Christo: analisi di mercato di un artista libero

Christo nel suo studio di New York nel 2004. Credits: Wolfgang Volz

Nel 2020 ci ha lasciato uno degli artisti più coraggiosi e liberi, Christo. Con le sue opere ha unito migliaia di persone in esperienze uniche, sconvolgendo il mondo dell’arte con installazioni artistiche su larga scala. I suoi impacchettamenti hanno coinvolto persone, oggetti, grandi architetture, interi edifici, ma soprattutto l’aria e la terra. La libertà era la sua parola d’ordine.

 

L’artista

 

Christo nasce nel 1935, lo stesso giorno di Jeanne-Claude, la donna che diventerà sua moglie, compagna, amica e organizzatrice degli incredibili progetti che ideava. Bulgaro di origini, si ritroverà a Parigi per sfuggire al regime del blocco comunista. In questo periodo si concentrerà a realizzare ritratti su commissione. Qui incontra Jeanne-Claude e i due inizieranno il viaggio di una vita in giro per il mondo, il protagonista delle loro opere d’arte. I loro sogni diventano realtà con il passare degli anni riuscendo così a realizzare la maggior parte dei loro progetti. Anche dopo la morte dell’artista, uno dei sogni progettati insieme nel 1962 verrà realizzato nel 2021: l’impacchettamento dell’Arco di Trionfo a Parigi.

 

La ricerca artistica

 

Christo è uno dei fondatori della Land Art, l’arte che coinvolge il paesaggio: con i suoi impacchettamenti ci ha ricordato di non dare per scontato il mondo che ci circonda, di non passare davanti ed ignorare le architetture che ci circondano; con le sue installazioni nella natura ha esaltato la terra e l’aria.

Surrounded Islands (Project for Biscayne Bay, Greater Miami, Florida), 1981, tecnica mista. Venduto nel 2010 a 172.523$ da Christie’s, Londra

Christo ha voluto allargare a dismisura il campo d’azione dell’arte fino a farlo coincidere con tutta la realtà, sia fisica che mentale. Il processo creativo sta nell’agire sul territorio, mettendo in gioco l’eterno rapporto tra uomo e mondo.

 

Il riconoscimento

 

Il successo di critica dell’artista viene consacrato con The Iron Curtain nel 1962, un’installazione che consisteva nella chiusura di una via parigina con dei barili di petrolio come protesta per la costruzione del muro di Berlino. Viene presto seguito da una piccola galleria di Berlino, confermando poi l’apprezzamento della sua ricerca artistica con la partecipazione alla III Biennale di Parigi. Il 1968 è un anno importante per Christo: realizza Wrapped Fountain and Wrapped Medieval Tower in occasione del Festival dei Due Mondi a Spoleto, dove impacchetta la fontana di Piazza del Mercato e il Fortilizio dei Mulini.

The pont neuf Wrapped (Project for Paris), 1985 matita grassa e acquerello. Venduto nel 2019 a 290.000$ da Christie’s, New York.

Con Wrapped Kunsthalle realizzò il primo imballaggio di un edificio intero, il celebre museo di Berna. One Million Square Feet consistette nell’imballaggio di più di 2 miglia di costa australiana. Sempre nel 1968 viene invitato dunque a Documenta Kassel, dove realizza l’impacchettamento di 5600 metri cubi di aria con 5600 Cubicmete Package. Venne così riconosciuto istituzionalmente da una grande personale al MoMA di New York, “Christo Wraps The Museum”.

The Gates (Project for NYC), 2002, acrilico e tecnica mista. Venduto nel 2016 a 260.000$ da Sotheby’s, New York.

Negli anni Christo è stato il protagonista di più di 150 mostre personali in tutto il mondo ed è stato invitato a circa 15 Biennali ed esposizioni internazionali come Documenta e la Biennale di Venezia del 1978, realizzando in totale altre sedici grandi installazioni in tutto il mondo. I suoi disegni e i suoi progetti, sempre firmati e datati, sono portati sul mercato da più di 60 gallerie in tutta Europa e Nord America.

