Tra stupore e meraviglia: l’arte di Fabio Viale

Fabio Viale, Souvenir Pietà, 2006 - 2016. © Photography by www.fabioviale.it

Fabio Viale è nato a Cuneo nel 1975. Fin da giovane ha iniziato a scolpire il marmo, facendosi notare da artigiani e antiquari locali che lo incoraggiarono a proseguire nell’attività, approfondendo gli studi d’arte.

Dopo il diploma, decise di iscriversi all’accademia di Belle Arti di Torino, presso la quale ha concluso, brillantemente, gli studi.

Prima di iniziare a scolpire il marmo come artista, per vivere e mantenersi agli studi, il giovane Viale scolpiva oggettistica di design per alcuni studi di architettura della propria zona.

Non ha mancato, come ogni buon artigiano del marmo, di scolpire monumenti funebri, oggi collocati anche presso il Cimitero Monumentale di Milano.

 

Fabio Viale, Venere, 2016, marmo bianco e pigmenti, cm 76 x 52 x 32. Courtesy: l’artista e Galleria Poggiali (Firenze)

Esaminando l’opera di Fabio Viale è difficile coglierne, ad una prima analisi, le caratteristiche che ne determinino lo stile. Ad un’analisi più approfondita è possibile ritenere che la poetica fondamentale dell’artista risieda nel voler destare stupore nell’osservatore, assecondando il verso del Marino (1569-1625): “è del poeta il fin la meraviglia”.

Stupore e meraviglia, Viale, vuole destare non limitandosi a riprodurre la più famosa opera di Michelangelo, la Pietà vaticana, ma sfidando quest’ultimo nella sapienza della tecnica del troppo finito e, segnatamente, nella tensione estetico-spirituale della Madonna ed estetico-muscolare del Cristo Morto.

Più stupore, Viale, vuole suscitare riproducendo opere ancora più antiche; torsi ellenizzanti di kouroi o di veneri greco-romane delle quali intacca e vìola l’apollineo candore con moderni, intrusivi tatuaggi. Ma il più alto coefficiente di meraviglia viene raggiunto da Viale laddove tratta il marmo fino a farlo sembrare e percepire come gomma di pneumatici, come polistirolo o come legno da cassette per la raccolta della frutta.

 

Fabio Viale, Infinito (Stars) , 2014, marmo nero, cm 81 x 70 x 24. Courtesy: l’artista e Galleria Poggiali (Firenze)

Egli accarezza il concetto di trompe-l’œil rigenerandolo in trompe-du tact. Infatti, di fronte ad una di queste opere di Fabio Viale, dopo l’inganno della vista che percepisce il marmo come gomma o come polistirolo o come legno, l’osservatore viene colto da una irresistibile pulsione di toccare quel materiale, ritenendo che anche il tatto possa essere ingannato.

In un certo senso, Viale rappresenta, nel panorama dell’arte contemporanea, una figura di controcanto. Laddove il momento tecnico ed esecutivo, per la maggior parte degli artisti del nostro tempo, ha rivestito e riveste sempre minor importanza, privilegiando quest’ultimi il momento ideativo dell’opera e la correlata attribuzione di senso, Fabio Viale fa del momento esecutivo il contenuto stesso della propria opera, dimostrando come la qualità esecutiva possa di per sé stessa assumere valore e significato estetico.

 

Una vista dell’allestimento della personale di Fabio Viale, Acqua alta High Tide, alla Galleria Poggiali di Firenze (2020)

Sedi espositive/museali: Nel 2009 ha esposto a San Pietroburgo, nel 2011 al Museo del Novecento di Milano, nel 2013 inaugura una mostra personale alla Sperone Westwater di New York. Nel 2014 ha esposto il Cristo Morto della Pietà vaticana nella Project Room della Galleria d’Arte Contemporanea di Arezzo, assieme ad un’opera di Damine Hirst.

Nello stesso anno è risultato finalista nel prestigioso Premio Cairo. Nel 2018, nella sede milanese della Galleria Poggiali, presenta la Pietà vaticana privata del Cristo. Nello stesso anno, inaugura una personale a Monaco di Baviera dove espone undici sculture di grandi dimensioni. Nel 2019 è stato invitato alla 58° Biennale di Venezia. Nel 2020 è stata inaugurata una mostra personale presso la sede fiorentina della Galleria Poggiali.

Attualmente Fabio Viale espone presso i locali di Pietrasanta della Galleria Poggiali ma chi avrà la fortuna di visitare la cittadina di Le Havre, sulle sponde francesi del Canale della Manica, potrà visitare l’esposizione di sculture en plein air chiamata “ÉTÉ AU HAVRE”.

Gli organizzatori invitano ogni anno grandi artisti facendoli esporre nei luoghi o meglio nei “non luoghi” più caratteristici della città. L’odierna edizione, inaugurata lo scorso 26 giugno, proseguirà sino al 19 settembre 2021.

 

Locandina di ÉTÉ AU HAVRE

E’ estremamente suggestivo fermarsi ad osservare le spalle ed i molli glutei della Venere Italica quasi integralmente tatuata di blu e di rosso che osserva immobile il formarsi e il dissolversi delle onde di quel mare che ha rappresentato il limite della cultura romana forse inutilmente superato dall’imperatore Adriano.

Ma tornando all’opera di Viale non possiamo che registrare la compiaciuta sensazione del corpo marmoreo violato dai colori ed il candore del purissimo bianco relegato al velo che la Venere abbandona per ritornare nuda e, forse, non più sorridente tra la schiuma delle onde concludendo un bimillenario ciclo originato dal Mito e suggellato dall’Arte.  

Gallerie di riferimento: Galleria Poggiali (Firenze) e Galleria Sperone Westwater (New York).