Dove comprare artisti emergenti

Circa sei mesi fa, ho dedicato un articolo a Come (e perché) acquistare artisti emergenti. Adesso credo sia giunto il momento di fare un passo in più e cercare di capire assieme dove comprarli. Sì, perché le gallerie non sono tutte uguali e, come si guarda il curriculum di un artista, è necessario guardare con attenzione anche quello della galleria che lo segue.

Se selezionare le gallerie da seguire, individuando le più serie e accreditate, è fondamentale per ogni forma di collezionismo, lo è ancor di più per chi decide di puntare sugli emergenti. E questo per un motivo molto semplice: gran parte della credibilità e dell’importanza che avrà un artista nel tempo dipende proprio da chi (e come) lo rappresenta.

Artisti emergenti - Art of This Century, la galleria aperta a New York nel 1941 da Peggy Guggenheim

Art of This Century, la galleria aperta a New York nel 1941 da Peggy Guggenheim

Orientarsi tra le gallerie non è facile, ma neanche impossibile e l’approccio da avere non è dissimile da quello che si adotta ogni qualvolta si fa un acquisto importante. Ad esempio: la casa. Quando dovete comprare una nuova abitazione in un quartiere diverso da quello in cui avete vissuto, la prima cosa che fate è capire quali sono le agenzie immobiliari che vi lavorano e, più che altro, quali sono quelle più serie ed affidabili. E questo per evitare raggiri o di perdere tempo con agenti che cercano di vendervi case che hanno in catalogo da una vita e che non sono ancora riusciti ad “rifilare” a nessuno. Ecco, con le gallerie dovete comportarvi nello stesso modo: documentarvi, chiedere informazioni e ascoltare i commenti.

 

Passo 1: selezionare la tipologia giusta

 

In Italia, secondo le ultime stime, sono attivi circa 6.100 mercanti/gallerie d’arte. Cifra che sale a oltre 46mila se si guarda all’Europa, per raggiungere le 300mila unità a livello globale. Un panorama immenso, davanti al quale un collezionista alle prime armi potrebbe sentirsi quanto meno smarrito. E’ necessario quindi adottare un criterio che permetta di muoversi con una certa serenità. Per prima cosa, molte di queste realtà operano nel campo dell’antiquariato o su altri periodi della storia dell’arte, diversi dal contemporaneo. E anche tra quelle attive nel settore della Post War & Contemporary Art non tutte seguono artisti emergenti.

E’ necessario, quindi, operare una prima selezione. In questo le fiere d’arte possono essere molto utili: in assenza di una pubblicistica adeguata, consultare i siti delle fiere e vedere chi, tra gli espositori, segue artisti emergenti semplifica molto la vita e vi permette di creare un elenco di gallerie che, potenzialmente, potrebbero interessarvi. La ricerca non è difficile: nella maggioranza dei casi, le fiere d’arte contemporanea più importanti sono suddivise in sezioni, basta selezionare quella adeguata. Oltre a questo, di grande utilità sono i cataloghi (online e offline) delle fiere parallele che, quasi sempre, hanno come unico focus l’arte emergente.

  • Esempio: Artissima, la fiera italiana più importante per quanto riguarda l’arte contemporanea, nella sezione New Entries raccoglie le gallerie giovani più interessanti e incentrate sull’arte emergente. Oltre a questo nella sezione Present Future trovate stand monografici di artisti emergenti a livello internazionale. Arte Fiera, invece, ha una sezione che si chiama Nuove Proposte, dedicata gli artisti nati dopo il 1979.
  • IMPORTANTE: ovviamente, artisti emergenti li potete trovare anche nelle gallerie presenti in altre sezioni e, per questo, un passaggio in Fiera è sempre consigliabile.

 

 

Passo 2: conoscere l’offerta

 

Creato un primo indirizzario di gallerie che vi possono interessare, è necessario capire cosa offrono. Ossia quali opere abbiano in catalogo e, quindi, scegliere quelle che seguono artisti in linea con i vostri gusti. Qui le soluzioni sono due: la più semplice è visitare i loro stand in fiera; in alternativa, se non avete tempo, potete guardare il loro sito web: normalmente vi indirizza direttamente il link sul nome presente nel catalogo online di una fiera. Per trovarlo, quindi, basta un clic.

