Solo Jasper Johns illumina la serata di Sotheby’s

Pubblico in sala decisamente poco collaborativo nei confronti delle stime aggressive che caratterizzavano il catalogo della evening sale di Sotheby’s di ieri a New York. La prima della settimana. Dopo due ore di contrattazioni il totale si ferma a 299.3 milioni di dollari (escluso il buyer’s premium) quando l’aspettativa era di circa 400 milioni. La percentuale di lotti venduti è dell’85.9%. E questo nonostante un’asta che ha visto le opere in catalogo contese da partecipanti provenienti da 38 paesi diversi, di cui il 40% fuori dagli States, con buona presenza di collezionisti asiatici e sudamericani.

 

Una buona partenza poi la calma

 

La serata era cominciata nel modo migliore, con il primo lotto – Untitled (I Was Someone) di Glenn Ligon – battuto a più del doppio della stima massima: 3.4 milioni di dollari contro 1.5. Tutto scorre liscio per i primi 6 lotti che, in linea di massima, rispettano le aspettative con il flebile acuto di Louise Bourgeois, il cui Spider I –  in catalogo con una stima di 4-6 milioni  – viene battuto a 6.2. Poi arriva il momento del primo Warhol, un Self-Portrait del 1966-67 presentato a 3-4 milioni. Pochi istanti è viene aggiudicato ben al di sotto della stima minima: 2.7 milioni. Inizilamente nessuno ci fa troppo caso: stanno per arrivare due dei top lot della serata e l’attenzione della sala è certamente puntata su di loro. Rileggendo questo risultato al termine dell’asta, invece, l’aggiudicazione del lotto n. 7 è stata il segnale di una serata piuttosto negativa per il mercato di Andy Warhol.

Louise Bourgeoise, Spider I, 1995.

Louise Bourgeoise, Spider I, 1995. E’ stato aggiudicato a 6.2 mln $

Ma ecco la prima star della evening sale: l’Abstraktes Bild del 1991 di Gherard Richter – in catalogo con una stima di 15-20 milioni – centra le aspettative (19 milioni), ma niente più. Brilla, invece, la Flag di Jasper Johns che vola a 32 milioni di dollari partendo da una stima pre-asta di 15-20 e un’attesa degli esperti che si aggirava sui 30. Obiettivo centrato, uno dei pochi della serata.

 Jasper Johns, Flag, 1983

Jasper Johns, Flag, 1983. Ecco la vera star della serata. L’unico top lot ad aver rispetto le aspettative con un’aggiudicazione di 32 milioni

L’asta prosegue senza sussulti fino al lotto 17. E’ il momento clou, la parete girevole alle spalle del banditore fa entare sul podio l’opera più attesa: il No. 21 (Red, Brown, Black and Orange) del  1951 di Mark Rothko. Proveniente dalla collezione di Pierre & São Schlumberger questo lavoro, ritenuto uno dei dipinti più importanti mai realizzati dall’artista, manca dal mercato da 40 anni. Le attese sono altissime e i “bookmakers” di settore, prima dell’asta, davano il lotto a più di 50 milioni di dollari. Il martello, però, si ferma a 40 milioni. E per un istante si è avuto anche il timore che l’aggiudicazione potesse essere pure più bassa.

Mark Rothko, No. 21 (Red, Brown, Black and Orange), 1951. Doveva essere il lotto di punta dell'asta e raggiungere i 50 milioni. Il martello ha battuto a 40 mln $.

Mark Rothko, No. 21 (Red, Brown, Black and Orange), 1951. Doveva essere il lotto di punta dell’asta e raggiungere i 50 milioni. Il martello ha battuto a 40 mln $.

A questo punto l’asta prende una piega strana. Dei 9 lotti successivi:  3 rimangono invenduti, 3 vengono venduti al di sotto della stima minima e 3 la centrano di un soffio. Tra gli unsold anche il secondo Warhol della serata: il ritratto di São Schlumberger del 1974. Decisamente un’asta no per il maestro della Pop Art e, come se non bastasse, sta per arrivare la sua Liz#3 l’altro lotto di punta assieme a quello di Rothko. Le previsioni la danno a 30 milioni ma l’hammer price, alla fine, dice 28 milioni. E anche in questo caso, per un momento, si è temuto il peggio.

 

La serata no di Andy Warhol

 

Se Rothko non brilla – l’altro suo  lavoro in catalogo, un Untitled del 1969, raggiunge appena la stima minima -, è Andy Warhol a deludere ogni aspettativa. La sua Liz#3 non esalta la sala che saluta l’aggiudicazione con un applauso abbastanza soft e anche gli altri suoi lavori in catalogo non vanno benissimo. Il lotto 21, Self-Portrait (Fright Wig), viene battuto sotto la stima minima: 10 milioni di dollari.  La sensazione è che nessuno sia realmente interessato alle sue opere.

Andy Warhol, Liz #3 (Early Colored Liz), 1963. Era una delle opere di punta della evening sale di Sotheby's. E' stata aggiudicata al di sotto delle aspettative.

Andy Warhol, Liz #3 (Early Colored Liz), 1963. Era una delle opere di punta della evening sale di Sotheby’s. E’ stata aggiudicata al di sotto delle aspettative.

E la sensazione diviene certezza al lotto 37: la Little Electric Chair – uno degli highlight dell’asta – rimane invenduta. E pensare che a maggio una Little Electric Chair gialla molto simile a quella in catalogo era stata venduta per 10.5 milioni di dollari alla businesswoman cinese Zhang Lan. Si prosegue e anche la Brigitte Bardot, proveniente dalla collezione Gunter Sachs, non esalta la sala, superando di un soffio la stima più bassa. Stessa storia per la Jakie al n. 45 che, addirittura, si ferma un po’ al di sotto: 1.4 contro 1.5 milioni. Chiudono questa serata decisamente negativa per il mercato del maestro della Pop Art, la Judy Garland (Multicolor) del 1978, che raggiunge la stima minima (1 mln $), e il ritratto di Goethe del 1981 che rimane invenduto.

 

E stasera tocca a Christie’s

 

L’andamento delle vendite di Warhol durante la evening sale di Sotheby’s ci dà il polso dell’intera asta, dove nessuna delle star ha brillato. Neanche Koons. Di fatto, la seconda parte della vendita è scivolata via senza sussulti, con alcuni invenduti e molte aggiudicazioni sotto le aspettative. Solo 5 le opere che riescono a superare la stima massima. Stasera alle 18.30 (ora di New York) va in scena l’asta serale di Christie’s. L’attesa è altissima visto che si preannuncia un risultato che potrebbe toccare i 600 milioni di dollari. La stima più alta mai fatta nella storia delle aste.