I 10 stand piú belli di Artissima 2015

Il primo giorno di apertura al grande pubblico se ne è andato senza troppi entusiasmi. Dopo la sfavillante edizione dello scorso anno, Artissima 2015 (Torino, 6-8/11) mi è sembrata un po’ sotto tono, stanca. Complice, forse, anche un allestimento che non cambia da quattro anni e che, già da solo, tende a stendere una patina di “già visto” su tutto quello che contiente. Al di là di questa nota non proprio positiva, le cose belle non mancano e si va dalle splendide sculture di Giorgio Andreotta Calò da Sprovieri a quelle di Santo Tolone nello stand della romana Frutta. In linea di massima le gallerie che osano un po’ di più sono le straniere, ma la sensazione è che l’arte sia ancora in un momento di profonda riflessione, in una sorta di terra di mezzo tra un periodo dove il sensazionalismo e lo scandalo facevano da padroni e un futuro tutto da scrivere. Idea confermata anche da quanto visto girando tra le 207 gallerie d’arte contemporanea presenti a questa edizione, in rappresentanza di 35 paesi, per un totale di oltre 2000 opere esposte.  Un’offerta d’arte impressionante che rischia di stordire, in particolare quando si visita la fiera nelle ore di punta, con i corridoi strapieni di persone. Impossibile vedere tutto con la stessa attenzione. Per questo, dopo il giro fatto in questi due giorni, ho pensato di stilare una lista di quelli che, secondo me, sono i 10 stand più belli tra quelli presenti nelle 6 sezioni in cui si articola la fiera torinese, fatta eccezione per Presente Future che, presentando dei solo show di artisti emergenti merita un’attenzione diversa e di cui ci occuperemo in un secondo articolo. Ma ecco la Top 10 degli stand di Artissima.

 

Ca’ di Fra’ & Galleria Allegra Ravizza

 

Nanda Vigo

Lo stand dedicato a Nanda Vigo nella sezione Back to The Future di Artissima 2015

Grazie alla collaborazione con l’Archivio Nanda Vigo, la galleria bolognese  Ca’ di Fra’ e la Galleria Allegra Ravizza di Lugano, si presentano nella sezione Back to The Future con un riallestimento di due mostre storiche della Vigo: la prima, del 1978, presso il Falconiere di Falconara, in cui la Vigo presentò Exoteric Gate, una delle sue prime sperimentazioni con i neon realizzata nel 1976. La seconda parte dello stand, invece, ripropone una sua mostra degli anni Ottanta al Magazzino del Sale di Milano e comprende opere come Alfabeto ed Esplosione cosmogonica, rispettivamente del 1975 e del 1983, e i Trigger of the Space del 1975. L’allestimento dello spazio, realizzato in collaborazione con la stessa Nanda Vigo, è sicuramente uno dei più belli della fiera, capace di trasmettere la grande coerenza della Vigo che fin dagli anni Cinquanta fu al centro del dibattito artistico, portando avanti una ricerca artistica che integrava arti visive, design e architettura. Sono proprio le sue precoci sperimentazioni con la luce, peraltro, che la porteranno ad avvicinarsi al Gruppo Zero.

 

Galleria Primo Marella

Lo stand della Galleria Primo Marella

Lo stand della Galleria Primo Marella

Una installazione di Li Wei e una serie di ultimi lavori di Jeremy Sharma, fanno da introduzione alla grande opera di Abdoulaye Konaté vera regina dello stand della milanese Primo Marella. Artista originario del Mali e docente del CAMM, la principale scuola d’arte del suo Paese, Konaté fa sue le tradizionali tecniche di tessitura, tintura e cucito tipiche del’Africa centrale per realizzare grandi composizioni dal forte impegno sociale e politico, in cui i temi della religione, della convivenza e del rapporto tra fede e potere vengono sviluppati attraverso un uso molto raffinato di simbologie “interculturali”, come il motivo del pavone che lui sintetizza e che accomuna molte culture.

 

Galleria Joseph Tang

 

galleria tang

La parigina Tang si presenta a Torino con un’installazione dell’artista, critico e curatore Joey Tang che partendo proprio dalla sua esperienza personale porta lo spettatore ad una riflessione su quelle che sono le dinamiche del sistema dell’arte, dei rapporti artista-critico, artista-curatore, artista-critico e sul ruolo attivo del pubblico.

 

PSM

Lo stand della PSM di Berlino

Lo stand della PSM di Berlino

Ad Artissima la galleria PSM di Belino si presenta con un progetto speciale chiamato Outside Insight con lavori della danese Sophie Erlund – che interpreta l’architettura come sinonimo del corpo e della mente umana – , della rumena Anca Manteanu Rimnic che realizza opere e performance in cui gli oggetti che la circondano si trasformano in immagini spesso assurde da cui prende il via un affascinante viaggio alla ricerca delle origini, e lo statunitense Nathan Peter la cui pratica pittorica è caratterizzata da un processo creativo di riduzione.