La cosa migliore, comunque, rimane quella di fare un giro in fiera e, questo, per vari motivi: si risparmia tempo e in una/due giornate si riescono a raccogliere informazioni importanti senza quell’imbarazzo che, spesso, può cogliere varcando la soglia di una galleria; si ha già una panoramica significativa del loro catalogo e si possono intercettare anche le gallerie storiche che seguono  le ultime novità e, quindi, ampliare la propria conoscenza del settore e il proprio “indirizzario”. Oltre al fatto che, grazie alla fiera, si abbattono tutti i confini: nazionali, regionali e provinciali!

 

Passo 3: conoscere e seguire le gallerie

 

A questo punto, dovreste esservi fatti un’idea di quali sono le gallerie che, almeno da punto di vista dell’offerta, possono interessarvi. Adesso inizia la parte più complessa, ma anche più divertente per chi ama l’arte. Per non incorrere in acquisti poco oculati, infatti, una buona regola da seguire è quella di documentarsi e di prendere familiarità con il panorama delle gallerie che avete selezionato, avere ampie vedute e, più che altro, non essere frettolosi: informatevi, indagate, confrontatevi e ascoltate quello che si dice su un artista o una galleria. Insomma siate instancabilmente curiosi, anche perché, molte volte, le informazioni più preziose sono proprio quelle trasmesse oralmente. Ecco, quindi, cinque cose fondamentali da tenere presenti nella vostra ricerca e nella creazione di un rapporto fruttuoso con le gallerie che deciderete di seguire:

  • IL PROGRAMMA: ossia le attività che la galleria svolge. Non vi fermate alla mostra che è in corso, studiatevi l’archivio per capire come si muove, quali artisti segue e come cresce nel tempo la sua attività (fiere, collaborazioni ecc.), specie se si tratta di una galleria giovane. Questo vi permetterà di individuare le realtà con cui merita instaurare un buon rapporto e, magari, di scoprire qualche nuovo artista che potrebbe interessarvi. Normalmente sono cose che potete trovare comodamente sul loro sito internet.
  • VISITARE LE MOSTRE SEGNALATE DAI MEDIA: ogni nazione, e talvolta, ogni città più grande, ha organi di stampa (online e offline) che seguono la scena artistica locale. E’ un modo molto utile per capire cosa gira nel mercato, quali siano le gallerie più considerate e per crearsi una rete di contatti “informali” con altri collezionisti, con artisti, critici ecc., che vi risulterà molto utile per raccogliere informazioni di prima mano.
  • “CONOSCERE” IL PUBBLICO: se crearsi una rete di contatti è utile per raccogliere informazioni, capire chi frequenta una determinata galleria è un elemento importante per comprenderne la reputazione. Dopo un po’ che frequentate la scena artistica vi renderete conto che il popolo dell’arte è una tribù nomade presente a tutti gli appuntamenti che contano. I volti sono, più o meno, sempre gli stessi e, piano piano, sarete in grado di capire chi sono gli avventori di un’inaugurazione e capire, di conseguenza, se quello a cui state partecipando è il vernissage di una galleria che è in grado attirare l’attenzione del pubblico che “conta” oppure no.
  • LEGGERE E ASCOLTARE I PARERI: sempre per capire quale sia la reputazione di una galleria è utilissimo leggere e ascoltare cosa ne pensano critici, artisti e collezionisti. Ascoltare i commenti e conversare, inoltre, vi può aiutare ad ampliare la vostra lista di gallerie da tener d’occhio. Ricordatevi che, come le gallerie vi possono far conoscere buoni artisti, anche gli artisti possono presentarvi delle buone gallerie.
  • RESTARE IN CONTATTO: cercate, nei limiti del possibile, di seguire i programmi (e quindi le mostre) delle gallerie che avete selezionato, in primo luogo quelle che hanno sede nella vostra città o nelle sue vicinanze. Per quanto riguarda quelle che si trovano in centri più lontani, invece, cercate di visitarle quando partecipano a qualche fiera d’arte e, talvolta, valutate l’opportunità di fare un viaggio per visitare una loro mostra particolarmente importante. Questo vi permetterà di essere inseriti nei loro indirizzari ed essere poi invitati ai vari eventi e, nel caso diveniste loro buoni clienti, di avere l’accesso alle preview delle fiere a cui partecipano.

