La cura dei dipinti su tela

Sono passati ormai molti secoli da quando il dipinto su tela ha fatto il suo ingresso nelle nostre case: prima appannaggio dei soli nobili, poi dei borghesi, oggi quasi tutte le famiglie hanno in casa almeno un rappresentante di questa forma d’arte. Nato probabilmente a Venezia nel XV secolo, prima come stendardo da processione e poi come ornamento da parete, il dipinto su tela ha ben presto acquisito massima importanza tra i cosiddetti dipinti mobili o da cavalletto, superando di gran lunga la classica tempera su tavola. Molto più leggero dei dipinti su supporto ligneo e più durevole di quelli su metallo, il dipinto su tela ha permesso di facilitare l’arredamento degli spazi grazie alla sua naturale facilità di collocazione e trasporto.

La tecnica pittorica che si è legata sin dalla sua nascita al dipinto su tela è quella ad olio: grazie alla sua elasticità, il colore ad olio ben si adatta ai movimenti della tela, alle sue contrazioni ed estensioni, aiutato in questo da un elemento intermedio: la preparazione. Questa consiste in un impasto di gesso di Bologna, un tipo di gesso inerte, un legante rappresentato da una colla proteica come la comune colla di coniglio e piccole quantità di resine vegetali che garantiscono l’elasticità dell’amalgama una volta asciutto; inoltre non è raro che sia presente un pigmento che ne determini la colorazione più o meno bruna.

Cornelis de Baellieur, Galleria di un collezionista, 1635 c.

Cornelis de Baellieur, Galleria di un collezionista, 1635 c.

Ultimo, ma fondamentale elemento di sostegno del dipinto su tela è il telaio; una struttura di legno su cui la tela è fissata e ben tesa. Al principio il telaio era fisso, oggi è comune vedere telai estensibili, diffusi sin dal XIX secolo, che garantiscono una corretta tensione del dipinto.

Il dipinto ad olio su tela è resistente e fragile allo stesso tempo: è elastico, ma può subire deformazioni permanenti; è leggero e sottile ma per nulla resistente agli oggetti perforanti.

Cosa possiamo fare nelle nostre case per ridurre al minimo i danni che alcune circostanze sfavorevoli possono causare ai nostri dipinti su tela?

Prima di tutto potremo imparare a riconoscere alcuni sintomi prima che sfocino in una vera e propria patologia: il classico “prevenire è meglio che curare”. Prenderemo coscienza del fatto che è preferibile che il nostro restauratore d’arte di fiducia esegua brevi interventi di manutenzione che non costosi restauri integrali. In questo modo eviteremo ai nostri dipinti i patimenti inevitabili derivati da un intervento conservativo completo e alle nostre tasche un inutile salasso.

Come esaminare i dipinti su tela

La prima cosa da verificare è che la tela sia ben tesa sul telaio: delicatamente con un polpastrello, daremo un colpetto alla superficie pittorica, se il quadro risuonerà anche leggermente la tensione sarà sufficiente, se al contrario la tela non opporrà alcuna resistenza e ondeggerà mollemente sotto il nostro dito sarà il caso di annotarlo e farlo presente al restauratore d’arte.

La tipica chiave di espansione in legno di faggio, volgarmente detta zeppa, che permette al telaio ligneo di ingrandirsi per mantenere l'idoneo livello di tensione della tela. L'operazione di percussione delle chiavi, seppur semplice, porta dei rischi legati all'uso di un martello nelle immediate vicinanze alla tela e deve quindi essere eseguita da personale specializzato.

La tipica chiave di espansione in legno di faggio, volgarmente detta zeppa, che permette al telaio ligneo di ingrandirsi per mantenere l’idoneo livello di tensione della tela. L’operazione di percussione delle chiavi, seppur semplice, porta dei rischi legati all’uso di un martello nelle immediate vicinanze alla tela e deve quindi essere eseguita da personale specializzato.

Perché la tela deve essere ben tesa sul telaio? Perché la carenza di questa tensione causa la maggior parte dei danni cui poi i restauratori d’arte devono porre rimedio. In particolare, sono molto comuni i cosiddetti segni di battuta, causati dall’adagiarsi della tela sullo spigolo interno del telaio, che in condizioni normali la tela non dovrebbe toccare; inoltre nei dipinti grandi, ad esempio quelli esposti nelle chiese, si possono osservare vere e proprie “spanciature” con andamento a onda che causano gravi danni.