 

Il mercato

 

Sul mercato le opere che hanno raggiunto il valore più alto sono i progetti realizzati dall’artista per l’impacchettamento del Pont Neuf di Parigi, per The Gates di Central Park, il fiume di pannelli color zafferano nel parco di New York e per le Surrounded Islands, l’installazione che ha circondato le isole della baia di Biscayne di tessuto rosa. Il top lot di Christo è in realtà una scultura impacchettata, Wrapped Object, che nel 2014 è stata venduta da Christie’s Parigi a 498.480$; un record ancora imbattuto.
In generale, le opere di Christo che hanno raggiunto un buon fatturato e che sono state più vendute a livello quantitativo, sono i disegni e i progetti datati 1968, l’anno che decretò il grande successo dell’artista e che lo vide realizzare quattro grandi installazioni, rappresentanti il 26% del suo intero fatturato.

Tabella dei 3 top lot di Christo. Dati elaborati da ArtPrice. Credits foto: cataloghi di Chrisite’s e Sotheby’s

Dal 2000 il fatturato annuo del mercato di Christo ha avuto un’impennata del 732%, raggiungendo gli 8.971.482,00$ nel 2007, vendendo 179 lotti, in concomitanza con la realizzazione di The Gates. Segue poi un leggero calo e un andamento costante fino ad oggi con una media annua di 4 milioni di dollari. Nonostante ciò, le opere di Christo non perdono di valore: il progetto per il Pont Neuf di Parigi viene venduto in asta nel 2002 a 56.504$ e nel 2019 raggiunge i 290.000$. Un’evoluzione costante dei prezzi del 5%.

 

 

Caratteristiche del mercato

 

Le opere di Christo maggiormente vendute sono le stampe e le fotografie, circa il 61%, ma il 52% del suo fatturato proviene dalla vendita in asta degli acquerelli e disegni delle installazioni e il 35% dalle opere di pittura. I 3 top lot sono delle sculture, oggetti impacchettati dell’artista che hanno raggiunto le battute d’asta più alte, ma che rappresentano solo il 4% dei lotti venduti in tutte le categorie. Le sue opere vengono maggiormente vendute negli Stati Uniti, dove le opere di pittura, i disegni e le sculture costituiscono circa il 35% del fatturato di Christo, seguiti poi dal Regno Unito (28%), dalla Francia (12%) e dall’Italia (10%).

Grafico del fatturato annuo di Christo. Dati elaborati da ArtPrice

Nelle aste italiane, più della metà dei lotti venduti sono stampe e multipli, ma l’Italia ha il primato di aver venduto l’unica opera di ceramica di Christo presente sul mercato. Christie’s e Sotheby’s sono i responsabili dei 10 top lot dell’artista: i primi due a Parigi mentre gli altri 8 negli Stati Uniti. Nel mercato asiatico, le sue opere sono ancora poco apprezzate ma hanno una leggera crescita dal 2012, soprattutto in Cina e Giappone.

Questo, probabilmente, è anche dovuto al fatto che le sue installazioni non hanno mai toccato il mondo orientale. Il sentimento di appartenenza a un luogo toccato dall’arte di Christo è un evidente incentivo per collezionisti e musei ad acquistare le sue opere. Infatti, solo 5 musei asiatici hanno nella propria collezione delle opere di Christo, contro il Nord America con 22 musei e l’Europa con 59.

Grafico del valore delle opere prodotte ogni anno dal 1960 al 1990 da Christo. Dati elaborati da ArtPrice

Osservando la ripartizione per fasce di prezzo, emerge che i lotti quantitativamente più venduti sono quelli che vanno dai 1000 ai 5000$, esattamente 1190 da inizio carriera, il 26% su tutte le opere vendute, che però rappresentano soltanto il 4% dell’intero fatturato. Invece, delle opere con fascia di prezzo tra i 100.000 e i 500.000$ ne sono state vendute 183 dal 2000, ma rappresentano il 38% del fatturato dell’artista.

Ad oggi, nel 2020, sono già state battute in asta 112 opere di Christo, con un indice dell’invenduto sceso al 17% rispetto ai precedenti anni, caratterizzati da un invenduto del 30% di media. Il top lot? Un altro The Pont Neuf Wrapped (Project) del 1979 che ha confermato il suo valore di 209.000$.