Un altro collezionismo è possibile

Palazzo Orti Manara - veduta interna

Ci sono dei collezionisti che sfortunatamente appaiono poco sui media. A differenza di quelli che fanno molto rumore, spesso contendendosi alle aste, con rialzi da capogiro, le opere-trofeo di artisti che vengono definiti blu chip, ce ne sono altri che possiamo considerare collezionisti militanti. La felice definizione è di Cristina Masturzo che ne scrive nella pubblicazione curata da Irene Sofia Comi ideatrice dell’originale mostra Ciak Collecting – Collezionismo italiano attivo inaugurata nell’ambito di ArtVerona 2021.

Il progetto di Irene Sofia Comi nasce per indagare la figura di uno speciale collezionista, quel tipo che ama prendere parte e farsi coinvolgere dal sistema dell’arte contemporanea. Un collezionista attivista, che non teme di svelare il proprio nome (a differenza di coloro che prestano con il cartello ‘collezione privata’).

Una figura che fa della pratica collezionistica una missione volta a provocare un cambiamento positivo, con la consapevolezza che non sia solo il mercato a determinare ogni processo.

La mappa che ne viene fuori ci fa immergere in diverse atmosfere, svelandoci una pluralità di voci, molteplici esperienze ed evidenziando il carattere virtuoso, capace di coniugare la sostenibilità e l’impegno sui territori meno battuti dalle pratiche dell’arte contemporanea.

 

Associazione Barriera – Apparatus 22, Still life (The riddle, Appetite, For years) – dalla serie “Repository and love”, 2017. Veduta della mostra Faccio Colazione, mi cambio ed esco Mirror Project #8 (Associazione Barriera, 2017). Courtesy gli artisti e Associazione Barriera

Sono otto in totale i protagonisti, singole personalità o collettivi speciali, invitati a raccontarsi per allontanare lo stereotipo dello speculatore, che appena può rivende, magari per ripulire il suo denaro, al miglior offerente e che ama tenere nascoste per pochi intimi le opere che colleziona.

Le parole di Fulvio Gianaria dell’Associazione Barriera nata a Torino, una delle realtà presentate sono illuminanti a proposito e meritano di essere citate per intero: «l’associazione nacque nel 2007 a partire da un’idea di pochi amici, che erano anche i collezionisti, e si allargò poi ad altri collezionisti, che divennero a loro volta amici (…). Come scriveva Calvino, ciascuno di loro sceglieva di salvare con oggetti dallo scorrere dell’esistenza per trasformarli in rifugio e memoria. Poi sorse il desiderio di mettere in comunione questo passatempo e di trovare uno spazio dove condividere suggestioni e desideri, uno spazio di scoperta e di scambio, dove esprimere a crescere una passione comune».

A dare manforte a questa visione c’è Antonio Coppola che a Vicenza ha trovato una casa per l’omonima Fondazione e la sua collezione nel Torrione Medievale del centro città. Stimolato nella conversazione da Irene Sofia Comi egli svela «L’arte è condivisione dei linguaggi primordiali ed emozionali che risalgono all’alba dei tempi. Non sono sicuro che l’arte potrebbe esistere senza la condivisione con gli altri».  

L’imprenditore vicentino testimonia in prima persona l’impegno di molti moderni mecenati nelle piccole città di provincia italiane dove proporre il contemporaneo richiede uno sforzo maggiore e fiduciosamente afferma: «Si può cambiare il mondo a piccoli passi, dotarsi di un’umiltà fiduciosa, estrarre da dentro di sé le leve per segnare il tempo e lo spazio. Il XXI secolo sarà forse ricordato per questo genere di consapevolezza collettiva che stiamo cominciando a sviluppare su grandi temi legati all’ecologia, alla sostenibilità, all’arte come strumento di persuasione di cui tutte le pratiche umane devono per forza dotarsi e contaminarsi per influenzare positivamente il percorso della storia».

