Che il vero possa confutare il falso: la collezione Fasol in mostra a Siena

Nari Ward, Wishing arena, 2013, cestini di plastica, legno, lumini, lattine Courtesy AGIVERONA Collection, GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana
Nari Ward, Wishing arena, 2013, cestini di plastica, legno, lumini, lattine Courtesy AGIVERONA Collection, GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana

«Per me l’acquisto di un’opera è un atto d’amore. Nel senso che è un colpo di fulmine e mi avvalgo sempre della massima del mio amico, che oggi non c’è più, Giuseppe Panza di Biumo che diceva:  se tu ami l’arte, l’arte ama te; se tu vuoi sfruttare l’arte, l’arte sfrutta te. Ricordiamocelo sempre, se uno vuol fare un investimento finanziario è  meglio che lo faccia in Bot». Così, Giorgio Fasol, in un incontro di qualche anno fa, mi descriveva il suo modo di collezionare. Un modo personale, come è giusto che sia, ma che nel tempo gli ha permesso di mettere insieme una delle collezioni d’arte più interessanti ed illuminate del nostro Paese: la AGIVERONA Collection che, dal 25 giugno prossimo, sarà possibile scoprire a Siena in occasione della mostra Che il vero possa confutare il falso

 

Un viaggio tra collezionismo e mecenatismo

 

Il filo rosso della mostra, che sarà allestita in tre dei più bei palazzi della città toscana (Santa Maria della Scala, Palazzo Pubblico e Accademia dei Fisiocratici) è un dialogo ideale tra storia senese e produzioni artistiche contemporanee, dove queste ultime si distinguono per una complessa molteplicità di media – dall’installazione sonora al disegno, dalla video arte alla performance. «La mostra – spiegano i due curatori Luigi Fassi e Alberto Salvadori – è una rigorosa interrogazione del reale da parte delle opere degli artisti, dove l’investigazione di problemi gnoseologici, l’analisi di memorie pubbliche e private, ma anche la riflessione su temi sociali e politici, trovano espressione mediante un approccio di analisi razionale nelle quali emozioni e passioni divengono parte di un più ampio tentativo dell’arte di comprendere il mondo».  Il visitatore è così invitato a percorrere le sale delle tre istituzioni senesi alla scoperta delle riflessioni degli oltre 40 artisti coinvolti.

Il Palazzo Pubblico, Santa Maria della Scala e l’Accademia dei Fisiocritici divengono teatro delle investigazioni zoologiche di Mark Dion, Berlinde de Bruyckere e Vanessa Safavi, del rapporto uomo-natura analizzato da Cyprien Gaillard, Michail Sailstorfer, Steve Roden e Judith Hopf, delle tensioni tra storia della  scienza e storia delle relazioni sociali evidenziate da Rashid Johnson, Abdel Abdessemed, Anri Sala e Georges Adeagabo, e dell’estetica umanistica di Adrian Paci, Neri Ward, Franco Vaccari e Tino Sehgal. Come scriveva Lucrezio nel De Rerum Natura: «Dobbiamo vedere con la ragione sagace di che sia fatta l’anima e la natura dell’animo», ed è questo il messaggio finale che la mostra senese affida alla sensibilità interpretativa dei suoi visitatori.  Un messaggio in cui non possono che riecheggiare le parole di Fasol, una vera guida al collezionismo: «Ignoranza, Consapevolezza, Ricerca sono le tre fasi che caratterizzano il mio percorso e la mia crescita da collezionista. Passione e conoscenza sono alla base di tutto. Mi piace rischiare, scommettere sui giovani artisti, lasciarmi coinvolgere dal colpo di fulmine oltre ogni ragionevole dubbio… Il più delle volte la fortuna mi assiste, gli artisti su cui punto spesso raggiungono successi importanti anche a livello internazionale. Viaggio molto, i chilometri percorsi sono oramai incalcolabili, ma l’adrenalina mi permette di non essere mai stanco, di restare attento, vigile e curioso, sempre».

Parte delle iniziative comprese in ITINERA, progetto ideato e diretto dall’Associazione Fuoricampo con l’Associazione Culturing in collaborazione con il Comune di Siena per dare un supporto alle giovani generazioni di artisti, Che il vero possa confutare il falso è anche un viaggio alla scoperta delle pratiche del collezionismo contemporaneo, delle nuove forme di mecenatismo nell’ambito artistico e delle nuove formule di collaborazione che si instaurano oggi tra artista e collezionista. AGIVERONA Collection, nata negli anni Sessanta per volontà di Giorgio Fasol, ha da sempre come obiettivo quello di promuovere progetti dedicati all’arte contemporanea, sostenere l’attività dei giovani artisti internazionali e di finanziare, sul lungo temine, l’apertura di uno spazio di fruizione e formazione culturale legato all’arte contemporanea. E proprio a tale scopo AGIVERONA ha lanciato, qualche tempo fa, la piattaforma di crowdfunding Progetti per l’arte, nell’ottica di aprire il mondo del collezionismo d’arte e della produzione artistica alle nuove logiche del mercato partecipativo tipiche della sharing economy.

 

Chi è Giorgio Fasol

 

Giorgio Fasol (Verona il 21 luglio 1938) è una delle figure più significative e preziose della cultura artistica attuale. Dalla sua grande passione per l’arte contemporanea nasce un’importante raccolta privata: AGIVERONA Collection. Nel 1988 concede il primo prestito: cinque opere, esposte in occasione di Arte Fiera Bologna per una mostra curata da Silvia Evangelista e dedicata alla ricerca sul collezionismo italiano. Da allora le opere appartenenti alla sua collezione non hanno più smesso di viaggiare, richieste e prestate a Musei e Fondazioni di tutto il mondo vengono esposte in mostre e rassegne dedicate al linguaggio artistico contemporaneo. Nel 2010 il Mart di Rovereto gli dedica la mostra Linguaggi e Sperimentazioni a cura di Giorgio Verzotti con l’intervento straordinario di Hans Ulrich Obrist. Vengono esposte 70 opere di giovani artisti (dai 20 ai 35 anni) realizzate tutte tra il 2000 e il 2010, altre 25 opere di artisti internazionali vengono depositate al Museo Mart in comodato d’uso; nel 2014 la mostra La Gioia, presso la Maison Particulière a Bruxelles. Nel 2015 la mostra Colmare il bocciolo, combattere il verme, regolare il calore, eludere il vento, sfuggire all’ape a cura di Rita Selvaggio organizzata in occasione di Icastica ad Arezzo e la mostra La Sottile Linea del Tempo a cura di Marinella Paderni organizzata a Verona presso il Museo Miniscalchi Erizzo. (Leggi -> Il collezionismo come atto d’amore: intervista a Giorgio Fasol)