Mi sembra di non essermi dimenticato niente. Quindi, buona ricerca!

4 Commenti

  • luciano ha detto:

    Bravo Maggi sempre articoli pilota ed esaurienti. Tutte cose giustissime per chi affronta il calvario gallerie. Non voglio essere pessimista, ma realistico. Proprio in questo momento mi emerge nella mente un fatto singolare riguardo a una collettiva d’arte di carattere internazionale. Questo lo dico anche per fare una valutazione, se pur approssimativa, della preparazione dei galleristi. Un collega artista, invitato come il sottoscritto alla manifestazione, ha inviato la foto di un famoso quadro di Picasso del periodo rosa. La giuria era composta anche da galleristi noti. La risposta al mia collega è stata negativa: “L’opera non rispettava i canoni per la selezione”. Meditiamo un istante sulla preparazione di qualche gallerista, molte volte impreparati. Ciao e complimenti come al solito.

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Caro Luciano, se li avessi mi sarei messo le mani nei capelli. Al di là dell’aspetto esilarante dell’esempio che porti, sollevi un problema molto importante: la preparazione dei galleristi. E’ una questione su cui dobbiamo assolutamente riflettere chiedendoci, in particolare, come mai, in un mondo dell’arte che richiede una sempre più grande preparazione e conoscenza – da parte degli artisti, dei collezionisti, dei curatori ecc. -, proprio quella gallerista sia una professione per cui non sono richiesti titoli di studio e per la quale non esistono corsi di formazione. Oltre a questo, mi chiedo chi nomini queste commissioni!

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Gentilissimo Nicola un argomento davvero interessante e come hai premesso non è altro che la continuazione pratica del post di sei mesi fa. Quando in Arte si debbono dare delle risposte o arrivare a dare suggerimenti o addirittura creare delle suggestioni, diventa tutto più difficile.
    L’incontro tra l’artista, l’intermediario ed il collezionista sa di magia, è un momento straordinario, debbono per forza di cose incastonarsi una serie di tasselli, e solo con il tempo potremmo sapere se quanto desiderato,cercato ed acquistato diventa nostro.
    A mio avviso non esistono artisti emergenti o mercati emergenti, se ci si riflette sopra un attiamo vediamo che tutto viene regolato dal sistema, quello degli artisti, quello delle gallerie, quello delle aste. Ecco un artista o un ‘opera devono stare nel sistema e solo a quel punto si potrà capire quelle che saranno le aspettative e le prospettive.
    Il tuo consiglio di visitare e frequentare le fiere mi sembra più che corretto quando si tratta di valutare le nuove proposte o i nuovi linguaggi e sembra strano, ma le gallerie definite di rango tra i nomi storici delle avanguardie presentano e propongono spesso dei giovani, sicuramente tra questi uscirà un emergente. Quanto sopra è semplicemente dettato da due aspetti, il primo riguarda la credibilità della galleria sicuramente posizionata sul mercato da decenni magari con la presenza al suo interno di giovani, secondariamente la presunta forza finanziaria e il buon nome sono di sicuro vantaggio per presentare il percorso del giovane artista e conseguentemente qualora ci fossero delle attenzione da parte del collezionismo, promuoverlo con una serie di mostre ed eventi accompagnati da una autorevole rassegna critica.
    Questa strada potrebbe essere la più percorribile ma non è escluso che ce ne siano delle altre, quello che però conta in arte non esistono le scorciatoie e più uno si trova dentro e più abbisogna di conoscersi e conoscere.
    Mi piacerebbe concludere questo mio intervento con una frase, secondo me sempre attuale, di Bruno Grossetti il “Mercante dell’Annunciata”:
    “Nell’arte bisogna essere prudenti, accorti, saper aspettare, ma penso che questo mondo sia in se una cosa così preziosa, così bella, che valga la pena comunque di entrarvi”. Un caro saluto Daniele.

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Non posso che condividere a pieno quanto dici e, in praticolare, la bella frase di Grossetti che citi in chiusura. Un caro saluto. Nicola

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