Classifiche: l’Italia che conta nel mondo dell’arte

I fondatori della Galleria Continua
I fondatori della Galleria Continua. Courtesy: Galleria Continua

Chi sono i collezionisti italiani più importanti sulla scena internazionale dell’arte? E quali gli italiani più influenti in un mondo dell’arte sempre più globale e competitivo? Per rispondere a queste domande ci corrono in aiuto le classifiche stilate annualmente da Artnet, ArtNews e ArtReview. Pubblicati, come da tradizione, tra l’inizio dell’estate e l’autunno, questi elenchi ci permettono di capire come si posiziona il nostro Paese rispetto ai crescenti competitor di una geografia dell’arte che ormai non ha più confini.

 

Prada, Re Rebaudengo e Maramotti: ecco i top collector italiani

 

Ricchi, globali e influenti, tanto da dettare i trend del mercato di fascia alta da qui ai prossimi anni. E’ questo l’identikit dei grandi collezionisti del mondo che emerge dalla World’s Top 100 Art Collectors for 2016 di Artnews che quest’anno, nel redigere la sua classifica, è stata ancor più selettiva, tanto da aver dimezzato i nomi in elenco: lo scorso anno erano 200. Guidata da Roman Abramovich e Dasha Zhukova, la Top 100 ci consegna un’immagine del mondo dei grandi collezionisti in continua evoluzione. Se, infatti, gli Stati Uniti giocano ancora la parte del leone (circa la metà dei collezionisti), sono tanti i nomi che provengono da Oriente (Cina in testa) o dai paesi africani come la Nigeria e complessivamente sono ben 30 i paesi di provenienza dei Top Collectors censiti.

Uno scenario in cui l’Europa ha ancora un ruolo importante come habitat di questa – cito alla lettera i redattori di Artnews – “élite privilegiata che siede sulla vetta di un’economia mondiale iniqua e stagnante”. E quando sia iniqua lo si capisce e bene, per quanto riguarda il Vecchio Continente, se si pensa che sono ben 5 i grandi collezionisti provenienti dalla Grecia, quando il Regno Unito, che guida la classifica europea, ne ha in lista solo 6. La Grecia, peraltro, è al 4° posto nel mondo dopo Usa, Cina e UK. E stacca di una posizione Germania e Francia, entrambe con 4 collezionisti in classifica.

In questa particolare classifica l’Italia è presente con 2 dei suoi migliori collezionisti: Miuccia Prada (74ª) e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo (81ª). Un numero esiguo, forse, ma che ci colloca all’8° posto nel ranking di Artnews per nazioni (7° in Europa), a pari merito con Brasile, Giappone e Nigeria. E anche questo ci fa comprendere come sia frammentata e globalmente diffusa la scena mondiale del grande collezionismo. Più ampia, invece, la selezione dei Grandi Collezionisti, proposta da ArtNews nella sua Top 200 Collectors 2016 dove, per quando riguarda il nostro Paese, – oltre a Prada e Sandretto Re Rebaudengo – compare anche il nome della Famiglia Maramotti di Reggio Emilia che dal 2015 è ormai a pieno titolo nel Gotha del collezionismo mondiale. Da rilevare, però, l’uscita dalla classifica di ArtNews, complice il dimezzamento dei nomi in elencodi Ginevra Elkann, Nicoletta Fiorucci e Valeria Napoleone. (Leggi -> Top 200 Art Collectors: l’Italia è donna).

 

Art Titans: se la Galleria Continua supera Gagosian

 

Se tra i grandi del collezionismo globale l’Italia si difende, è tra gli Art Titans che il nostro Paese fa registrare un vero e proprio exploit. A dirlo è la classifica da poco pubblicata da Artnews e che mette insieme i 100 nomi dell’arte – tra artisti, curatori, direttori di museo, galleristi, mecenati, educatori e operatori di case d’asta – più influenti del momento. Scorrendo l’elenco delle persone più potenti del mondo dell’arte, infatti, troviamo già al 15° posto il trio della Galleria Continua: Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo. Sempre presente nelle rassegne che contano, da Frieze ad Art Basel, la Galleria Continua è ormai una realtà internazionale di primo livello e, soprattutto, in continua espansione con sedi in Toscana, Francia, Cina e Cuba. E una scuderia di artisti – da Ai Weiwei al nostro Arcangelo Sassolino – in costante ascesa, tanto che oggi i nostri tre possono “permettersi il lusso” di essere considerati più potenti nientemeno che di Larry Gagosian (22°).

