000 – £3,000,000. Courtesy: Christie’s Images LTD

Realizzato nel 1961 e messo in vendita con una stima di 2-3 milioni di sterline, questo lavoro fu scelto come copertina per il catalogo della mostra presso la Marlborough Gallery di Roma dove, nel 1962, furono esposte per la prima volta le sue Plastiche di cui l’opera in asta rappresenta, peraltro, uno dei primissimi esempi. E proprio con opere come Rosso Plastica M1, Burri cambierà il panorama della pratica artistica internazionale del dopoguerra, divenendo uno degli artisti più importanti e influenti dell’epoca.

 

Un finale nel nome di Fontana… e Lo Savio

 

La seconda parte dell’Italian Sale di Christie’s è praticamente tutta all’insegna di Lucio Fontana che, in questi anni, si è guadagnato il ruolo di vero e proprio nume tutelare dell’arte italiana sul mercato internazionale. Tre i lotti di punta tra gli ultimi 30 pezzi in asta: un Concetto Spaziale, Attese del 1967 e un Concetto Spaziale del 1956 (lotti 129 e 134, stima: 1-1.5 mln £) e altri due Concetto Spaziale, Attese del 1964 inseriti in catalogo, rispettivamente, con stime di 1.4-1.8 (lotto 145) e 1.7-2.5 milioni di sterline (lotto 147). Ma, top lot a parte, ci piace attirare l’attenzione su un pezzo dalla stima più contenuta (180-250.000 £), ma che è una vera chicca: Concetto Spaziale, Natura.

LOTTO 131 - Lucio Fontana, Concetto spaziale, Natura, 1959. Est: £180,000 – £250,000. Courtesy: Chrstie's LTD

LOTTO 131 – Lucio Fontana, Concetto spaziale, Natura, 1959. Est: £180,000 – £250,000. Courtesy: Christie’s Images LTD

Concepito nel 1959, Concetto spaziale, Natura è uno dei primi e dei più grandi lavori appartenenti alla serie intitolata Natura che Fontana inizia proprio nel ’59, subito dopo la “svolta” artistica dei Tagli. Con questa serie Fontana presenta le sue radicali teorie spazialiste in forma scultorea, realizzando opere che sono da considerarsi come alcune delle più significative del dopoguerra. Tornando al mezzo dell’argilla, Fontana crea, così, una varietà di forme primordiali e cosmiche, che in seguito svilupperà in bulbi e sfere, ognuna contrassegnata con gli stessi tagli violenti con cui ha penetrato le sue tele. Infine, ci piace chiudere questa nostra preview dell’asta di Christie’s mettendo in evidenza un lotto che rischia di passare forse inosservato tra i vari Morandi, Fontana, Scheggi e Castellani che spadroneggiano anche questa in seconda parte dell’asta. Si tratta di Metallo nero opaco uniforme di Francesco Lo Savio (lotto 137, stima: 100-150.000 £).

LOTTO 137 - Francesco Lo Savio, Metallo nero opaco uniforme, 1960. Est: £100,000 – £150,000. Courtesy: Christie's LTD.

LOTTO 137 – Francesco Lo Savio, Metallo nero opaco uniforme, 1960. Est: £100,000 – £150,000. Courtesy: Christie’s Images LTD.

Operando un’elegante fusione tra scultura, pittura e architettura in una nuova, futuristica e minimalista forma nera, Metallo nero opaco uniforme con la sua capacità di articolare il rapporto intrinseco, elementare e profondamente misterioso che intercorre tra luce, spazio e materia,  è probabilmente una delle espressioni culminati della ricerca artistica, tanto breve quanto influente, di Francesco Lo Savio. Appartenente alla serie dei Metalli, che l’artista inizia a creare nel 1960, infatti, quest’opera è un lavoro che non solo ha anticipato gran parte del Minimalismo americano degli anni Sessanta ma che, e forse in modo anche più significativo, rappresenta una risposta allo Spazialismo e alle pratiche artistiche dei suoi contemporanei Lucio Fontana e Piero Manzoni. Insomma, un “piccolo” gioiello dell’arte italiana che speriamo non sfugga al pubblico dell’Italian Sale di King Street. Adesso, però, non ci resta che attendere il 16 ottobre e il verdetto del collezionismo internazionale su questo catalogo estremamente colto che, con i suoi 61 lotti, aspira a realizzare un totale tra 24.7 e i 35.5 milioni di sterline.