L’esportazione di opere d’arte: tutte le novità

A partire dal 2017, la Legge annuale per il mercato e la concorrenza (L. 124/2017) e i relativi decreti attuativi (n. 246/2018 e n. 305/2018) hanno apportato al Codice dei Beni Culturali (d. lgs. n. 42/2004) alcune rilevanti modifiche volte ad agevolare – per quel che attiene l’ambito della presente trattazione – la circolazione internazionale di opere d’arte. Si tratta di un primo importante passo verso l’adeguamento della normativa nazionale di settore, non più attuale, alle odierne esigenze del mercato dell’arte.

Le disposizioni di cui trattasi prevedono che un’opera di artista non più vivente, realizzata da oltre 70 anni e di valore superiore a € 13.500 non possa lasciare il territorio nazionale senza che il soggetto interessato all’esportazione abbia ottenuto dalle competenti autorità l’attestato di libera circolazione.

L’attestato ha una validità quinquennale, prorogabile, in seguito alla riforma, per ulteriori 5 anni.

Prima del rilascio di tale attestato o dell’emanazione del provvedimento contenente il suo eventuale diniego, l’ufficio di esportazione ha facoltà di proporre l’opera al competente Ministero dei Beni Culturali per l’acquisto coattivo. Il diniego nella concessione ha come conseguenza la cosiddetta “notifica” dell’opera.

L’attestato di libera circolazione non è, invece, richiesto per l’esportazione di opere di artista ancora in vita e realizzate, a seconda dei casi, da non oltre 50 o 70 anni. Tale eccezione è chiaramente volta a favorire la produzione artistica più recente, incentivandone la commercializzazione e la circolazione anche oltreconfine.

Nel caso di esportazione di un’opera di artista non più vivente, realizzata da oltre 70 anni e di valore inferiore a euro 13.500 il soggetto interessato è tenuto a presentare all’ufficio di esportazione una dichiarazione attestante la non assoggettabilità del bene alla procedura per il rilascio dell’attestato di libera circolazione. La dichiarazione deve esser corredata da apposita documentazione atta a comprovare che il valore dell’opera non ecceda la soglia di € 13.500 (per esempio, la fattura d’acquisto ove è riportato il prezzo di vendita dell’opera o la pubblicazione della sua stima su un catalogo d’asta). Successivamente alla presentazione della dichiarazione, l’ufficio ha facoltà di richiedere l’esibizione fisica del bene e, in seguito, di optare per l’avvio del procedimento perché il bene venga dichiarato «di interesse particolarmente importante o di eccezionale interesse» o, in alternativa, per il suo acquisto coattivo.

La presentazione della dichiarazione di non assoggettabilità alle procedure di rilascio dell’attestato di libera circolazione è richiesta dalla legge anche per l’esportazione di opere la cui realizzazione è compresa tra i 50 e i 70 anni. Qualora si tratti di opere di autore non più vivente, l’ufficio di esportazione, in caso ravvisi nell’opera l’eccezionale interesse, potrà avviare il relativo procedimento o procedere all’acquisto coattivo del bene.

La recente novella normativa prevede, inoltre, l’istituzione dell’anagrafe della circolazione internazionale che dovrà essere attivata dal Ministero sul SUE (sistema informativo degli uffici esportazione) entro la fine del 2019. Il nuovo registro servirà a garantire la tracciabilità delle opere in transito sul territorio nazionale e avrà il compito di rilasciare, su richiesta dei soggetti interessati, il passaporto delle opere. Tale documento avrà una validità di 5 anni e fornirà un’informativa completa e attendibile in merito alla effettiva provenienza di ogni opera.

Perché sia possibile esprimere un giudizio effettivo in merito all’efficacia e al funzionamento delle nuove disposizioni legislative sarà necessario attendere qualche anno.

Al momento, non si può fare a meno di rilevare come l’iter di allineamento del sistema nazionale italiano agli standard europei sia soltanto all’inizio. La stessa soglia di valore di € 13.500, introdotta con la Legge n. 124/2017, è la più bassa in UE. Altri Stati membri ammettono la libera circolazione di opere al di fuori del proprio territorio nazionale prevedendo delle soglie di valore molto più ampie (Francia € 150.000; Germania € 300.000; Regno Unito £ 100.000) o persino diversificate sulla base della tipologia del bene oggetto di esportazione. Lo stesso procedimento per la dichiarazione di interesse culturale, per come attualmente regolamentato, rappresenta un forte disincentivo per determinati tipi di investimenti in arte.