I segni di battuta sono molto visibili ad una semplice visione frontale del dipinto e sono dovuti alla mancanza di tensione della tela la quale si adagia sui bordi interni del telaio ligneo. Appena dovessero apparire questi segni, avvertire subito il restauratore di fiducia per evitare costosi restauri volti a ridurne l'effetto deturpante.

I segni di battuta sono molto visibili ad una semplice visione frontale del dipinto e sono dovuti alla mancanza di tensione della tela la quale si adagia sui bordi interni del telaio ligneo. Appena dovessero apparire questi segni, avvertire subito il restauratore di fiducia per evitare costosi restauri volti a ridurne l’effetto deturpante.

Altro controllo possibile è quello che faremo staccando il dipinto dal muro per controllare che il telaio ligneo non abbia subito attacchi da parte di tarli, riconoscibili dai caratteristici fori tondeggianti, e lo stesso controllo faremo con la cornice. Ricordiamoci, specialmente se il dipinto è di dimensioni medio-grandi, di essere sempre almeno in due per appenderlo e rimuoverlo dal muro.

Un semplice esame è quello che riguarda la planarità della tela: con l’aiuto di una lampada a piantana, di quelle che abbiamo tutti in casa, posta di lato al dipinto in modo che questo venga illuminato di sguincio, controlleremo che la tela non presenti segni che ne evidenzino la deformazione, come ad esempio quella causata dal materiale che si deposita tra tela e telaio nella parte inferiore del dipinto, formando micro-rilievi e causando cadute di colore. Inoltre con questo tipo di illuminazione potremo individuare zone dove il colore si sta sollevando.

Ogni proprietario di dipinti può controllare lo stato della superficie pittorica delle sue opere, con il semplice utilizzo della visione a luce radente, come riportato nello schema. Nel caso si vedesse qualcosa che ci sembra fuori norma, riprendere fotograficamente la superficie del dipinto, senza uso del flash, che annullerebbe l'effetto di taglio laterale dell'illuminazione a luce radente.

Ogni proprietario di dipinti può controllare lo stato della superficie pittorica delle sue opere, con il semplice utilizzo della visione a luce radente, come riportato nello schema. Nel caso si vedesse qualcosa che ci sembra fuori norma, riprendere fotograficamente la superficie del dipinto, senza uso del flash, che annullerebbe l’effetto di taglio laterale dell’illuminazione a luce radente.

Raccomando, una volta annotate tutte quelle circostanze in cui il dipinto ci sembra fuori dalla norma, di interpellare il nostro restauratore d’arte di fiducia: alcune operazioni a prima vista semplici, come la battitura delle chiavi per estendere un telaio, possono rivelarsi assai dannose per il dipinto, se eseguite senza la dovuta attenzione.

La cosiddetta caduta di colore, che lascia o la preparazione o addirittura la tela a vista ha moltissime cause che andranno viste e possibilmente risolte con l'aiuto del restauratore. Sono un campanello d'allarme e preludono spesso a cadute più massicce.

La cosiddetta caduta di colore, che lascia o la preparazione o addirittura la tela a vista ha moltissime cause che andranno viste e possibilmente risolte con l’aiuto del restauratore. Sono un campanello d’allarme e preludono spesso a cadute più massicce.

Ancora tre brevi annotazioni: la prima è di non mettere i dipinti troppo vicini a fonti di calore, come lampadine ad incandescenza o termosifoni, la seconda è di far lasciare al corniciaio almeno 5 mm di gioco per lato quando si mette una nuova cornice ad un dipinto su tela: questo per permettere una eventuale espansione del telaio; la cornice non deve essere mai aderente ai lati del dipinto. La terza è quella di spolverare i dipinti e le loro cornici con il classico piumino, non usare panni umidi, non toccare le cornici antiche: le dorature sono tanto belle quanto delicate.

Riconoscere per tempo il sintomo di una sofferenza dei nostri dipinti su tela è già fare molto per la loro cura.