Il decennio d’oro di Alighiero Boetti

Alighiero Boetti
Alighiero Boetti

Scomparso a Roma il 24 aprile del 1994 a soli 54 anni, Alighiero Boetti è oggi uno degli artisti italiani più desiderati dal collezionismo internazionale. A rilevarlo è artprice.com che alla fine di dicembre ha divulgato alcuni dati sul mercato dell’artista italiano. Pochissimi i lavori di Boetti rimasti invenduti nell’ultimo decennio (solo il 14%) e il loro valore è cresciuto del 300% con una forte accelerazione proprio nel 2014. E’ allo scorso anno che risalgono, infatti, 9 dei suoi risultati d’asta migliori, tra cui il nuovo record personale che lo ha visto, per la prima volta, superare i 3 milioni di dollari. Record stabilito il 16 ottobre scorso in occasione dell’Italian Sale di Christie’s con l’opera Colonna del 1968.

Colonna, del 1968 di Alighiero Boetti sta per essere venduta alla cifra record di 3 milioni 30mila euro. E' il 16 ottobre 2014.

Christie’s London: Colonna, del 1968 di Alighiero Boetti sta per essere venduta alla cifra record di 3 milioni 347 mila dollari. E’ il 16 ottobre 2014.

 

E’ Londra il cuore del mercato di Boetti

 

Stati Uniti, Italia, Francia, Austria, Germania… i collezionisti di entrambe le sponde dell’Atlantico sono letteralmente innamorati dell’opera di Alighiero Boetti. Ma il cuore del suo mercato batte a Londra, dove viene realizzato il 70% delle vendite in asta e quasi tutti i suoi record. La centralità di Londra nel mercato di Boetti, spiegano gli analisti di artprice.com, «è dovuta probabilmente alla sua facilità di accesso per i collezionisti europei rispetto a New York e alla grande retrospettiva che gli ha dedicato nel 2012 la Tate Modern: Alighiero Boetti: Game Plan».

 

Opere milionarie e piccoli gioielli “accessibili”

 

Anche se le sue opere migliori vengono vendute per cifre superiori al milione di dollari, sul mercato sono ancora reperibili alcuni lavori ricamati di piccole dimensioni che possono essere acquistati a meno di 40 mila dollari. Si tratta, in molti casi, di opere quadrate di 25 o 30 cm di lato che assomigliano a dettagli colorati delle opere di grande formato di cui riescono, peraltro, ad evocare l’ampiezza.

Alighiero Boetti, Tutto, 1987. Una delle più importanti opere "ricamate" di Boetti, conservata presso il Centre Pompidou di Parigi. Photo (C) Centre Pompidou, MNAM-CCI, Dist. RMN-Grand Palais / Philippe Migeat

Alighiero Boetti, Tutto, 1987. Una delle più importanti opere “ricamate” di Boetti, conservata presso il Centre Pompidou di Parigi. Photo (C) Centre Pompidou, MNAM-CCI, Dist. RMN-Grand Palais / Philippe Migeat

 

Il fantasma della Notifica

 

La crescita vertiginosa dei prezzi delle opere di Boetti è dovuta, in primo luogo, a fattori artistici e storici. Ma questi, sottolineano gli analisti di artprice.com non sono le uniche ragione di questa impennata. «I suoi lavori ricamati sono stati prodotti dopo gli anni Sessanta – spiegano – e quindi non necessitano dell’autorizzazione del Governo italiano per lasciare il Paese, diversamente da quanto accade per le opere che hanno più di 50 anni (incluse quelle storiche dell’Arte Povera)». «Il mercato italiano è, infatti, vincolato da un sistema normativo con leggi di esportazione che sono dannose per il mercato locale – concludono gli analisti -. In attesa di eventuali modifiche e prima che celebrino il loro 50° anniversario, le opere di Boetti sono invece libere di circolare sul mercato internazionale». La norma a cui fanno riferimento gli analisti di artprice.com è, ovviamente, quella che prevede la cosiddetta “notifica” e una riflessione nasce spontanea: che sia giunto il momento di rivedere questa legge che risale a quasi ad 80 anni fa?

© 2015 – 2016, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.