 

DucatoPrize – Gaia De Megni, PROPAGANDA, 2018, fotografia e testo stampato su carta, cm 30 x 40 ciascuno. Courtesy l’artista e DucatoPrize

Anche l’esperienza del Ducato Prize, avviato dal collezionista Michele Cristella nel 2019 per introdurre nella provincia di Piacenza “una certa attenzione all’arte contemporanea racconta di un impegno in piccole realtà non metropolitane intrise di storia e di arte e che vorrebbero aprirsi alla creatività del nostro tempo. Proprio dal 2021 il Ducato Prize ha coinvolto alcuni collezionisti nel board dei valutatori del premio proprio perché è ormai innegabile l’allenamento di questi ultimi nel discernere percorsi di ricerca artistica anche da parte di giovani emergenti.

Nell’ideale mappa di questo collezionismo attivo degno di nota è il racconto di Nicoletta Rusconi che negli anni si è prodigata in progetti di promozione artistica tra cui spicca Cascina IDEA in cui la collezionista si trova a vivere a fianco degli artisti ospitati, per delle residenze, appunto in una cascina e condividendo con loro una quotidianità che fa nascere amicizie, rapporti duraturi e opere site specific.

Complice di queste dinamiche è la natura prospiciente alla cascina. Lontani dalla città i ritmi si dilatano e nascono nuovi progetti. Cascina IDEA è un potenziale progetto collezionistico itinerante considerato che ha dato vita ad uno spin off in Puglia alla Masseria Canali.

Un altro protagonista della pubblicazione è Gerry Bonetti. Il collezionista qui è riuscito a trasformare, grazie alla continua ricerca di stimoli, il suo profilo Instagram in un amplificatore e promotore di giovani artisti di tutto il mondo. E da semplice profilo, grazie alla natura connettiva di internet, il suo profilo social è diventato un acceleratore di connessioni.

Come egli stesso ha ribadito il collezionista «rimarrà sempre e solo un custode dell’opera d’arte affidata dagli artisti alle sue cure, e il suo compito sarà quello non solo di custodirle nel migliore dei modi, ma anche di condividerle con il maggior numero possibile di persone e di fare in modo che in futuro arrivino nelle mani di qualcuno in grado di amarle (e condividerle) nello stesso modo».

 

Seven Gravity Collection – Elena Mazzi, The financial singing, 2014, performance e video HD, colore, suono, installazione su due schermi, 3’25’’, still da video. Veduta di VISIO – Outside the Black Box (2016, Cinema La Compagnia, Firenze).  Ph. Federica Di Giovanni. Courtesy l’artista, Seven Gravity Collection e Lo schermo dell’arte – Festival di Cinema e Arte Contemporanea

Nel volume vengono presentate anche i due collettivi Eddy Merckx Curating ideatori di GRID e Seven Gravity Collection. Nel primo caso due collezionisti e un critico d’arte hanno cominciato ad invitare nelle loro case un guest curator, affidandogli una mensola della loro libreria, che parlasse di libri d’artista e oggi sono gli animatori del progetto GRID che «più che una collezione sta generando network prezioso di grande qualità a livello internazionale basato sulla pratica e sulla passione per l’editoria».

Lontani dal profumo della carta c’è il collettivo di collezionisti anonimi, tutti tranne uno, SEVEN GRAVITY COLLECTION che hanno focalizzato la loro pratica collezionista sulle immagini in movimento: video 3D, realtà virtuale, film in pellicola 16mm. Il collettivo non è solo impegnato nella collezione o nella produzione di opere di videoarte ma con VISION hanno dato vita ad un vero e proprio premio di acquisizione.

Tutte queste otto esperienze, che sicuramente ispireranno collezionisti in erba e aspiranti tali, allargano i confini di un territorio che si espande sempre di più, dando vita ad una mappa di un collezionismo diverso e lontano dagli stereotipi che spesso si vedono nei film, nei telegiornali e sulle pagine dei quotidiani e nei titoli acchiappa click delle testate online. 

Emanuele De Donno, presentato oltre che come promotore di un centro culturale e spazio per residenze, anche per il progetto di publishing VIAINDUSTRIE, editore della pubblicazione, afferma «collezionare arte oggi è veramente un atto critico o politico. (…)  Non siamo così propensi all’idea di una collezione contemplativa ed estetica in cui il collezionista prende uno spazio protagonista e impone la linea come un broker, ma piuttosto ci interessa una piattaforma collaborativa di idee e confronti con gli artisti, gli autori, i curatori».

Ecco un altro collezionismo non solo è possibile, è già attivo e sta contagiando altri protagonisti.