Fabio Rota

Fabio Rota

Fabio Rota

Data di Nascita: 1976

Luogo di Nascita: Reggio Emilia

Vive a: Reggio Emilia

Lavora a: Reggio Emilia

Formazione:

Sito Web: fabiorota.blogspot.it/

Gallerie:  Francesca Sensi Arte a Colori

In breve

Inizia dalla pittura per poi approdare alla pittura contaminata dalla fotografia. La ricerca artistica di Fabio Rota è incentrata sul cercare di far coesistere due linguaggi differenti sullo stesso piano. Di enfatizzare l'aspetto oggettivo (fotografia) allo stesso modo di quello soggettivo (pittura). I primi soggetti di questa ricerca sono quelli di paesaggio. Sopratutto luoghi e momenti in cui la presenza umana è nulla, ma è testimoniata dalle caratteristiche dei luoghi, dalla presenza di elementi che ricordano una presenza umana passata. Affiora la memoria della presenza dell'uomo, che ha modificato o alterato il paesaggio rendendolo custode di elementi o presenze che raccontano e testimoniano storie e situazioni vissute. Nel suo lavoro utilizza materiali che appartengono al territorio (tele di lino usate nei caseifici, ad esempio) e materiali di scarto legati al tema dell'ecologia e della salvaguardia dell'ambiente (carta riciclata e stracci e stoffe di scarto). Tutto ciò per caratterizzare ancora di più l'appartenenza alla terra e a Madre Natura. Unica direzione, questa, dove crede che l'umanità possa andare in futuro per raggiungere una salvezza. Nel 2003 Fabio Rota ha la sua prima personale alla Galleria I 4 Gatti di Reggio Emilia. L'anno successivo espone alla Fisherton Mill Gallery di Salisbury nel Regno Unito. Nel 2009 Partecipa a Fotografia Europea di Reggio Emilia dove torna anche nel 2009, vincendo il 1°Premio Assoluto Concorso fotografico Gocce di sicurezza, e nel 2013. Finalista, nel 2008, del Sony World Photography Awards di Cannes, ha vinto il concorso fotografico internazionale Eyes on the Planet, sezione Climate (2008).

Opere

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Frammenti di vita, frammenti di tempo, di esperienze e ricordi  che solo attraverso un lungo viaggio interiore possono essere   ricondotti   a poetica unità…

(Giuseppe Berti – Critico d’Arte)