 

Mendes Wood

 

Mendes Wood

La brasiliana Mendes Wood porta, infine, ad Artissima una serie di lavori del giovane Paulo Nimer Pjota che nelle sue opere affronta temi delicati come quelli della cultura delle popolazioni sudamericane e della loro sopravvivenza, utilizzando simboli, immagini e supporti che dialogano tra di loro innescando una riflessione sulle emergenze socio-culturali del suo Paese.

 

Galleria Alberto Peola

Lo stand della Galleria Alberto Peola

Lo stand della Galleria Alberto Peola

Alberto Peola porta in fiera una selezione della mostra Nothing is in its own Place della turca Fatma Bucak, attualmente in corso negli spazi della galleria. Identificandosi allo stesso tempo come turca e curda Bucak esplora e interroga costantemente le condizioni concettuali e ideologiche dei passaggi di confine. Completano lo stand una serie di lavori di Victoria Stoian, Gioberto Noro ed Eva Frapiccini.

 

Taik Persons Gallery

Lo stand della Taik Persons

Lo stand della Taik Persons

La tedesca Taik Persons ospita nel suo stand, tra le altre, una serie interessante di lavori dell’argentino Adam Jeppesen che, attraverso la fotografia, ci conduce verso una più profonda comprensione del concetto tradizionale di spazio e tempo. Frutto di un lungo viaggio in Antartide, questa serie di immagini si caratterizza per un uso non convenzionale delle tecniche di stampa e per il ruolo “chiave” dell’errore occasionale che divengono testimonianza del lungo viaggio vissuto.

 

Daniel Faria Gallery

Lo stand della Daniel Faria Gallery

Lo stand della Daniel Faria Gallery

L’opera del berlinese Shannon Bool è protagonista nello stando della canadese Daniel Faria Gallery. Bool, in MEC V, estende il suo interesse per l’ornamento e l’artigianato e il suo posizionamento nel contemporaneo. Punto di riferimento di questo suo nuovo lavoro sono i dipinti rinascimentali di Jan Van Eyk e Petrus Christus che l’artista ha rimosso digitalmente lasciando solo lo spazio che le circonda per una riflessione transculturale tra pittura, l’arte orientale dei tappeti e la cultura digitale di oggi, per una riflessione su come può cambiare la lettura e l’interpretazione di un simbolo nel passaggio da un contesto culturale ad un altro.

 

Galerie Alberta Pane

Lo stand della Gallerie Alberta Pane

Lo stand della Gallerie Alberta Pane

Il portoghese João Vilhena e il trentino Christian Fogarolli sono i protagonisti dello stand della Gallerie Alberta Pane di Parigi. Vilhena presenta una serie di disegni di grande formato realizzati in pietra nera su cartone grigio che, evocando mondi chiusi e regolati da norme rigide, prendono vita da rielaborazioni di vecchie foto e cartoline che l’artista riproduce ribaltandole specularmente. Questi mondi lontani divengono in questo modo quasi incomprensibili nonostante una apparente familiarità e proponendo un’interessante riflessione sul rapporto tra ricordo e realtà, memoria e lettura del presente, ma anche sul gap che separa le generazioni di figli da quelle dei padri. Gap che l’accelerazione contemporanea ha reso ancor più ampio che in passato. L’attenzione di Fogarolli si attesta invece, sulla natura stessa dell’identità che l’artista esplora attraverso diverse prospettive e un impiego molto particolare delle teorie e discipline scientifiche ad essa connesse.

 

A Gentil Carioca

Lo stand della Galleria A Gentil Carioca

Lo stand della Galleria A Gentil Carioca

Presenta artisti brasiliani di varie generazioni che lavorano con vari materiali la galleria A Gentil Carioca di Rio de Janeiro. Tra questi anche Maria Laet che ha portato Terra (Torino) lavoro di land art in cui l’artista cuce la terra, in riferimento al suo legame con la natura e la terra come elemento. Laura Lima, invece, è presente con la “coppia” Jaime e Manoel, due lavori della serie dei Ritratti in cui i personaggi si identificano con gli “abiti” che vestono, con forme geometriche, le cornici. Una pratica in cui si può leggere una riflessione sulla simbologia contemporanea legata all’aspetto e le componenti della comunicazione non verbale ad essa connesse che spesso condizionano il nostro giudizio sullo status di chi ci circonda. La serie dei ritratti ha vinto il premio Bonnefanten 2014, uno dei più prestigiosi premi d’arte olandesi.

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