Christie’s infrange ogni record: Italian sale da 43.3 mln £

Il banditore e presidente di Christie’s Europa e Medio Oriente, Jussi Pylkkannen in azione durante l'Italian Sale del 16 ottobre 2015.
Il banditore e presidente di Christie’s Europa e Medio Oriente, Jussi Pylkkannen in azione durante l'Italian Sale del 16 ottobre 2015.

Jussi Pylkkannen doveva sentirselo quando ha invitato il pubblico a sedersi nella sala di Christie’s per l’Italian Sale 2015. Quel suo «benvenuti a questa eccitante serata con tante offerte da fare», infatti, alla luce dello straordinario record maturato stasera in King Street, da frase di rito suona adesso quasi come un presagio. 43.2 milioni di sterline (buyer premium incluso). Una cifra incredibile, che infrange il record realizzato lo scorso anno da Sotheby’s quando la sua asta di arte italiana si chiuse con un totale di 41.4 milioni. E ancora più incredibile è il ritmo con cui si sono susseguite le offerte, lotto dopo lotto, tanto che Pylkkannen, banditore della serata e presidente di Christie’s Europa e Medio Oriente, ad un certo punto ha commentato quel avvicendarsi frenetico di puntate definendolo nientemeno che fast and furious. E in questa serata eccezionale per l’arte italiana, arriva anche un’importante conferma per Vincenzo Agnetti che, a distanza di 24 ore, realizza un nuovo record. Scatenati i collezionisti quando sul podio sale Rosso Plastica M1 di Alberto Burri, aggiudicato per 3 milioni di sterline. E finale con applauso in sala per Arnaldo Pomodoro che vede il suo Giroscopio IV volare a 560 mila £ partendo da una stima di 250-350 mila.

 

61 lotti aggiudicati in meno di un’ora

 

L’evening sale di post-war and contemporary art si è conclusa da poco. Giusto il tempo di riprendere fiato e bere un bicchiere d’acqua e Jussi Pylkkannen è nuovamente sul podio e invita le persone a sedersi. Mancano pochi minuti alle 22 (ora italiana): ha inizio l’Italian Sale di Christie’s. L’aspettativa è di 24.7-35.5 mln di sterline, ma l’aria si fa subito frizzante. Con ritmo serrato le offerte si susseguono e così i lotti. Pochi minuti, talvolta una manciata di secondi per un’aggiudicazione e i primi 30 lotti sfilano via ad una velocità sorprendente tanto che Pylkkannen sembra quasi non sapere da che parte guardare. A metà asta 18 opere sono state battute a cifre molto al di sopra della stima massima e solo due passano la mano. Le altre centrano comunque le aspettative. Il primo risultato significativo giunge già al lotto n. 103 quando Vincenzo Agnetti supera se stesso e con Ritratto di Abitante (1971-72) realizza un nuovo record a poche ora da quello precedente: 150 mila £ di hammer price.

Vincenzo Agnetti, Ritratto di Abitante, 1971-72

Vincenzo Agnetti, Ritratto di Abitante, 1971-72

Pochi minuti e arrivano altre tre aggiudicazioni importanti: Superficie Bianca del 1973 di Enrico Castellani (lotto 106, stima 800.000-1.2 mln £) vola a 1.5 milioni di sterline e il bellissimo Concetto Spaziale, Attese di Fontana con cinque tagli obliqui che fendono ritmicamente la brillante tela scarlatta (lotto 108, stima 1-1.5 mln £) viene battuto a 2.3 milioni. Segue uno dei primissimi “tagli” di Lucio Fontana, un Concetto Spaziale, Attese datato 1959 (lotto 109, stima: 250-350.000 £) che supera di oltre tre volte la stima massima e fa battere il martello a più di 1.2 milioni.

