…e Arte Fiera punta tutto sull’Italia

In un’Italia sempre più esterofila, in particolare quando si parla di arte contemporanea, non può fare che piacere sapere che la 37esima edizione di Arte Fiera (Bologna, 25-28 gennaio), presentata lunedì scorso alla stampa, ha tra i suoi obiettivi principali quello di dare il via ad un percorso di rilancio, sulla scena mondiale, della cultura visiva italiana, già ampiamente apprezzata sul palcoscenico internazionale – come testimonia il successo costante delle Italian Sale londinesi – ma senza per questo garantire un reale ritorno positivo sul mercato casalingo che, da anni, è fermo al palo.  In attesa del nuovo rapporto Nomisma sul mercato dei beni artistici, infatti, il 2012 del mercato dell’arte italiano – se non ci sono state sorprese – dovrebbe essersi attestato sui livelli di un 2011 non certo esaltante: un giro d’affari attorno ai 1.5 miliardi di euro, pari all’1% del mercato globale, ma, più che altro, del 32% inferiore al fatturato di un 2010 positivo ma che arrivava dopo un biennio tragico (2008-2009) in cui il valore del settore era stato quasi dimezzato.

Adesso, però, il sistema dell’arte nostrano sembra voler dire basta. Una volontà di rinascita che non poteva che partire da Arte Fiera: la più antica fiera italiana di settore che per l’arte del nostro paese ha sempre avuto un occhio di riguardo, come hanno ricordato i due direttori artistici della manifestazione bolognese, Claudio Spadoni (per l’arte moderna) e Giorgio Verzotti (per quella contemporanea): «Arte Fiera ha da sempre posto come obbiettivo primario quello di promuovere le gallerie italiane, pur non essendo mai mancato l’apporto significativo di importanti gallerie internazionali». «Il permanere della crisi economica che interessa il nostro paese fin dal 2008 – hanno proseguito Spadoni e Verzotti – rafforza, invece di indebolire, la convinzione che l’italianità è la forza di Arte Fiera, una forza che va indirizzata alla valorizzazione delle strutture e dei protagonisti del sistema dell’arte italiano, calato in un contesto internazionale ormai “globalizzato”». «Possiamo pensare a Bologna come alla Fiera dedicata al “genio italiano” – hanno concluso i due direttori – inteso come un insieme di valori ampiamente riconosciuto e che va difeso con decisione, soprattutto in epoche di crisi come l’attuale. Il declino che molti denunciano e che usano per definire lo stato attuale, economico ma anche psicologico, del nostro paese va combattuto con la forza di cui disponiamo, la nostra cultura e in particolare la cultura visiva con cui l’Italia si è già ampiamente distinta nella storia anche recente».

Foto di gruppo in occasione della conferenza stampa di presentazione della 37° Arte Fiera di Bologna. Da sin: Claudio Spadoni, Giorgio Verzotti, Duccio Campagnoli, Fabio Roversi Monaco, Alberto Ronchi, Gianfranco Maraniello.

Foto di gruppo in occasione della conferenza stampa di presentazione della 37° Arte Fiera di Bologna. Da sin: Claudio Spadoni, Giorgio Verzotti, Duccio Campagnoli, Fabio Roversi Monaco, Alberto Ronchi, Gianfranco Maraniello.

