Londra: Hurvin Anderson è la star della evening sale di Christie’s

Una vista della sale room di Christie's London dove si è tenuta la 20th/21st Century: Evening Sale Including Thinking Italian

Tutti gli occhi erano puntati su Hill Houses (Green Version), tela del 1991 di Peter Doig presentata come il top lot della 20th/21st Century: Evening Sale Including Thinking Italian di oggi da Christie’s London e, invece, la vera star dell’asta serale, trasmessa in live streaming a livello globale con offerte telefoniche a New York e Hong Kong, è stata la stupenda Audition di Hurvin Anderson col quale l’artista britannico realizza il suo nuovo record d’asta.

Dipinto nel 1998 e mai visto in pubblico dalla sua acquisizione l’anno successivo, Audition è una riscoperta rara e straordinaria che cattura la fioritura virtuosistica della prima pratica di Anderson. Un vasto panorama cinematografico visto da uno sbalorditivo punto di osservazione elevato che offre una rappresentazione scintillante di una piscina pubblica con le sue acque vive di attività umane.

Inserita in catalogo al lotto 9 con una stima di 1-1.5 milioni di sterline, la tela è stata contesa per quasi 10 minuti per poi essere aggiudicata ad un hammer price di 6.2 milioni, cifra che sale a 7.369.000 £ con il buyer’s premium. Un nuovo record d’asta che infrange il precedente di appena 2.2 milioni realizzato nel 2017.

 

LOTTO 9 – HURVIN ANDERSON, Audition, 1998. Oil on canvas, 175.5 x 254.2cm.

Tra le star della serata non brilla invece Guest House Garden di David Hockney che si ferma alla stima minima (5 mln £ di hammer price). Mentre fa registrare un’ottima performance Cecily Brown, che inaugura la vendita con il suo There’ll be bluebrirds, che  vola rapidamente oltre la stima massima di 700.000 £ per sentire il martello battere a 2.9 milioni si sterline di hammer price. E molto bene fanno anche gli artisti più giovani – Julie Curtiss, Emily Mae Smith, Sarah Hughes  e Nicolas Party –  inseriti nella prima parte del catalogo di Christie’s, marcando prezzi di tutto rispetto.

Delude, e non poco, invece, Hill Houses (Green Version) di Peter Doig presentata come il gioiello della evening sale assieme alla Mappa di Alighiero Boetti. La tela del 1991, proveniente dall’estate di Donald R. Sobey, non è riuscita, invece, a scaldare gli animi e le offerte si sono fermate a 3.2 milioni, ad un passo dalla stima minima. Troppo poco perché il lotto fosse aggiudicato.

 

LOTTO 1 – CECILY BROWN, There’ll be bluebirds, 2019. Oil on UV-curable pigment on linen, 134.5 x 169.5cm.

Dopo il lussuoso unsold l’asta riprende vivace con George Condo e il dittico Girl with Baloon di Banksy che però non porta a casa nessun risultato eclatante. Ma eccoci a (i) Bored Ale Yacht Club #4418 NFT di Yuga Labs per il quale sembrano scatenarsi le offerte, ma tutto si ferma alla stima minima: 800.000 £ di prezzo di martello.

Ma eccoci ad una delle opere più attese della serata di Christie’s: Because it Hurts the Lungs, capolavoro di Jean-Michel Basquiat del 1986 proposto in catalogo con una stima di 7-10 milioni di sterline. Ma anche in questo caso le puntate salgono rapidamente per poi rallentare e fermarsi a 6.950.000 £ ad un passo dalla stima minima.

E’ così la volta della Mappa di Alighiero Boetti, realizzata tra il 1988 e il 1989 e presentata con una stima di 1.2-1.8 milioni di sterline. Dopo gli ottimi risultati dell’arte italiana ieri sera da Sotheby’s, le aspettative sono buone e infatti l’opera non delude e passa di mano per 1.9 milioni di pound, quinto risultato più alto di sempre per l’artista italiano.

 

LOTTO 17 – ALIGHIERO BOETTI, Mappa, 1988-1989. Embroidery on linen, 128 x 232cm.

Dopo il piccolo guizzo italiano, l’asta torna a spegnersi un po’ tra aggiudicazioni piatte e un paio di invenduti. Domenico Gnoli centra le aspettative e così fa Lucio Fontana. Alberto Burri, in catalogo con un’opera minore, supera invece agilmente la stima massima.

La seconda metà della vendita – guidata dalla brava Veronica Scarpati – sembra ripartire più frizzante con Yayoi Kusama che vede la sua Infinity-Nets (GKT) superare la stima massima col martello che batte a 1.4 milioni. Ma già dal lotto successivo si torna a navigare in acque fin troppo tranquille con un Achrome del nostro Piero Manzoni che viene aggiudicato a 1 milione di sterline, al di sotto della stima minima. 

Si deve aspetttare nuovamente Kusama con Infinity-Nets (OPQR) per registare una performance degna di nota: 1.4 milioni di hammer price, contro una stima massima di 1 milione. Poco da dire sulla Superficie Rigata di Enrico Castellani che fatica a centrare le aspettative e così fa linea di Manzoni al lotto successivo. Va bene,  invece, Jannis Kounellis il cui Untitled del 1960 strappa la terza aggiudicazione di sempre per l’artista: 950.000 £.

 

LOTTO 33 – DAVID HOCKNEY, Still Life (Flowers), 1966. Acrylic on canvas, 61 x 91.4 cm.

L’asta si avvia verso la fine ma il ritmo sembra non cambiare fin a quando non è Still Life (Flowers) di David Hockney a prendere la scena. L’acrilico, realizzato nel 1966, è proposto con una stima in catalogo di 500-700.000 £ e proviene da una importante collezione giapponese dove è stato custodito per oltre 30 anni. Le offerte salgono rapidamente e alla fine l’opera è venduta ad un prezzo di martello di 1.1 milioni.

Da questo momento in poi, succede poco e tutto scorre serenamente verso la fine con l’asta che si chiude con un totale, buyer’s premium incluso, di 64.561.000. Un risultato ben al di sopra dei 45.7 milioni dell’aspettativa iniziale e più alto anche dell’edizione dell’ottobre scorso di questa stessa asta che si chiuse con un totale di 54.6 milioni di sterline. Anche Londra sembra dunque confermare l’ottimo stato di salute del mercato internazionale delle aste.