Cryptoart: uno sguardo agli artisti della nuova era dell’arte contemporanea

Negli ultimi mesi il fenomeno della crypto-arte e dell’arte digitale è esploso grazie al record battuto da Christie’s a 69.346.250$ con il college digitale Everydays: The First 5000 Days dell’artista Beeple.

L’apertura al mondo dell’NFT da parte della casa d’asta internazionale è stata un successo. Poco dopo, anche Sotheby’s e Phillips si sono lanciate in questa nuova frontiera del mercato dell’arte: Sotheby’s ha battuto The Fungible di Pak a 16.825.999$, mentre Phillips ha raggiunto i 2.400.000$ con Replicator dell’artista Mad Dog Jones. Opere d’arte uniche, digitali, intangibili, che affascinano i collezionisti di tutto il mondo.

Gli artisti digitali sono molti, ma le informazioni reperibili sulle loro biografie sono misteriose come le loro opere. Sono per la maggior parte molto giovani e freschi sul mercato; le loro opere infatti figurano nelle aste solo dall’ultimo decennio. Vediamone alcuni.

Cory Arcangel

Photoshop CS: 84 x 66 pollici, 300 DPI, RGB, pixel quadrati, gradiente predefinito, “Blu, Rosso, Giallo” (disattivazione inversa), mouse su x = 4000 y = 5350, mouse su x = 20000 y = 1200, Cory Arcangel, 2011

Nato negli Stati Uniti nel 1978, la sua arte investiga le relazioni tra cultura e tecnologia. Le sue opere digitali sono presenti nei musei internazionali come il MOMA e vanta una partecipazione alla Biennale di Whitney nel 2004. Infatti, è stato il secondo artista più giovane dopo Nauman ad aver ottenuto una personale proprio al Whitney Museum. Nei suoi primi lavori, hackera i videogiochi come Super Mario, eliminando tutto quello che è il contesto e rendendo il game più complesso e impossibile da giocarci. Nei lavori più recenti invece indaga il ruolo della tecnologia nell’apprezzamento delle opere d’arte, con diverse sperimentazioni.

Il suo mercato è ancora in una fase embrionale: le sue opere sono vendute solo negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, per un totale di fatturato che supera i 4 milioni di dollari negli ultimi 7 anni. Il 60% delle opere vendute in asta sono fotografie, stills riprese dai videogiochi che ha modificato, contro il 40% delle opere audio-visive. Le fotografie rappresentano l’86% del suo fatturato. Il suo record d’asta risale al 2018: Photoshop CS: 84 x 66 pollici, 300 DPI, RGB, pixel quadrati, gradiente predefinito, “Blu, Rosso, Giallo” (disattivazione inversa), mouse su x = 4000 y = 5350, mouse su x = 20000 y = 1200 venduto da Phillips a 399.000$. Un titolo complesso per un’opera astratta complessa, realizzata con il software Photoshop con un solo clic del mouse.

 

AES+F

Warrior #4, AES+F, 2006

Il gruppo di artisti russo si è unito nel 1987, ma è solo nel 1995 che è diventato AES+F con l’aggiunta dell’ultimo membro. Questi artisti lavorano all’incrocio tra media tradizionali, fotografia, video e tecnologie digitali. Definiscono la loro pratica come una sorta di “psicoanalisi sociale” attraverso la quale rivelano ed esplorano i valori, i vizi ei conflitti della cultura globale contemporanea. Anche per loro i collezionisti – soprattutto russi – hanno una predilezione per le fotografie dei loro lavori, che rappresentano il 53% dei lotti venduti in asta, ma è una scultura a rappresentare il loro record e fonte maggiore del fatturato: Warrior #4 è stata battuta da Sotheby’s nel 2008 a 200.870$. L’opera ritrae un giovane guerriero di bronzo che riporta immagini della cultura visiva contemporanea, in particolare della grafica, dell’animazione e dei film di fantascienza. Le loro opere ottengono un interesse maggiore a livello istituzionale, mentre sul mercato sono ancora deboli.

 

Alva Noto

Telefunken Prototype, Alva Noto, 2003

Carsten Nicolai (1965) è un artista tedesco conosciuto con lo pseudonimo di Alva Noto. Le sue installazioni sonore, basate sulla teoria della cimatica, che tenta di rappresentare le onde sonore, sono presenti in numerose istituzioni culturali tra cui il Guggenheim di New York. Le sue opere sono presenti in asta fin dal 2000 e sono particolarmente apprezzate negli Stati Uniti, in Germania e Gran Bretagna. Opere di pittura, stampe e disegni sono vendute come rappresentazioni della sua ricerca artistica fondata sul suono. Con una media di 10 lotti all’anno venduti, il suo fatturato in asta ha raggiunto un totale di 308.860 $. Il top lot di carriera risale al 2007, quando Phillips vendette a 66.000$ il suo Telefunken Prototype 4×2 (2003).

 

Jon Rafman

New Age Demanded (Swerveman Silver), Jon Rafman, 2014

Interessato alle relazioni personali con la tecnologia nella cultura contemporanea, Jon Rafman (1981) è un video-artista canadese che utilizza i media digitali per indagare la relazione tra utenti della società e storia. Dal 2009 è diventato celebre con l’opera ancora in corso 9-Eyes, in cui espone come opere d’arte immagini riprese da Google Street View. I suoi lavori si trovano in asta solo dal 2014 e vengono vendute principalmente negli Stati Uniti. Vendendo solo fotografie e sculture, il suo fatturato è costituito per il 58% da sculture, tra cui il top lot di carriera New Age Demanded (Swerveman Silver) del 2014, venduta da Phillips nel 2018 a 50.000$.

 

Refik Anadol

Machine Hallucinations – Mars: AI Data Paintings, Refik Anadol

Refik Anadol (nato nel 1985, Istanbul) è un artista multimediale, regista e pioniere nell’estetica dei dati e dell’intelligenza artificiale. La sua pratica artistica colloca la creatività all’intersezione tra uomini e macchine, prelevando come materia prima i dati che fluiscono nella società. Passando da installazioni site-specific a performance audiovisive, le sue opere non sono ancora in asta, ma le si possono ammirare sulla piattaforma dell’arte digitale per eccellenza: Nifty Gateway. Sono infatti presenti tre collezioni tokenizzate delle sue opere che possono essere acquistate con cripto-valuta, tra cui le Machine Hallucinations – Mars: AI Data Paintings, paesaggi resi onirici e allucinati dalla macchina artificiale.


Come emerge dall’analisi, il mercato di questi artisti si trova in una fase ancora di evoluzione, ma dall’inizio del 2021 e con l’affermarsi della cripto-valuta in tutto il mondo, si prospetta un incremento sempre maggiore. Christie’s ha messo all’asta una selezione di nove CryptoPunks tra i 10mila esistenti, personaggi digitali creati nel 2017 da LarvaLabs. 

 

CryptoPunks, LarvaLabs, 2005

Ognuno di questi vanta una combinazione unica di caratteristiche distintive generate casualmente dal software ed appartiene a un utente specifico, registrato nella blockchain. La collezione dei CryptoPunks è definitiva e inalterabile, stuzzicando così la voglia di possederli da parte di molti collezionisti. L’asta si terrà la sera del 13 maggio a New York e questi simpatici characters sono stimati tra i 7 e i 9 milioni di dollari, acquistabili anche in criptovaluta ether. Benvenuti nel futuro!