Parole nobili che, fortunatamente (e anche questo ha il sapore dell’unicum nel nostro paese), corrispondono anche ai fatti: non solo tra gli 1.100 artisti che saranno presenti in fiera con i loro lavori sono ben rappresentati tutti i nomi più significativi della scena nazionale – da Fontana a Manzoni, passando per Calzolari – ma all’interno della fiera sarà allestita la mostra Storie Italiane curata da Laura Cherubini e Lea Mattarella che, per l’occasione, hanno riletto la storia dell’arte del nostro Paese offrendo al pubblico che dal 25 gennaio affollerà gli spazi di BolognaFiere un’occasione di riflessione sul valore e sulla forza della cultura visuale italiana dagli inizi del Novecento fino alle nuove generazioni, soffermandosi anche sull’influenza che questa cultura ha avuto a livello internazionale. «Abbiamo pensato di concentrare l’attenzione innanzi tutto sui protagonisti del Novecento che dell’Italia rappresentano i “caratteri”, i fondamenti, stilistici e storico-artistici. – hanno spiegato in conferenza stampa le due curatrici presentando il loro progetto espositivo – Inoltre abbiamo guardato agli artisti italiani, attivi oggi, che, nel loro paese o fuori di esso, riflettono su questi caratteri, su temi, motivi, iconografie che dell’Italia costituiscono la storia, la memoria, il suo DNA». «Infine – hanno concluso Cherubini e Mattarella –  abbiamo osservato che questo particolare codice culturale italiano, fatto di tanti elementi in esso intrecciati, ha suscitato l’interesse di moltissimi artisti stranieri, che qui hanno soggiornato o che vi hanno viaggiato con il pensiero, soffermandosi su idee, luoghi, fatti, figure, opere d’arte, tecniche, personaggi a cui dedicare a propria volta un’opera. Così, attraverso i più differenziati linguaggi, vedremo sfilare le opere del passato rivisitate in termini sempre nuovi e contemporanei, il terremoto de L’Aquila, la natura morta e il paesaggio, le periferie di Milano e l’EUR di Roma, seguiremo le orme di Pasolini e rivivremo il revival di Carmelo Bene, incontreremo eroine del melodramma e frammenti di antichità, praticheremo riti di un Meridione di leggenda, saluteremo Paolina Borghese e Michelangelo della Sistina, filtreremo queste nostre visioni d’Italia attraverso i film che ne hanno raccontato le tante storie. Vedremo le piazze, i monumenti, i volti, le case, le stanze i libri e i giornali. Ma anche i segni, le materie, i colori, la forma italiana declinata al plurale».

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Un’immagine della passata edizione di Arte Fiera

Se l’italianità (evviva!) sarà dunque l’asse portante della nuova Arte Fiera, i direttori artistici non si sono però dimenticati che l’appuntamento bolognese inaugura l’anno italiano dell’arte: un evento imperdibile per tutti gli amanti dell’arte moderna e contemporanea e un “battesimo” per chi si sta avvicinando a questo mondo e al collezionismo. Anche quest’anno, quindi, non mancherà la consueta attenzione per le giovani gallerie, per le tendenze più avanzate della produzione artistica internazionale e per il lavoro dei giovani artisti che si contenderanno, come da tradizione, il Premio Euromobil Under 30 e il Premio Furla. Uno sguardo al futuro che prosegue anche nelle sette Arte Fiera Convesations (calendario.pdf) in programma nei giorni di fiera e che metteranno a fuoco scenari e nuove prospettive del mercato dell’arte. Scenari e prospettive che, speriamo, vedranno l’Italia nuovamente protagonista.

Nel frattempo godiamoci la 37esima edizione di Arte Fiera e la prima di Art City il nuovo programma istituzionale che nasce dalla collaborazione tra Comune di Bologna e BolognaFiere, e comprende  oltre 50 eventi tra mostre e iniziative culturali in città, proponendo un’originale esplorazione di musei e luoghi d’arte di Bologna (il programma, in costante aggiornamento, è consultabile sul sito: www.artefiera.bolognafiere.it).

Il weekend tradizionalmente dedicato alla più importante manifestazione fieristica italiana di settore diventa così occasione per conoscere e riscoprire gli straordinari palazzi storici e i luoghi della cultura trasfigurati attraverso l’incursione del contemporaneo, ricordandoci come la Cultura, tante volte mortificata e dimenticata dalla nostra politica, sia uno degli strumenti più importanti che il nostro paese ha a disposizione per risorgere dalla crisi. Speriamo solo che dalle urne, il 24 febbraio prossimo, esca un governo un po’ più illuminato di quelli avuti fino ad oggi… eppure ci vorrebbe così poco!

In attesa del 25 gennaio, ecco un’anteprima delle opere presenti in fiera:

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