Lucio Fontana , Concetto spaziale, Attese, 1959

Lucio Fontana , Concetto spaziale, Attese, 1959

Delude un po’ la Natura Morta di Morandi che si ferma sotto la stima massima, a 2.2 milioni, ma sala si infiamma quando, con il numero 116 sale sul podio L’Italia dell’Emigrante di Luciano Fabro, opera scelta da Christie’s come immagine di copertina per il catalogo della sua Italian Sale. Presentata con una stima di 600-800 mila sterline, questo lavoro del 1981 prende letteralmente il volo e alla fine il prezzo di martello è di oltre 2.3 milioni di £.

Luciano Fabro, Italia dell’emigrante, 1981. Est. £600,000 – £800,000. L'opera di Fabro è stata scelta da Christie's come immagine di copertina per il catalogo della sua Italian Sale.

Luciano Fabro, Italia dell’emigrante, 1981. Est. £600,000 – £800,000. L’opera di Fabro è stata scelta da Christie’s come immagine di copertina per il catalogo della sua Italian Sale.

Lotto numero 127: Michelangelo Pistoletto, Donna seduta che prende il the del 1971. Il catalogo la propone a 800 mila-1.2 milioni, ma i collezionisti in sala e al telefono si accapigliano e alla fine il suo valore è di 1.9 milioni. Mentre, subito dopo, Rosso Plastica M1 di Alberto Burri, opera del 1961 (stima: 2-3 milioni di sterline) che nel fu scelta come copertina per il catalogo della mostra presso la Marlborough Gallery di Roma dove furono esposte per la prima volta le sue Plastiche, raggiunge agilmente i 3 milioni della stima massima con grande soddisfazione per tutti gli estimatori dell’artista di Città di Castello rimasti certamente un po’ delusi dalle performance della sera precedente.

LOTTO 128 - Alberto Burri, Rosso Plastica M1, 1961. Est: £2,000,000 – £3,000,000. Courtesy: Christie's LTD

LOTTO 128 – Alberto Burri, Rosso Plastica M1, 1961. Est: £2,000,000 – £3,000,000. Courtesy: Christie’s LTD

Un altro risultato importante si ha con il Concetto Spaziale. Attese di Fontana al n. 129 che raggiunge i 2.4 milioni contro una stima di 1-1.5 mln. Poi l’atmosfera inizia a raffreddarsi.

 

Finale con applausi per Pomodoro

 

La seconda metà dell’Italian Sale ha un ritmo decisamente più calmo. Sono pochi i lotti che superano la stima massima e una decina rimangono sotto a quella più bassa. E’ qui, inoltre, che si concentra la maggior parte degli invenduti (6 su 10). Tutto è comunque sotto controllo. Basta vedere le facce sorridenti dello staff di Christie’s per capirlo. A metà del percorso, d’altronde, il totale ha già superato i 20 milioni senza il buyer premium e il raggiungimento delle aspettative è ad un passo. Tra i pochi guizzi di questa seconda parte di vendita, quello della Superficie Bianca di Enrico Castellani (lotto 133, Stima: 600-800 mila£) battuta a 1.3 milioni.

Arnaldo Pomodoro, Giroscopio IV, 1989

Arnaldo Pomodoro, Giroscopio IV, 1989

Soddisfazione per Francesco Lo Savio che, con Metallo nero uniforme, centra l’obiettivo pre-asta con un’aggiudicazione di  12o mila euro. Ma il vero protagonista della parte finale dell’Italian Sale di Christie’s è Arnaldo Pomodoro. Il pubblico si scalda con Bassorilievo del 1962 (lotto 158, stima 60-80 mila £) che arriva ad un hammer price di 170 mila, e poi si “esalta” con Giroscopio IV del 1989 (lotto 160) che, inserito in catalogo con una stima di 250-350 mila sterline raggiunge le 560 mila e in sala scatta un fragoroso applauso. L’Italian Sale di Christie’s finisce qui: 36.5 milioni di totale contando solo i prezzi di martello, 43.1 milioni con il buyer premium. E’ record e l’arte italiana del dopoguerra ha scritto un altro capitolo importante nella storia del mercato dell’arte.