Oltre ai fondatori della Continua il nostro Paese è poi rappresentato da Massimiliano Gioni che si posiziona al 24° posto guadagnandosi però il titolo di curatore più potente del mondo. Il secondo, in questa particolare categoria degli Art Titans, è Kasper König e si trova al 39° posto nella classifica generale. Al 64° posto ritroviamo, invece, la coppia Miuccia Prada / Fabrizio Bertelli, questa volta in veste di mecenati. Per avere una visione più completa dei potenti italiani nel mondo dell’arte non possiamo poi non prendere in considerazione la Power 100 di ArtReview che esce ogni anno a Novembre. Ma visto che anche la classifica di Artnews si basa sul 2015, il fatto che il nuovo numero esca tra due mesi non crea grossi problemi. Qui Massimiliano Gioni si trova al 19° posto (nel 2014 era al 25°), mentre Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo sono al 69° (erano al 91° nel 2014) seguiti da Massimo De Carlo (72°). Rientra, dopo due anni di assenza, la coppia Prada / Bertelli (61°) e la collezionista Patrizia Sandretto Re Rebaudengo (77°). Entrambe in posizioni più alte rispetto a quelle del 2012.

Insomma, l’Italia, al netto di tutte le sue difficoltà, sembra avere un suo ruolo nel sistema dell’arte, quanto meno al pari di tanti altri Paesi. Quello che duole, semmai, è la perenne assenza dei nostri artisti in queste classifiche. Un’assenza su cui pesa, certamente, il mancato supporto del nostro sistema Paese. Detto questo, dal 2002 ad oggi l’Italia ha acquisito un crescente peso nello scacchiere globale dell’arte con una accelerazione dal 2008 ad oggi che fa ben sperare per il futuro.

 

5 Commenti

  • armellin ha detto:

    Gli articoli con le classifiche sono i più divertenti ti fanno spanciare dalle risate, avrei specificato che Gioni é come Clinton (potente con potente) visto che la moglie Cecilia Alemani nel 2017 sarà direttore del padiglione Italia come a suo tempo é stato il marito ora art director della Fondazione Trussardi , insomma arte Cosa Nostra. SA

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Che noia, ma perché ci piace tanto descriverci sempre come il paese della triade mafia-pizza-mandolino? Le classifiche citate sono redatte da testate estere che dei nostri affarucci di famiglia se ne fregano e valutano queste persone per quello che fanno. Gioni lavora negli Stati Uniti e non in Italia. La moglie, sinceramente, non la conosco ma se fosse arrivata lì per meriti sul campo? Un conto è essere contro le parentopoli, un altro vietare ai parenti di avere una propria vita e carriera. Poi, ovviamente, tutto può essere, ma la calunnia gratuita dettata più dall’invidia che da una conoscenza dei fatti non porta a niente se non a rendere sempre amaro parlare delle cose che riguardano l’Italia. Il giorno in cui noi italiani inizieremo ad essere orgogliosi dei risultati ottenuti nel mondo dai nostri connazionali e a voler cambiare veramente le cose in questo benedetto Paese allora forse risorgeremo. Ma fino a quando le dispute di quartiere terranno banco non potremo che navigare nelle solite, pessime acque.

  • Luciano ha detto:

    Sono d’accordo con maggi..problemi in Italia ve ne sono parecchi,ma certe considerazioni ,e in particolare con dati alla mano, trovano pochi spazi. Non siamo ai primi posti? I nostri artisti non hanno i meritati spazi?. Puo’essere un fatto di bussines ,costruito a DOC in altri paesi , ma siamo un popolo di grande cultura e, forse e’giusta l’affermazione di maggi “risorgere” .Un sogno in Italia? ..ma qualche volta i sogni si avverano, troviamo la formula giusta affinché’ possano realizzarsi

  • RANIERI FORNARIO ha detto:

    la formula è: autenticità!

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